Stupri Roma/ Bianchini: "Vorrei morire ora". Convalidato il fermo
![]() Luca Bianchini |
IN CASA - Bamboline di cera rossa alle quali erano stati applicati aghi e chiodi, piccole bottiglie di vetro contenenti pozioni per ottenere amore e salute, guide per compiere riti esoterici. E poi ancora dvd pornografici aventi per oggetto violenze sessuali dai titoli eloquenti come "Stupri gallery" o "Realmente stuprate", fascette di plastica nera, simili a quelle utilizzate per immobilizzare le vittime, una pistola giocattolo, due coltelli avvolti nello scotch grigio ed un braccialetto forse appartenente ad una delle vittime. Questa una parte del materiale trovato a casa di Luca Bianchini, il presunto stupratore seriale di Roma, fermato nei giorni scorsi.
PERIZIA PSICHIATRICA - L'avvocato difensore di Bianchini, Giorgio Olmi, che ha ribadito che il suo assistito, attualmente in isolamento, è "psicologicamente devastato". E per questo non si opporrà alla richiesta di convalida del fermo, anche perché ha paura per la sua incolumità. "Luca è un tipo irreprensibile - ha aggiunto Olmi prima di entrare nel carcere - stimato da tutti. Io stesso sono suo amico da quattro anni. Finchè non vedrò delle prove schiaccianti non potò credere alle accuse che gli sono state rivolte. Quando vedrò le prove schiaccianti allora chiederò una perizia psichiatrica".
RITO ABBREVIATO - Nel caso molto probabile di rito immediato il processo a Bianchini potrebbe già aprirsi entro la fine dell'anno. Un processo nel quale il ragioniere e dirigente locale del Pd dalla doppia vita sarà imputato solo dei tre stupri a lui sicuramente attribuiti grazie all'esito degli esami sul Dna: ovvero la violenza del 5 aprile all'Ardeatino, quella ai danni di una giornalista alla Bufalotta del 4 giugno ed infine l'ultimo, quello del 3 luglio, che ha avuto come vittima una studentessa sempre all'Ardeatino.
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LE INDAGINI- Nel frattempo le indagini su Bianchini vanno avanti. Gli investigatori stanno cercando di capire se l'uomo, già accusato e poi prosciolto per una tentata violenza nel '96, si sia reso responsabile di altri abusi sessuali. In questo senso sono due i casi al vaglio degli investigatori attribuiti erroneamente nel 1997 a Joe Codino, al secolo il liutatio Sergio Marcello Gregorat. Due casi per i quali Joe Codino, anche lui maniaco seriale condannato per tredici abusi sessuali nei confronti di donne tutti avvenuti negli anni 80, fu assolto nel 2002. Uno dei due episodi riguardava in particolare una ragazza che denunciò di essere stata violentata nel maggio del 1997 nel garage della sua abitazione nel quartiere Nomentano.
"CERTO DI UN ERRORE GIUDIZIARIO" - Luca Bianchini "è certo di essere vittima di un errore giudiziario". E' quanto ha riferito il difensore di Bianchi, l'avvocato Giorgio Olmi all'uscita dal carcere di Regina Coeli al termine dell'interrogatorio di garanzia. "L'ho trovato più sereno dell'altro giorno - ha detto l'avv. Olmi - lui ha risposto a tutte le domande cercando di giustificare anche se alcune date non le ricorda bene. E' sempre piu' convinto della sua totale innocenza, è convinto di potercela fare. Lui stesso ha insistito con il Gip di ripetere l'esame del Dna con la presenza di un perito di parte". Il legale di Bianchini ha inoltre riferito di non voler chiedere per il momento il rito immediato mentre richiederà la ripetizione dell'esame del Dna. "Al momento non chiederemo la perizia psichiatrica - ha detto ancora l'avv. Olmi - questa questione la valuteremo solo in seguito ai risultati del nuovo esame del Dna".



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