Spot di Calzedonia con l'Inno di Mameli, scoppia la polemica

Martedì, 13 ottobre 2009 - 15:24:00

"Sorelle d'Italia, l'Italia s'è desta, dell'elmo di Scipio s'è cinta la testa...". Inizia così lo spot pubblicitario di Calzedonia, che in questi giorni è in onda sulle principali televisioni italiane Il concetto che sta alla base del video pubblicitario viene poi spiegato al termine dello stesso con il claim "Il futuro è rosa". Ma  subito è scoppiata la polemica sull'utilizzo dell'inno di Mameli. 

A incendiare le polveri della polemica contro l'azienda veronese è stato il presidente della Provincia di Savona, Angelo Vaccarezza (Pdl): "Con il canto degli italiani non si gioca. E non si può nemmeno metterlo sotto i piedi», le parole del politico, noto anche per varie sue iniziative patriottiche. "L’inno di Mameli non è uno scherzo. È una cosa seria, sentirlo in un spot per pubblicizzare delle calze da donna è una vergogna", aggiunge Vaccarezza.

L'idea di fondo è che si utilizzi l’inno nazionale "distorto" per fare pubblicità. Dura la reazione di Romano La Russa, coordinatore provinciale milanese del Pdl: "Calzedonia sospenda immediatamente la messa in onda di quella pubblicità infame, altrimenti inviteremo i cittadini a denunciare l’autore dello spot e il responsabile dell’Authority per mancata vigilanza. Non si può svilire l’inno di Mameli per vendere delle volgarissime calze - continua La Russa - è uno scempio assistere all’inno di Mameli utilizzato in una pubblicità per la vendita di calzamaglia da donna".

 


GUARDA LO SPOT DI CALZEDONIA

 

"Dopo l’attentato di ieri a Milano - continua La Russa - tornare a casa ancora scossi e preoccupati per quanto è successo e vedere in televisione quello spot è come essere umiliati e offesi una seconda volta. Oggi più che mai è necessario ritrovare l’orgoglio e il rispetto dell’essere italiani, di appartenere ad una nazione e ad una cultura che vanno difese. L’inno nazionale è un simbolo di questa unità, dell’italianità, rappresenta il sacrificio di tanti italiani, uomini e donne che si sono immolati per la Patria. Lo si canta con gioia in occasione di eventi sportivi e con profonda tristezza quando accompagna i nostri militari caduti per la pace".

"Invito l’Authority delle Telecomunicazioni - conclude La Russa - a far rispettare la legge e ritirare lo spot che insulta l’inno, che insieme alla nostra Costituzione e alla bandiera è un emblema dello Stato".

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