Genova/ Avevano chiamato il figlio Venerdì. La Cassazione conferma: il nome va cambiato

Mercoledì, 22 ottobre 2008 - 14:42:00



Niente da fare. Dopo oltre un anno di battaglia, il bimbo non potrà avere il nome decido dai genitori: "Venerdì.  Il il tribunale e la Corte d'appello di Genova avevano imposto loro di cambiare il nome in Gregorio (santo del giorno di nascita del piccolo) e oggi anche la Cassazione ha respinto il loro ricorso, dichiarandolo inammissibile.

Il caso giudiziario, già all'attenzione delle cronache lo scorso anno, si chiude cosi' definitivamente: il tribunale di Genova aveva dichiarato illegittimo il nome scelto dalla coppia per il loro pargolo, sottolineando come fosse "vietato imporre al bambino nomi ridicoli o vergognosi", poichè è necessario evitare "situazioni discriminanti e difficoltà di inserimento della persona nel contesto sociale". La libera scelta dei genitori, secondo i giudici di primo grado, "incontrava il limite del sentire comune e del significato proprio dei nomi all'interno della comunita' sociale" e quello imposto dalla coppia al bambino evocava il noto personaggio del romanzo 'Robinson Crusoe' di Daniel Defoe, "una figura umana caratterizzata dalla sudditanza e dall'inferiorita'".

Anche la Corte d'appello del capoluogo ligure aveva condiviso la tesi del primo giudice, sottolineando che "nell'impiego di tale nome si rinvenirebbe lo stesso senso del ridicolo dell'attribuzione di un nome comune, quale quello di un mese dell'anno, di un utensile, di un oggetto, oltre che connotazioni di tristezza e penitenza o, nella visione popolare, di connotazioni sfortunate o negative".

Contro tale verdetto, la coppia si era rivolta alla Cassazione, censurando "l'impiego del concetto di ridicolo" fatta dai giudici del merito, e rilevando che la legge non vieterebbe affatto i nomi stravaganti o non comuni, come quelli, si ricordava nel ricorso, di "Oceano o Chanel, figli di noti personaggi pubblici". Inoltre, "nella nuova struttura della norma sullo stato civile - sostenevano i due genitori - sarebbe scomparso ogni riferimento al divieto di utilizzare nomi geografici come nomi propri e, quindi, implicitamente, anche nomi della settimana". Per la prima sezione civile della Suprema Corte (sentenza n.25452), il ricorso e' inammissibile, poiche' in esso non si e' "precisato quale sia stato il fatto controverso in relazione al quale assumono rilievo le censure relative alla motivazione" del decreto impugnato.

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