Garlasco, sospetti sui movimenti di un'amica di Stasi
Il giallo di Garlasco regala un nuovo colpo di scena. E' difatti spuntata fuori un'amica di Alberto Stasi con un mistero da chiarire: la mattina in cui morì Chiara Poggi, la ragazza disse di essere rimasta a casa, ma il suo telefonino è risultato agganciato a due centraline. Secondo un'inchiesta del 'Corriere della Sera' si racconta come la giovane sia diventata oggetto di nuovi approfondimenti da parte degli investigatori. "Il suo racconto ("ero a casa e ci sono rimasta fino al primo pomeriggio") non coincide con i rilievi tecnico-informatici: il suo cellulare agganciò due "celle" diverse del Comune". Stando a quanto riferisce il quotidiano di Via Solferino la teste raccontò ai carabinieri che la mattina del delitto (13 agosto 2007, ndr) era nella sua casa a Garlasco (che sta non lontano dalla villa dell'omicidio, ndr), a scrivere la tesi di laurea. 
Alberto Stasi
Cosa fece in quelle ore? Nella sua ricostruzione dei fatti andò così: sveglia verso le 7, colazione, studio dalle sette e mezza dino all'una, poi il pranzo e una passeggiata attorno alle quattro del pomeriggio.
Ora però, oltre due anni dopo quei fatti, i periti e i consulenti informatici al lavoro sul caso hanno scoperto che il suo cellulare quella mattina agganciò due celle. Cosa significa? E' semplice, vuol dire che la copertura del telefonino fu garantita da due centraline diverse, "cosa che di solito avviene quando la persona (e quindi il cellulare) si sposta da un'area all'altra".
Questo fatto ha provocato inevitabili domande da parte degli inquierenti: perchè quel collegamento a due celle? Esistono motivi tecnici e dimostrabili che lo rendono possibile anche se il telefono rimane nello stesso luogo? Oppure la ragazza raccontò il falso? Domande che richiederanno risposte precise e certe.
Il perito informatico del giudice Stefano Vitelli vuole andare a fondo dei dettagli tecnici e chiederà al gup nuovi accertamenti.



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