Sicilia, blocco dei trasportatori
Blocchi e traffico in tilt in larga parte della Sicilia. E' scattato lo sciopero dei trasporti in Sicilia chiamato dagli organizzatori "Operazione vespri siciliani". La protesta, promossa da "Forza d'urto" - il movimento nato da Autotrasportatori Aias, Movimento dei Forconi, pescatori, imprenditori agricoli e da altre organizzazioni - durerà cinque giorni, e si concluderà alla mezzanotte di venerdì prossimo.
Molti disagi a Palermo: bloccato il porto, code e traffico impazzito all'ingresso dell'autostrada Palermo-Catania. Allo svincolo di via Oreto una ventina di mezzi sono posteggiati e restringono la carreggiata. "Si tratta di una rivoluzione pacifica - dice Rossella Accardo, portavoce del Movimento dei forconi, che dalla scomparsa nel 2008 del figlio Stefano Martorana ed ex marito ha iniziato una battaglia 'per la difesa dei diritti' - non vogliamo danneggiare i siciliani, ma fare capire a tutti che devono essere trovate soluzioni a questa crisi. Staremo qui notte e giorno fino a venerdì".
Il movimento chiede anche l'abbassamento delle accise sui carburanti "che pesano troppo - dicono gli organizzatori - sul trasporto delle merci penalizzando fortemente le nostre produzioni". Ma Salvatore Bonura, segretario regionale Cna-Fita (Federazione Italiana Trasportatori Artigiani) dice: "Il blocco attuato in Sicilia è dannoso ed inopportuno: dannoso perché una iniziativa di questo tipo messa in piedi solo in Sicilia danneggerà pesantemente l'economia dell'isola creando notevoli disagi ai cittadini; inopportuno perché lo scorso 11 gennaio il governo nazionale ha già assunto impegni precisi con le maggiori associazioni dell'autotrasporto. Oltretutto si ha la sensazione di essere di fronte ad protesta di natura politica, che poco ha a che fare con i veri problemi della categoria".


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