Sisma ad Haiti, catastrofe sull'isola: centomila morti
LE TESTIMONIANZE DEI SOPRAVVISSUTI Haiti/ Msf: "Situazione caotica. Curati mille feriti". La testimonianza
Quel che resta di Haiti è l'enorme nube di polvere che si alza sui palazzi che furono del potere. Niente ospedali, niente scuole. Tutto è stato distruto dal terremoto che ha scosso la città. Il sisma ha buttato giù perfino la prigione, quella che si chiamava fortezza per definizione, lasciando fuggire migliaia di detenuti, criminali, ladri, assassini.
"E' una catastrofe, i morti sono centomila", urla a ogni microfono di radio e tv del mondo l'ambasciatore negli Usa Raymond Joseph. Ma nessuno riesce a tenere davvero la contabilità dell'orrore. I cadaveri non si contano, non si possono contare. "Sono ovunque". Sono solo cadaveri: Haiti non c'è più.
ARRIVANO I PRIMI AIUTI - E il mondo, commosso, corre in soccorso di Haiti: la Croce Rossa haitiana ha stimato tra 45.000 e 50.000 vittime fino a 3 milione di persone colpite. Un piccolo miracolo si è verificato nel quartier generale delle Nazioni Unite dove una squadra di soccorso Usa, a oltre 48 ore dal sisma, ha estratto illeso dalle macerie un agente estone. Nell'edificio, completamente distrutto, hanno perso la vita almeno 36 caschi blu e altri 150 mancano all'appello.
MANCANO CENTO ITALIANI ALL'APPELLO - La Farnesina ha reso noto che sono "circa cento" gli italiani ad Haiti "contattati direttamente o indirettamente" dal ministero degli Esteri. Il capo dell'unita' di crisi Fabrizio Romano ha aggiunto però che "diverse decine mancano ancora all'appello". Il primo aereo italiano con una "advanced team" di esperti per coordinare gli aiuti è atterrato a Port-au-Prince.
100 MILIONI DAGLI USA - Barack Obama ha annunciato lo stanziamento di 100 milioni di dollari e ha affidato i suoi predecessori George W. Bush e Bill Clinton il compito di coordinare gli aiuti. Gli Usa hanno messo in campo un'imponente operazione di soccorsi: navi da guerra, elicotteri, aerei da carico e portaerei oltre ad equipe civili e militari di risposta ai disastri, insieme a 5.500 soldati che sono in cammino verso Haiti. Dall'aeroporto di Pisa il C130J dell'Aeronautica militare italiana, con a bordo un ospedale da campo, beni di prima necessità e personale medico sanitario della Protezione civile. Si sono mossi anche Belgio, Lussemburgo, Francia, Regno Unito, Islanda. Tra i primi ad arrivare a Port-au-Prince un team di 60 specialisti cinesi in tuta arancione, veterani del terremoto del Sichuam, due anni fa, quando morirono 90.000 persone. Ma gli aiuti non arrivano con la rapidità di cui ci sarebbe bisogno.
DIFFICOLTA' NEI SOCCORSI - Trascorse quasi quarantott'ore dal sisma di 7,3 gradi della scala Richter, non si vedono ancora i soccorsi: nessuna ruspa, nessuna ambulanza, nessun soldato nelle strade. Molte zone di Port-au-Prince sono ancora senza energia elettrica né acqua. La città è devastata e nelle strade si ammassano cataste di cadaveri coperte con lenzuola; i superstiti vagano alla ricerca dei loro cari tra le case crollate, guidati dalle grida di aiuto di quanti sono intrappolati sotto le macerie.

LE IMMAGINI DELLA TRAGEDIA / 3/
OSPEDALE IN TILT - L'unico dei quattro ospedali rimasti in piedi non è più in grado di accogliere pazienti. Mercoledi' sera si sono uditi colpi di arma da fuoco che potrebbero essere la reazione ai primi saccheggi. E nella notte si era sparsa la voce, poi risultata falsa, dell'arrivo di uno tsunami e in centinaia hanno cominciato a correre verso le zone alta della città. Tra le migliaia di dispersi nel terremoto di Haiti anche un centinaio di membri dello staff delle Nazioni Unite.



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