Spagna/ Proietta il suo membro sulla Cattedrale. La replica dell'autore: "Una protesta contro la società maschilista, eteropatriarcale e omofoba"
L'artista sostiene quindi che la sua non è un'azione maschilista: "Proiettare il pene non è segno di potere 'per impressionare' le donne - spiega - non sono un esibizionsta o un criminale. Quello che faccio è proiettare delle immagini amorfe, ambigue, di diverse parti del corpo, tra cui i genitali, affiancate sul corpo, su edifici simbolici del potere".
L'AZIONE- L'azione dell'artista ed attivista autodefinito "cyborg pangender" Jaime del Val, del gruppo REVERSO, avvenuta sui muri della cattedrale di Madrid il passato 24 luglio, era una protesta contro l'omofobia della chiesa, la societá maschilista, etero-patriarcale, oltre che contro la sorveglianza e la standarizzazione di corpi e soggetti nella società di consumo che vedono il loro effetto nel controllo sociale.
Nella lettera Del Val spiega anche che: "La proiezione dei genitali sulle mura della cattedrale è già il quarto di una serie di installazioni avvenute nelle ultime settimane a Madrid. La prima è avvenuta nel centro commerciale della città, contro la società di consumo, poi nella facciata principale del Museo D'arte Moderna Reina Sofía, come protesta contro le istituzioni culturali che funzionano come maschere del potere, poi d'avanti al Congresso dei deputati, per denunciare la debolezza delle democrazie che lavorano al servizio dei mercati e chiedendo una Legge Intersex, che ci permetta di identificarsi legalmente come intersessuale, o intergenere, e non soltanto come maschio o femmina".
E conclude: "Senza contare che la nudità in pubblico in Spagna è permessa per legge. Quindi non violo nessuna legge, ne posso essere considerato essibizionista dal punto di vista legale, dato che questo, secondo l'articolo 185 dal codice penale spagnolo è considerata soltanto l'esibizione oscena con provocazione sessuale d'avanti a minorenni e deficienti mentali".



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