Strage di Viareggio, 38 indagati. C'è anche Moretti
C'è la prima vera svolta nelle indagini sulla strage del treno di Viareggio. Sono indagate trentotto persone. In questo momento sono in corso di notifica gli avvisi della richiesta di incidente probatorio, di cui sono destinatari anche otto enti per violazioni del decreto sulla responsabilità amministrativa.
INDAGATO MORETTI - Fra gli indagati, la catena di comando delle Ferrovie dello Stato, tra cui anche l’amministratore del gruppo, Mauro Moretti (amministratore di Rfi fino al 2006). Fra i reati contestati per l’esplosione alla stazione di Viareggio, il disastro ferroviario, l’omicidio colposo, le lesioni e l’incendio colposo, oltre alla violazione delle norme antinfortunistiche.
Secondo quanto ricostruito dai tecnici della procura, la responsabilità di quanto accadde quella terribile notte, sarebbe da attribuire alla Rete ferroviaria italiana, (Rfi, società controllata dal Gruppo Fs) che non avrebbe provveduto a rimuovere i picchetti che tracciano le curve, ritenuti pericolosi. L’amministratore delegato di Rfi è l’ingegner Michele Mario Elia dal 2006, anno in cui ha preso il posto dell’attuale amministratore delegato di Fs, Mauro Moretti.
L'IPOTESI DELLA PROCURA - La procura sarebbe arrivata alla conclusione che non è stato fatto tutto il necessario per rendere sicura la rete sulla quale circolano i treni ed evitare, quindi, incidenti come quello di Viareggio. Un punto, in particolare, sarebbe stato messo a fuoco dagli inquirenti: una vecchia disposizione interna scritta e protocollata dalla direzione tecnica di Rfi nella quale si indicavano come pericolosi i picchetti che servono a tracciare le curve. Nella stessa disposizione si diceva che sarebbero stati gradualmente eliminati, cosa però mai avvenuta, se non sulle linee dell’alta velocità dove i picchetti non ci sono più. I magistrati sono convinti che sarebbe stato proprio un picchetto a squarciare la cisterna dalla quale è fuoriuscito il gpl. I picchetti sono fra la strumentazione di cui è responsabile Rfi che però nelle relazioni firmate dalla sua commissione d’inchiesta propone una spiegazione diversa: lo squarcio sul fianco della cisterna sarebbe da attribuire all’impatto con "un pezzo della controrotaia di uno scambio" che nello schianto fu "piegata a zampa di lepre".
GLI INDAGATI - Fra gli indagati figura praticamente tutta la catena di comando delle Ferrovie dello Stato, dall’amministratore del gruppo Mauro Moretti (che fino al 2006 è stato amministratore di Rfi), al suo successore alla guida di Rfi Michele Mario Elia, all’amministratore delegato di Trenitalia Vincenzo Soprano, all’amministratore delegato di Fs Logistica Gilberto Galloni, a Mario Castaldo, direttore della Divisione Cargo. Ci sono poi responsabili e tecnici della Gatx, la multinazionale proprietaria delle ferrocisterne coinvolte nel deragliamento, e della officina Jugenthal di Hannover dove era stato revisionato il carrello che si spezzò a Viareggio, nonché il responsabile e i tecnici delle officine Cima di Bozzolo (Mantova), dove tre mesi prima del disastro il carrello inviato dalla Jugenthal era stato montato sulla ferrocisterna. Le società chiamate in causa sono la Gatx Rail Austria, la Gatx Rail Germania, la Officina Jugenthal (che è della Gatx), il Gruppo Ferrovie dello Stato, Rfi (Rete ferroviaria Italiana), Trenitalia, Fs Logistica, e la Cima Riparazioni.



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