Spot di Calzedonia con l'Inno di Mameli, scoppia la polemica
"Sorelle d'Italia, l'Italia s'è desta, dell'elmo di Scipio s'è cinta la testa...". Inizia così lo spot pubblicitario di Calzedonia, che in questi giorni è in onda sulle principali televisioni italiane Il concetto che sta alla base del video pubblicitario viene poi spiegato al termine dello stesso con il claim "Il futuro è rosa". Ma subito è scoppiata la polemica sull'utilizzo dell'inno di Mameli.
A incendiare le polveri della polemica contro l'azienda veronese è stato il presidente della Provincia di Savona, Angelo Vaccarezza (Pdl): "Con il canto degli italiani non si gioca. E non si può nemmeno metterlo sotto i piedi», le parole del politico, noto anche per varie sue iniziative patriottiche. "L’inno di Mameli non è uno scherzo. È una cosa seria, sentirlo in un spot per pubblicizzare delle calze da donna è una vergogna", aggiunge Vaccarezza.
L'idea di fondo è che si utilizzi l’inno nazionale "distorto" per fare pubblicità. Dura la reazione di Romano La Russa, coordinatore provinciale milanese del Pdl: "Calzedonia sospenda immediatamente la messa in onda di quella pubblicità infame, altrimenti inviteremo i cittadini a denunciare l’autore dello spot e il responsabile dell’Authority per mancata vigilanza. Non si può svilire l’inno di Mameli per vendere delle volgarissime calze - continua La Russa - è uno scempio assistere all’inno di Mameli utilizzato in una pubblicità per la vendita di calzamaglia da donna".
GUARDA LO SPOT DI CALZEDONIA
"Dopo l’attentato di ieri a Milano - continua La Russa - tornare a casa ancora scossi e preoccupati per quanto è successo e vedere in televisione quello spot è come essere umiliati e offesi una seconda volta. Oggi più che mai è necessario ritrovare l’orgoglio e il rispetto dell’essere italiani, di appartenere ad una nazione e ad una cultura che vanno difese. L’inno nazionale è un simbolo di questa unità, dell’italianità, rappresenta il sacrificio di tanti italiani, uomini e donne che si sono immolati per la Patria. Lo si canta con gioia in occasione di eventi sportivi e con profonda tristezza quando accompagna i nostri militari caduti per la pace".
"Invito l’Authority delle Telecomunicazioni - conclude La Russa - a far rispettare la legge e ritirare lo spot che insulta l’inno, che insieme alla nostra Costituzione e alla bandiera è un emblema dello Stato".



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