Puglia, spariscono i treni-notte. Boom di firme per la petizione a Monti

Giovedì, 29 dicembre 2011 - 15:10:50
treno pendolari

E' un successo l'iniziativa promossa dal quotidiano brindisino Senzacolonne e rilanciata da Affaritaliani.it. In poche ore più di mille persone hanno firmato la petizione indirizzata a Mario Monti contro la soppressione dei treni-notte dalla Puglia decisa da Ferrovie dello Stato.

Giovedì si legge sulla home page del sito di Senzacolonne: "La Puglia non resta nell’angolo in cui Trenitalia l’ha messa. Anzi. Oltre mille sottoscrizioni sono state firmate sul sito Internet del giornale. La battaglia lanciata da Senzacolonne continua a raccogliere adesioni. Sale ora dopo ora il numero dei cittadini, politici e vip che stanno sottoscrivendo la mail indirizzata direttamente al presidente del Consiglio Mario Monti, contro il taglio dei treni-notte. L’onda di protesta non si arresta. La voce dei pugliesi è arrivata anche sul quotidiano online Affaritaliani (di Milano). Non ci fermiamo, Senzacolonne va avanti per portare la Vostra voce (di Voi cittadini) ‘’lassù’’, al Governo e nelle stanze del potere. Ma come, proprio ora che la il Salento è diventato una meta alla moda, scoperta da tutti gli italiani, lo si vuole tagliare fuori? Per l’amministratore delegato di Trenitalia, Mauro Moretti, purtroppo questo non è importante, almeno quanto i lussuosi Frecciarossa che da Roma arrivano in due ore e cinquantanove minuti a Milano. La Puglia non vale tanto per Trenitalia".


di Lorenzo Lamperti

Ci si metteva in fila tre mesi prima. Prenotare una cuccetta per un treno notturno da Lecce a Milano, o viceversa, non era impresa semplice. C'erano studenti che tornavano a casa per le feste, lavoratori emigrati al Nord che facevano ritorno dalle loro famiglie. C'erano quelli che si recavano nella città di origine per votare quando c'erano le elezioni. Partivano da un capo dell'Italia e arrivavano all'altro, attraversando un intero Paese. Vedendo colori diversi, assaggiando i sapori dei territori che si attraversavano. Quando il treno si fermava a Bologna, si compravano le famose lasagne. L'omino con il carrello le passava dal finestrino. E ci si sentiva in viaggio. Ci si sentiva in Italia. Perché su quel treno-notte partivi da Milano, arrivavi sull'Adriatico e lo vedevi diventare Ionio. Perché ti addormentavi a Bologna e ti risvegliavi a Bari. Oppure chiudevi gli occhi a Pescara e li riaprivi in Lombardia. E, abituato ai palloni sgonfi e ai campi polverosi del Sud, vedevi le moderne strutture sportive del Nord. Perché su quel treno-notte attraversavi l'Italia, accompagnando il boom economico.

IL TESTO DELLA PETIZIONE PROMOSSA DA SENZACOLONNE

Egregio presidente prof. Monti, Ci rivolgiamo a Lei come neo Presidente del Consiglio perché noi pugliesi siamo stanchi di essere tagliati fuori dal resto del Paese. Ci stanno togliendo il sacrosanto diritto alla mobilità. Prima siamo stati esclusi dall'Alta velocità, ora sono stati soppressi i treni-notte. Per andare da Lecce a Milano si cambia treno a Bologna. Per Roma si fa "scalo" ad Ancona. Non si è mai visto in nessun altro paese al mondo. E' incredibile che Trenitalia faccia viaggiare i propri clienti-passeggeri su convogli notturni da terzo mondo costringendoli a scendere a metà del viaggio. Certi di un Suo interesse, Le porgiamo ancora i nostri migliori auguri.

I cittadini del Grande Salento

Clicca qui per firmare la petizione

IL TAGLIO DEI TRENI-NOTTE - Adesso il treno-notte Milano-Lecce è stato cancellato. Via, tagliato con un bel pezzo di forbice. Così, come quando si recide un ramo secco. E la Puglia resta isolata, dimenticata. Sì, perché il signor Moretti di Trenitalia ha deciso che quel treno era superfluo. Troppo importanti i Frecciarossa da Milano a Roma. Troppo lusinghiere i vagoni ristoranti chic sui mezzi che non tutti però possono permettersi. Tutti gli altri, tutto il resto d'Italia può essere messo in un angolo. E pazienza se adesso per arrivare dalla Puglia a Milano ci vogliono due giorni di viaggio e bisogna cambiare treno più di una volta, magari facendo anche lunghe attese. Pazienza se invece quel treno-notte, quasi sempre pieno, permetteva di risparmiare un giorno dormendo in viaggio.

ITALIA DIVISA - Altro che Lega di Bossi, a dividere l'Italia ci pensano già le Ferrovie dello Stato. Proprio loro, che invece dovrebbero unirla. E poi si continua a parlare di green economy, ci si lamenta perché in troppi preferiscono l'auto al treno. Ci vorrebbe un po' più di onestà. Iniziative come queste non fanno che favorire l'aumento del traffico e delle emissioni dannose per l'ambiente che ne conseguono. E gongola invece chi magari ha una linea di pulman. Peccato che lì però si deve dormire seduti. Ma questa è un'altra storia.

INCOMPRENSIONE DELLA REALTA' - La soppressione dei treni-notte non fa altro che confermare la tendenza della politica e delle istituzioni italiane di essere sempre più lontane dalla realtà. Ma come, proprio ora che la Puglia sta rifiorendo la si mette in un angolo? La sanità pugliese è considerata da molti come un modello. Il Salento è ormai una meta trendy scoperta da tutti gli italiani, i milanesi ci passano le vacanze e ci comprano case. Qui è iniziata la caduta di Berlusconi, con la D'Addario e l'inchiesta sulle escort. Qui è cresciuto il fenomeno Vendola, che scalfisce la vecchia sinistra. Qui c'è un laboratorio politico che coinvolge Fitto e Ferrarese in una possibile allenza Pdl-Pd-Udc che potrebbe fare scuola a livello nazionale. Qui c'è l'Apulia Film Commission che ha reso la Puglia la regione cinematograficamente più vivace d'Italia.

LA PUGLIA SI RIBELLA - Per fortuna qualcosa si muove. La Puglia sembra voler smettere essere una regione parlata, vuole cominciare a parlare. E a far sentire la voce di tanti pugliesi ci pensa il brindisino Senzacolonne, uno dei più vivaci giornali locali, che ha lanciato un'iniziativa contro il taglio dei treni-notte e gli incredibili "scali" necessari a raggiungere Roma e Milano. La battaglia contro le decisioni di Trenitalia ha già registrato centinaia di adesioni. Politici, amministratori, giornalisti e vip si stanno unendo alla voce di Senzacolonne. In tantissimi stanno firmando sul sito www.senzacolonne.it la petizione indirizzata al Presidente del Consiglio Mario Monti per far sentire la propria voce direttamente al governo e alle stanze del potere.

L'INIZIATIVA DI SENZACOLONNE - Sul quotidiano pugliese si legge: "E’ arrivato il momento di ribellarsi alle ingiustizie che emarginano la Puglia (e soprattutto il Salento) dal resto dell’Italia. Trenitalia, ovvero l’arte dei pazzi: da Brindisi a Roma si passa da Ancona. Per andare a Milano si fa “scalo” a Bologna. Tutto in orari allucinanti e con valigie al seguito. Eppure le tasse si pagano qui come al nord e allora perché i servizi non sono gli stessi. E’ impensabile che un treno-notte preveda un’interruzione che obbliga i passeggeri a salire e scendere a metà del viaggio. Non succede in nessun’altra parte del mondo".

POLITICI E VIP ADERISCONO ALL'INIZIATIVA - Nichi Vendola è d'accordo: "Appoggio l'iniziativa, ora basta. Chiediamo di ripristinare il valore sociale del trasporto pubblico e di garantire il diritto universale alla mobilità di tutti i cittadini". Francesco Divella, senatore e titolare dell'omonimo pastificio, ha detto: "Questa battaglia dovrebbe essere apartititca, mi unisco a voi. Ed esorto tutti i cittadini pugliesi ad aderirvi. Oltre ai treni passeggeri c'è il problema dei treni merce. Da Bari per Napoli, infatti, sono stati soppressi anche molti treni container".

Massimo Ferrarese, presidente della Provincia di Brindisi, lancia un appello ai media nazionali: "Ottima iniziativa, dovrebbero aiutarci anche le testate nazionali. Solo i mezzi di informazione possono creare quell'onda forte capace di cambiare le cose".

Albano Carrisi riflette anche sulla sua esperienza personale: "Non hanno alcuna considerazione per lo sviluppo del Sud, lo si vede da queste imposizioni inaccettabili. Le due Italie le vogliono loro. Ora basta, vogliamo diritti e parità. Dobbiamo avere le ali come Roma e Milano. Ringrazio queste città, ma non è giusto che io sia dovuto andare lì per diventare quello che sono, privandomi dei miei affetti, è una disparità assurda".

Angelo Maria Perrino, direttore di Affaritaliani.it, attacca: "L'azione di Trenitalia è sconcertante. E' un grande errore, non solo economico ma anche politico, sociale e culturale. Grazie ai treni-notte l'Italia si ricongiunge al Sud. E' una tratta fondamentale non solo per studenti, lavoratori, ma anche genitori che vengono a trovare i figli".

L'ex sindaco di Brindisi Giovanni Antonino sottolinea il ruolo fondamentale del treno: "Più che da Garibaldi l'Italia è stata unificata dal treno. Sul treno viaggiavano i contadini del Sud che raggiungevano le regioni orientali per difendere la patria dal rischio di invasione austroungarica. Ora qualcuno vorrebbe di nuovo spezzare l'Italia in due".

 

 

 



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