Strage ciclisi, i marocchini sono con le vittime
La comunità marocchina di Lamezia Terme è in lutto, dopo che un loro connazionale alla guida di una Mercedes ha travolto ed ucciso ieri sette ciclisti, ferendone altri tre. "Siamo dalla parte delle vittime e dei loro familiari - ha detto all'Ansa un rappresentante del locale Centro islamico, Hassan Qablaoui - e per dimostrarlo oggi abbiamo chiuso i nostri negozi e le nostre attività".
A Lamezia, come riferisce Qablaoui, vivono oltre mille marocchini, perlopiù attivi nel commercio e ben integrati. "Tra poco avremo un incontro con la Digos - ha aggiunto - per valutare l'opportunità di una nostra presenza ai funerali". "Stiamo tutti male - ha detto ancora Qablaoui - e crediamo che l'investitore debba pagare per quello che ha fatto, ma vogliamo anche prevenire un offuscamento dell'immagine dell'intera comunità. Non siamo tutti così".
IL MAROCCHINO AVEVA LA PATENTE - Chafik El Ketani, il marocchino di 21 anni che ieri a Lamezia Terme ha investito un gruppo di dieci ciclisti, uccidendone sette sul colpo, era in regolare possesso di patente. Lo hanno accertato nel corso delle verifiche che si sono protratte per tutta la giornata di ieri gli uomini della Polizia Municipale, inizialmente tratti in inganno dal fatto che il giovane non aveva con sè il documento e che dal data base risultava gli fosse stata sospesa in passato. Precedentemente, infatti, a causa di un'infrazione commessa a Potenza, la patente era stata sospesa. Dopo l'incidente mortale di ieri, però, considerando anche il fatto che guidasse sotto l'effetto di sostanze stupefacenti (è risultato positivo ai cananbinoidi), il titolo di guida sarà revocato come prevede il codice della strada. Il contesto familiare del marocchino è lontano da forme di degrado. Lui lavora insieme al padre in un capannone in contrada Mortara, a Lamezia Terme, dove vendono sia al dettaglio che all'ingrosso abbigliamento e accessori. La famiglia si trova in Italia da diversi anni. Il nipote del giovane, che era con lui in auto ieri al momento dell'incidente, è nato in Italia otto anni fa. Secondo quanto riferito dalla Polizia Municipale, nessun componente della famiglia El Ketani ha mai creato problemi alla comunità lametina. (



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