Mafia, la deposizione di Spatuzza. Dell'Utri in aula. Berlusconi: accuse assurde

Venerdì, 4 dicembre 2009 - 21:30:00

spatuzza
Il pentito Gaspare Spatuzza

Spatuzza/ La maggioranza (anche Fini) fa quadrato attorno a Berlusconi. Massima cautela di Bersani

IL COMMENTO/ Tanto tuonò che non piovve

"Ho fatto parte dagli anni Ottanta al Duemila di un'associazione terroristico-mafiosa denominata Cosa Nostra. Dico terroristica per quello che mi consta personalmente, perché dopo gli attentati di via D'Amelio e Capaci, ci siamo spinti oltre, come l'attentato al dottor Costanzo (Maurizio ndr) e quello a Firenze dove morì la piccola Nadia". Gaspare Spatuzza entra in aula pochi minuti prima di mezzogiorno. Il pentito di mafia, protetto da due paraventi, depone a Torino al processo d'appello per concorso in associazione mafiosa nei confronti di Marcello Dell'Utri, condannato a nove anni in primo grado, presentandosi come uno che è stato £condannato per sei o sette stragi e circa una quarantina di omicidi".

DELL'UTRI IN AULA - La mafia ha tutto l'interesse a buttare giù un governo che sta lottando contro Cosa Nostra come nessun altro aveva mai fatto prima. Gaspare Spatuzza non è un pentito dell'antimafia ma un pentito della mafia". Lo ha detto il sentarore del Pdl Marcello Dell'Utri dopo la sospensione dell'udienza, in corso a Torino nel processo che lo vede imputato di concorso in associazione mafiosa. Non appena i giudici sono usciti dall'aula per decidere su alcune eccezioni formulate dalla difesa, l'imputato è stato letteralmente sommerso da cronisti, fotografi e operatori televisivi. "Cosa volete che vi dica? Io sono sereno, ma qui mi sento a teatro. C'e' un protagonista e ogni tanto mi dico Marcello svegliati". "Rendiamo pubbliche le dichiarazioni - ha aggiunto uno dei difensori di Dell'Utri, l'avvocato Nino Mormino -. Sono affermazioni inattendibili. Viene tirato in ballo non solo Dell'Utri ma anche Berlusconi, che non si può difendere". Nel concludere il proprio intervento in aula, Mormino aveva detto: "Fuori da quest'aula si parla di bomba atomica, dimostreremo che è solo un petardo".



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BERLUSCONI - "Nessuno ci crede, sono cose che mi fanno soltanto ridere...". Silvio Berlusconi in Consiglio dei Ministri ha spiegato di non essere affatto preoccupato dalle accuse che pentiti quali, Gaspare e Spatuzza, rivolgono nei suoi confronti. "Sono accuse che si commentano da sole - ha riferito ai ministri durante la riunione nella sede del Governo - ma in Italia non c'è nessuno disposto a credere a queste assurdità. Io capo della  mafia? Meglio riderci sopra...", ha scherzato il Cavaliere.

LE DICHIARAZIONI DI SPATUZZA - "Graviano mi fece il nome di Berlusconi e mi disse che grazie a lui e al compaesano nostro ci eravamo messi il paese tra le mani. Graviano mi disse che avevamo ottenuto tutto quello e questo grazie alla serietà di quelle persone che avevano portato avanti questa storia, che non erano come quei quattro 'crasti' socialisti che avevano preso i voti dell'88 e '89 e poi ci avevano fatto la guerra". "Nell'87 Giuseppe Graviano mi disse che dovevamo sostenere i candidati socialisti alle elezioni. All'epoca il capolista era Claudio Martelli. A Brancaccio facemmo di tutto per farli eleggere e i risultati si videro: facemmo bingo" dice Spatuzza.

È un incontro avvenuto nel '94 al bar Doney di Via Veneto, a Roma, prima del fallito attentato all'Olimpico, l'episodio centrale della deposizione. Spatuzza si incontra, in quella occasione, con Giuseppe Graviano, che "aveva un atteggiamento gioioso, come chi ha vinto all'enalotto o ha avuto un figlio. "Ci siamo seduti - dice Spatuzza - e disse che avevamo chiuso tutto e ottenuto quello che cercavamo e questo grazie alla serietà di quelle persone che avevano portato avanti questa storia, che non erano come quei quattro 'crastì socialisti che avevano preso i voti dell'88 e '89 e poi ci avevano fatto la guerra. Mi vengono fatti i nomi di due soggetti: di Berlusconi..., Graviano mi disse che era quello del Canale 5, aggiungendo che di mezzo c'è un nostro compaesano, Dell'Utri. Grazie alla serietà di queste persone - prosegue Spatuzza, citando Graviano - ci avevano messo praticamente il Paese nelle mani".

E sul fallito attentato allo stadio Olimpico di Roma "doveva essere il colpo di grazia" nella strategia terroristica di Cosa Nostra degli anni '90. Aveva l'obiettivo di fare una strage di carabinieri in servizio di ordine pubblico. Non a caso sarebbero stati impiegati secondo, il ricordo di Spatuzza, "50 chilogrammi di tondini di ferro" tagliati in pezzi di pochi centrimetri che con l'esplosione si sarebbero trasformati in migliaia di proiettili. Fortunatamente "il telecomando non funzionò" secondo le parole di Spatuzza che parlando di "colpo di grazia" riporta le parole del suo boss Giuseppe Graviano. "Il mio sentito dire non è al mercato ortofrutticolo...".

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