Spatuzza, il sottosegretario Mantovano ad Affari: "Potevamo dare le motivazioni a gennaio. Ecco perchè"
IL DOCUMENTO INTEGRALE DELLA COMMISSIONE DEL VIMINALE (Pdf) Spatuzza, il Viminale: ritardi dai Pm. Su Affari il testo delle motivazioni
La Commissione del Viminale ha deciso di non concedere al pentito Gaspare Spatuzza il programma speciale di protezione con la motivazione che "sono state fatte dichiarazioni a rate, soprattutto nei casi delle affermazioni fatte su Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri". Lo afferma al quotidiano online Affaritaliani.it il sottosegretario dell'Interno Alfredo Mantovano. "Il problema non sta nel ritardo della trasmissione degli atti dalle procure al Viminale. Forse potevano muoversi prima ma non è mio compito giudicare questo. Ma sta nel fatto che Gaspare Spatuzza ha fatto dichiarazioni a rate, ossia non entro il termine fissato di 180 giorni. Senza contare che anche le procure di Palermo e Caltanissetta hanno avanzato riserve sulle informazioni da lui fornite". Il boss avrebbe infatti cominciato a collaborare con la Magistratura nel 2008, poi altre dichiarazioni sarebbero state fatte nel 2009 e le ultime nel processo contro Marcello Dell'Utri, lo scorso 4 dicembre.
E sul procedimento di richiesta il sottosegretario Mantovano spiega: "Nella prima fase di richiesta del programma di protezione speciale le procure chiedono l'ammissione del pentito ad un programma provvisoria perchè non si ha la possibilità di dare quello definitivo. Nel nostro caso" continua Mantovano "La sola richiesta della procura di Firenze non era sufficiente perchè nelle indagini erano coinvolte anche le procure di Palermo e Caltanissetta. Avevamo quindi bisogno anche del parere della Dia. La richiesta è arrivata il 22 luglio. Tanto che il 23 luglio il pentito Spatuzza godeva già del programma provvisorio".
E ancora: "E' necessario però poter apprezzare la novità, l'attendenza e il rispetto dei termini del teste. Cosa non avvenuta con le parole di Gaspare Spatuzza. La legge sui pentiti del 2001 doveva evitare che i pentiti facessero dichiarazioni a rate. E noi l'abbiamo rispettata".
E infine: "Bisogna distiguere due fasi della richiesta del programma speciale di protezione: il momento in cui inizia il piano provvisorio e si deve richiedere il piano definito entro sei mesi e il termine per le dichiarazioni. Nel primo caso si deve decidere se prendere una decisione su degli atti incompleti o se avere tutti i documenti. Abbiamo preso la seconda strada: avremmo potuto prendere una decisione già a gennaio, che sarebbe comunque stata la stessa, ma abbiamo preferito avere tutti gli atti.
L'altro termine di sei mesi riguarda la modalità in cui un teste inizia a collaborare: bisogna riferire tutto entro 180 giorni. Superato questo termine non si può introdurre un nuovo tema di rilievo. Questo invece è quello che Spatuzza ha fatto nel caso di Silvio Berlusconi dell'Utri".
Floriana Rullo



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