Stupri a Roma, Bianchini condannato a 17 anni
Diciassette anni di reclusione, invece dei quindici chiesti dal pm Antonella Nespola, per il 34enne Luca Bianchini, ragioniere nonché ex segretario di un circolo del Pd: i giudici della settima sezione penale del tribunale di Roma (presidente Aldo Scivicco) lo hanno ritenuto colpevole delle violenze sessuali compiute su tre donne, tra la primavera e l'estate del 2009, nei quartieri Bufalotta e Tor Carbone. 
Bianchini, cui il tribunale ha negato anche le attenuanti generiche, era in aula al momento della sentenza, ma non ha fatto alcun commento. L'imputato, che prima di essere portato via dagli agenti della penitenziaria è stato salutato con affetto dal suo amico e avvocato Giorgio Olmi che lo ha difeso assieme al collega Bruno Andreozzi, dovra' versare una provvisionale immediatamente esecutiva di 60mila euro al Comune di Roma e di 150mila euro per ciascuna delle donne violentate. In udienza era presente anche il capo della squadra mobile Vittorio Rizzi che ha seguito le ultime battute del processo accanto al pm Nespola.
Bianchini si è sempre dichiarato innocente anche se, come aveva ricordato il rappresentante della pubblica accusa in sede di requisitoria, era stato inchiodato dalla prova del dna e dal riconoscimento fatto (anche in udienza) dalle sue vittime. Per l'accusa, "era un ragazzo ossessionato dal sesso che sognava di fare l'amore con donne piu' grandi di lui: un pensiero che forse lo angosciava anche". Nessun dubbio per il pm che fosse Bianchini "lo stupratore seriale che agiva nei garage condominiali della perferia romana con 'mephisto' per travisarsi, usando fascette e nastro adesivo per bloccare e violentare le donne che poi minacciava di morte". Bianchini fu arrestato il 10 luglio del 2009 (è ancora detenuto in carcere) quando la polizia ebbe la certezza che il dna, rilevato dalla tracce organiche che avevano macchiato gli abiti delle vittime, era perfettamente compatibile con il suo. A pesare sull'imputato anche un precedente che risale al '96 quando aveva quasi 20 anni: quella volta Bianchini cerco' di violentare una vicina di casa intrufolandosi con una scusa nel suo appartamento. La reazione della donna e quella del figlio di dieci anni che si aggrappo' con tutta la forza ai capelli di Bianchini evitarono il peggio. Dal gip l'uomo fu scagionato perche' ritenuto incapace di intendere e di volere.



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