Sicilia bloccata dai tir. Gli industriali: "Mafia infiltrata"

La Sicilia è in ginocchio. Niente benzina, niente cibo. Strade e porti bloccati, rifiuti invadono alcune città. E' l'effetto delle proteste degli autotrasportatori ma anche di agricoltori e pescatori, raggruppati nel "Movimento dei forconi". Sull'isola le chiamano le "Cinque giornate di Sicilia". Sono i giorni dello sciopero che sta bloccando un'intera regione, con segnali di diffusione anche in Calabria. Difficili da raggiungere anche le mete turistiche. E le proteste rischiano di continuare a oltranza.
Mentre le associazioni di coltivatori e artigiani prendono le distenze, Confindustria insinua il dubbio che dietro alle proteste, partite per l'aumento del prezzo della benzina, ci sia un'infiltrazione della mafia. E lo fa attraverso le parole del suo numero uno in Sicilia: "Stiamo presentando un dossier per documentare la presenza di esponenti vicini alle cosche mafiose ai posti di blocco". Accuse ribadite anche questa mattina sempre da Lo Bello: ""Abbiamo evidenze chiare sul fatto che in molti blocchi e manifestazioni in Sicilia sono presenti esponenti riconducibili a Cosa nostra. Sappiamo che e' cosi' ad Augusta, a Lentini e dove le proteste sono piu' dure", dice il presidente degli industriali siciliani Ivan Lo Bello. "Nostri associati - aggiunge colui che ha messo la firma sul codice antimafia nella sua organizzazione - hanno visto esponenti della criminalita' mafiosa nell'ambito delle manifestazioni. Questo non vuol dire che Cosa nostra stia dietro a questi blocchi, ma che c'e' una presenza inquietante da monitorare attentamente". Per Lo Bello alcune ragioni della protesta sono fondate, ma "la risposta non possono darla coloro che hanno un passato dubbio, o alcuni bravi posti ai crocicchi della protesta, ne' demagoghi in servizio permanente effettivo". Il risultato delle proteste? "L'unico risultato è l'autolesionismo che già produce alla Sicilia per 20 milioni di euro".
L'accusa scatena il finimondo, mentre ai "ribelli" siciliani arrivava la solidarietà di autrasportatori e disoccupati calabresi pronti a mobilitarsi anche occupando oggi la Salerno-Reggio Calabria. Un'accusa rimbalzata a Palazzo d'Orleans, la sede del governo regionale, dove il governatore Raffaele Lombardo con i prefetti delle maggiori città è rimasto impegnato tutto il giorno in un vertice senza esito con i rappresentanti delle cordate più agguerrite, da quelli di "Forza d'urto" ai determinati leader dei "Forconi". Tutti duri e violenti contro Lo Bello che ha trovato sponda nel procuratore di Palermo Francesco Messineo e nel procuratore nazionale antimafia Piero Grasso con riferimento "a fenomeni possibili, da accertare con rigore e severità".
Prende gli applausi invece Maurizio Zamparini, il presidente del Palermo calcio, applaudito ai blocchi dove per radio arrivava la sua voce: "Mafiosi sono quelli che stanno uccidendo l'Italia che produce, non i manifestanti. Probabilmente aderiranno al "Movimento della gente" da noi fondato l'anno scorso a Roma. Stessa rabbia. Agricoltori e autotrasportatori sono disperati perché questo Stato sta uccidendo quelli che lavorano e producono...". Un'apoteosi.
GLI ULTIMI SVILUPPI
SCIOPERO TIR: 'FORCONI' ORGANIZZANO BLOCCO AUTOSTRADA PESCARESE - "Rivoluzione! Blocco uscita autostrada A14 Pescara Nord". Con questo slogan Marco Forconi, noto in Abruzzo perche' esponente di Forza nuova, ha organizzato per oggi alle 17, per conto del Movimento dei forconi, una manifestazione di protesta che prevede il blocco dell'uscita autostradale di Citta' Sant'Angelo, in provincia di Pescara (il casello e' Pescara Nord). Lanciando un appello su Facebook attraverso la pagina di un evento pubblico, Forconi dice: "Che tu sia di destra o di sinistra non fa alcuna differenza! Scendi in strada e blocca tutto". L'evento viene pubblicizzato anche sulla pagina di Fb del Movimento dei forconi. L'obiettivo della protesta e' "blocchiamo il Paese e cacciamo i politici dal Paese". Sono attese circa mille persone e le forze dell'ordine si sono organizzate per fronteggiare l'appuntamento.
SICILIA STREMATA, "BLOCCHI A OLTRANZA"; SOS A MONTI - I padroncini dell'Aias alla mezzanotte di oggi, come comunicato alla Commissione di garanzia sciopero, interromperanno la protesta iniziata domenica scorsa. Ma tutti gli altri autotrasportatori indipendenti, assieme ai produttori agricoli e ai pescatori delle marinerie, "continueranno la protesta a oltranza", afferma il comitato 'Forza d'urto'. Un ennesimo colpo alle speranze dei siciliani, stremati da cinque giorni di proteste, dalla penuria di carburante e dagli scaffali dei supermercati che vanno vuotandosi. Numerosi gli arresti per furto di benzina, ad auto e barche, uno dei sintomi dell'esasperazione; mentre ad Agrigento i vigili urbani sono rimasti a piedi per mancanza di carburante. Da questa mattina i vertici del movimento sono riuniti in un'assemblea permanente e aperta a tutti nella zona industriale di Catania. La tensione resta alta. "I presidi non li togliamo e la protesta andra' avanti - spiega Mariano Ferro del Movimento dei forconi - perche' attendiamo ancora risposte concrete. Questo popolo si' e' messo in cammino e non possiamo fermarlo senza una vera ragione. Ma - spiega - allargheremo le maglie dei presidi per permettere il rifornimento delle stazioni di servizio e la presenza di generi di prima necessita'". Il governatore Raffaele Lombardo oggi ha sentito il presidente del Consiglio Mario Monti: "Abbiamo discusso di quanto sta accadendo in Sicilia. Al piu' presto, gia' all'inizio della prossima settimana, ci incontreremo a Roma per affrontare i nodi di una vertenza delicata e complessa. E' la dimostrazione di come nessuno abbia sottovalutato le ragioni di chi sta manifestando. Non condividiamo certo i metodi della protesta, ma dopo il colloquio con Monti sono convinto che riusciremo a sbloccare positivamente la situazione".Nel suo blog, Lombardo ha detto che sta facendo tutto quello che puo', ma che non ha "il potere di abbassare il prezzo della benzina o le tariffe autostradali o quelle delle assicurazioni. Se si vuole protestare bisogna farlo a Roma per far sentire li' il disagio e la protesta". Sono 26, secondo i dati dei manifestanti, i blocchi stradali principali che interessano sette delle nove province, ognuno dei quali con un coordinatore. Gli autotrasportatori continuano a presidiare i caselli in entrata e uscita a Messina. Ai caselli di Tremestieri si trova la concentrazione maggiore di manifestanti, mentre il resto si trova sul versante opposto, alla barriera di Divieto a Villafranca Tirrena. Situazione difficile anche allo svincolo di Catenanuova (Enna), sull'autostrada A/19, Palermo-Catania. Resistono ancora i blocchi agli svincoli autostradali e sulla statale 114, nel siracusano. Le forze dell'ordine continuano a scortare i trasporti essenziali, tra cui i carichi di ossigeno, destinati agli ospedali e alle cliniche private, che escono dallo stabilimento Air Liquide di Siracusa.
DA MARTEDI' BLOCCO STRADE ANCHE IN SARDEGNA - Da martedi' prossimo parte anche in Sardegna il blocco delle strade, sulla scia del movimento dei forconi siciliani. Lo hanno detto stamane i rappresentanti del movimento commercianti e artigiani liberi, delle partite Iva e il presidio anti-equitalia. "La nostra e' una rivolta verso le istituzioni incompetenti che non sono piu' capaci di dare risposte - ha detto il portavoce del movimento artigiani del Sulcis, Andrea Impera - per il bene del popolo sardo i politici lascino la poltrona, la popolazione vuole reagire". Impera ha accusato le istituzioni di aver fatto promesse finora non mantenute sul problema dell'indebitamento: "Oltre un anno fa siamo venuti a Cagliari chiedendo aiuto, abbiamo incontrato piu' volte il presidente Cappellacci e il Prefetto, abbiamo lanciato l'allarme, abbiamo avuto solo promesse non mantenute". Marco Mameli, del presidio anti-equitalia, ha spiegato che in tanti si rivolgono a loro per segnalare situazioni di grave indebitamento per il sistema vessatorio di Equitalia e anche dell'Agenzia delle Entrate. "Basterebbe attuare solo il 50% dell'ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale - ha detto - per risolvere almeno una parte dei problemi. Ma nulla e' stato fatto". Secondo il presidio sono almeno 60mila le aziende sarde indebitate.
SCIOPERO TIR: PROCURA PALERMO INDAGA SU INFILTRAZIONI MAFIA - "Stiamo predisponendo un fascicolo sulle possibili infiltrazioni di esponenti della criminalita' organizzata tra i manifestanti. Dobbiamo sentire alcune persone". Lo ha detto il procuratore di Palermo Francesco Messineo. Ieri aveva definito "giustificato" l'allarme lanciato dal presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello. Intanto, la Digos sta indagando sulla presenza e sul ruolo di estremisti di destra e di sinistra. La protesta ha ottenuto il sostegno, tra gli altri, di Forza nuova e dei centri sociali.
DA MARTEDI' BLOCCO STRADE ANCHE IN SARDEGNA - Da martedi' prossimo parte anche in Sardegna il blocco delle strade, sulla scia del movimento dei forconi siciliani. Lo hanno detto stamane i rappresentanti del movimento commercianti e artigiani liberi, delle partite Iva e il presidio anti-equitalia. "La nostra e' una rivolta verso le istituzioni incompetenti che non sono piu' capaci di dare risposte - ha detto il portavoce del movimento artigiani del Sulcis, Andrea Impera - per il bene del popolo sardo i politici lascino la poltrona, la popolazione vuole reagire". Impera ha accusato le istituzioni di aver fatto promesse finora non mantenute sul problema dell'indebitamento: "Oltre un anno fa siamo venuti a Cagliari chiedendo aiuto, abbiamo incontrato piu' volte il presidente Cappellacci e il Prefetto, abbiamo lanciato l'allarme, abbiamo avuto solo promesse non mantenute". Marco Mameli, del presidio anti-equitalia, ha spiegato che in tanti si rivolgono a loro per segnalare situazioni di grave indebitamento per il sistema vessatorio di Equitalia e anche dell'Agenzia delle Entrate. "Basterebbe attuare solo il 50% dell'ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale - ha detto - per risolvere almeno una parte dei problemi. Ma nulla e' stato fatto". Secondo il presidio sono almeno 60mila le aziende sarde indebitate.
MOVIMENTO FORZA D'URTO, BLOCCHI A OLTRANZA - "L'Aias alla mezzanotte di oggi, come comunicato alla Commissione di garanzia sciopero, interrompera' la protesta iniziata domenica scorsa. Tutti gli altri autotrasportatori indipendenti assieme a tutti gli altri aderenti a Forza d'urto continueranno la protesta a oltranza". Lo ribadisce in una nota il comitato 'Forza d'urto'. Da stamattina i vertici del movimento sono riuniti in un'assemblea aperta a tutti i padroncini che si tiene alla zona industriale di Catania. Molti gli animi esagitati.
GRANATA: "LO BELLO ESAGERA" - Anche Granata di Fli non approva Lo Bello: "Mi lega a Ivan Lo Bello grande amicizia e condivisione piena di importanti battaglie di legalita', ma non posso condividere le sue parole sul 'movimento dei forconi'. In campo possono anche esserci personaggi poco raccomandabili e metodi che non sono d'aiuto alla crisi siciliana, ma la protesta va' capita e, oltre alla politica, dovrebbe essere l'impresa e la grande industria a fare autocritica e a comprendere le ragioni dei siciliani". Lo dichiara il vicecoordinatore di Futuro e Liberta', Fabio Granata. "Non si puo' sfruttare un territorio senza concedere neanche cio' che e' previsto dallo Statuto e dalle normative, ad iniziare da bonifiche industriali mai fatte e da manutenzione e sicurezza degli impianti inesistente, per non parlare dell'inquinamento inaccettabile di aria e acque. Da vice presidente della Commissione Antimafia attendo riferimenti precisi sulle presunte infiltrazioni mafiose, da uomo politico dico a Ivan di avere memoria storica dei rapporti in Sicilia tra certa politica, impresa e grande industria molto spesso alla base del disastro siciliano. Noi non siamo terra di conquista e non vogliamo piu' esserlo: per questo dobbiamo voltare pagina ma ammettendo ognuno i propri egoismi e i propri errori. Ad iniziare dagli industriali", conclude Granata.
LEADER AIAS, DOMANI STOP BLOCCHI; 'FORCONI' AVANTI - "L'Aias a mezzanotte di domani ferma lo sciopero, ma va avanti il movimento che e' nato e cresciuto in questi giorni in modo incredibile". Lo afferma Giuseppe Richichi, il leader dell'associazione degli autotrasportatori alla guida della protesta in Sicilia. La sua posizione, pero', non e' sostenuta da tutti. La base vuole continuare lo sciopero e i blocchi anche nei giorni successivi. Vicini a questa posizione gli agricoltori e i pescatori. "Dobbiamo andare avanti", esorta Matino Morselli, del Movimento dei forconi. Il confronto continuera' serrato stasera e domani. "Dateci tempo", dice ai cronisti Richichi, il quale poi manda un messaggio al presidente della Regione Raffaele Lombardo, reduce da una riunione coi i manifestanti e i prefetti: "O va avanti lui e noi andiamo dietro, oppure si tolga definitivamente di mezzo e andiamo avanti da soli".
FRONTE SI SPACCA, BASE VUOLE PROTESTA A OLTRANZA - Si spacca il fronte della protesta in Sicilia. In una tesissima assemblea in corso all'Interporto di Catania, i vertici degli autotrasportatori dell'Aias, rappresentati dai Giuseppe Richichi vorrebbero concludere i blocchi domani sera, come previsto. La base, invece, spinge per andare oltre. Di questo avviso sono anche gli esponenti del Movimento dei forconi e i pescatori. Intervenendo, si sono detti, infatti, vicini agli umori della base pronta ai blocchi a oltranza. Il clima e' caldissimo e la discussione molto accesa. Non ha prodotto, dunque, l'esito sperato il tavolo alla Regione conclusosi nel primo pomeriggio, alla presenza del governatore Raffaele Lombardo e dei prefetti di Palermo e Catania. Il capo dell'esecutivo regionale ha chiesto un intervento del premier Mario Monti per trovare una strategia comune.
130 AUTOARTICOLATI BLOCCATI A VILLA S. GIOVANNI - La protesta dei tir contro il caro gasolio che sta paralizzando la Sicilia fa sentire i suoi effetti anche in Calabria. Nella regione non si registrano azioni di protesta e la circolazione e' regolare ma, secondo quanto riferisce la Polstrada, a Villa S. Giovanni (Rc), nelle aree di stoccaggio delle compagnie di navigazione che garantiscono i collegamenti fra le due sponde dello Stretto, sono fermi 130 autoarticolati. Si tratta di mezzi che avrebbero dovuto traghettare in Sicilia prima che i conducenti decidessero di fermarsi in Calabria per non rimanere bloccati al di la' dello Stretto. Gli autotrasportatori calabresi, dal canto loro, avevano attuato una protesta simbolica lunedi' scorso a Catanzaro, rallentando il traffico in entrata ed in uscita dal capoluogo regionale lungo la strada statale 280 dei due mari, che porta all'autostrada A/3. Dopo un incontro alla Regiome, pero', la protesta era rientrata.
FLI, PROTESTA SICILIA NON SOLA INFILTRAZIONE MAFIA - "Non si puo' ridurre quanto accade in Sicilia a sola infiltrazione mafiosa".E' questo il commento in diretta a Tgcom24 di Fabio Granata (Fli) alla protesta in Sicilia e alle dichiarazioni di Confindustria sulle infiltrazioni mafiose tra i manifestanti. "Sebbene non condividiamo i metodi della protesta, - ha aggiunto - notiamo che lo sviluppo industriale siciliano e' sempre avvenuto a scapito dell'ambiente e senza mai portare veri benefici alla popolazione. Il problema sono i grandi insediamenti industriali che hanno sradicato la produzione tradizionale senza portare benefici alla popolazione. I politici devono fare autocritica, cosi' anche la grande industria".
VESCOVO PENNISI, NON SOTTOVALUTARE CLIMA RIVOLTA - Il vescovo della diocesi di Piazza Armerina, monsignor Michele Pennisi, interviene sullo sciopero degli autotrasportatori, dicendosi preoccupato del "grave e devastante problema che attanaglia le piccole e medie imprese, i lavoratori, le famiglie e il futuro dei giovani". La preoccupazione dei contadini e' causata dalla "filiera lunga che comporta un'enorme differenza fra il valore dei prodotti agricoli sugli alberi o nelle serre e quello della stessa merce nei grandi supermercati, determinato anche dalla concorrenza sleale di produttori di altri paesi". Tutto questo "spesso costringe a ritmi di lavoro disumani, mina la serenita' e l'unita' delle famiglie e le rende irreversibilmente povere". Ma "la citta' degli uomini raggiunta dall'annuncio del Vangelo deve ritrovare la sua armonia" - esorta il vescovo. E si appella alle forze politiche e ai governi regionale e nazionale "perche' non sottovalutino il clima di rivolta sociale che sta interessando molti territori della Sicilia, ascoltino il grido di disperazione che proviene da tanta gente che si sente abbandonata a se' stessa, favoriscano lo sviluppo economico dei nostri territori". Monsignor Pennisi, rivolge infine un appello "a tutte le categorie produttive perche' rispettino la legalita' e i diritti di tutti, non compiano atti autolesionisti che danneggiano ulteriormente l'economia e cerchino attraverso il senso di responsabilita' e il dialogo con tutte le rappresentanze sindacali e di categoria di fare delle proposte concrete e condivise".
IMPROTA, A BREVE NUOVE MISURE PER LA CATEGORIA - "Il governo e' al lavoro fin dal suo insediamento per mettere in campo misure che vadano incontro alla categoria degli autotrasportatori, a breve saranno formalizzati nuovi provvedimenti per il settore". E' quanto dichiara il sottosegretario ai Trasporti, Guido Improta, che in Aula alla Camera ha risposto oggi a un'interpellanza urgente sugli autotrasportatori. "La situazione siciliana desta ovviamente molta preoccupazione - spiega Improta - soprattutto in considerazione degli allarmi lanciati dal procuratore Messineo, dalla Confindustria e dalla Regione Sicilia. Il governo, da parte sua, non e' fermo. Nei primi provvedimenti utili, inseriremo nuove norme a favore dell'autotrasporto. Ci siamo mossi innanzitutto sulla questione degli aumenti del costo del gasolio e delle accise. Abbiamo accelerato, rispetto agli anni scorsi, gli adempimenti burocratici necessari per il rimborso 2011 delle accise e, pertanto, le imprese di autotrasporto possono gia' presentare domanda per procedere alla compensazione, attraverso l'F24 e alla prima scadenza utile, per importi anche oltre il limite ordinario dei 250 mila euro". E' stata predisposta una norma, aggiunge il sottosegretario, volta a consentire dal 2012 il rimborso, su base almeno trimestrale e non piu' in un'unica soluzione annuale, che sara' inserita in uno dei primi provvedimenti legislativi di imminente emanazione
DA REGIONE ARRIVANO 15 MILIONI PER IL SETTORE - Dalla Regione siciliana arriva la prima risposta agli autotrasportatori che da quattro giorni bloccano la Sicilia. A margine del tavolo in corso alla Presidenza della Regione, e' stato reso noto, infatti, che e' stata data attuazione all'articolo 68 della legge regionale 6 del 2009, che prevede aiuti agli autotrasportatori, grazie a un fondo economico con una dotazione iniziale di 15 milioni di euro, destinato a finanziare crediti di esercizio ed aiuti per gli investimenti. La Crias, l'ente controllato dalla Regione siciliana, con delibere del presidente Rosario Alescio, ha autorizzato l'approvazione delle prime 76 richieste di finanziamento per complessivi euro 2,46 milioni di euro. Le operazioni di pagamento sono gia' in corso di esecuzione. Si procedera' nei prossimi giorni allo scorrimento della graduatoria per l'impegno definitivo della complessiva dotazione finanziaria.
ASSESSORE CONVOCA PER SABATO ASSOCIAZIONI CATEGORIA - Sottoscrizione del patto di legalita'. Cosi' recita il primo punto all'ordine del giorno della riunione convocata per sabato 21 gennaio, alle 10, dall'assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilita', Pier Carmelo Russo e alla quale sono state invitate tutte le associazioni di categoria del settore dell'autotrasporto. La riunione, che si svolgera' a Palermo nei locali dell'assessorato, in via Leonardo da Vinci 161, servira' anche a riattivare la Consulta regionale dell'autotrasporto e a mettere a punto nuove iniziative per sollecitare il governo nazionale sulle politiche dei trasporti in Sicilia.
GRASSO, POSSIBILI INFILTRAZIONI MAFIOSE - "In un contesto di territorio dove c'e' una presenza della criminalita' organizzata di tipo mafioso e' anche possibile" una sua infiltrazione all'interno del movimento dei 'forconi' in Sicilia, "pero' bisogna accertarlo perche' non si puo' generalizzare". Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, questa mattina a margine della presentazione della relazione della commissione parlamentare sulla contraffazione agroalimentare.


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