Si concordavano anche i rigori. Gervasoni ai pm: ecco i nomi di serie A
Sergio Pellissier
Ultima giornata del 2011 di interrogatori alla procura di Cremona nell'ambito dell'inchiesta Last Bet. Davanti al pm Di Martino, e' stata la volta dell'ex calciatore di Parma e Inter Luigi Sartor che a poche ore dall'arresto, davanti al gip Salvini nell'interrogatorio di garanzia, aveva scelto la strada della facolta' di non rispondere.
Nelle 7 ore trascorse in procura, era in compagnia del proprio legale, Tuccari, ed ha "risposto" agli inquirenti senza peraltro - stando a quanto riferito dall'avvocato - annunciare chissà cosa: "Ha spiegato e non ha confessato, perche' non c'era niente da confessare", le parole di Tuccari. "Conti cifrati in Svizzera? Non ci sono conti cifrati in Svizzera" ha detto il legale, che si e' detto "soddisfatto, come sempre quando in coscienza ritengo di aver fatto un lavoro al meglio delle mie possibilita'. Sartor potra' passare il Capodanno a casa grazie agli arresti domiciliari? "Me lo auguro molto per lui", ha ammesso Tuccari. Si chiude dunque un anno che in direzione di questa inchiesta ha impresso un'accelerazione proprio nell'ultima parte. Si riprendera' in gennaio, esattamente l'11, quando davanti al pm Di Martino tornera' Cristiano Doni, attualmente ai domiciliari in Alto Adige in casa della compagna Ingrid. Intanto, oggi sul caso scommesse e' nuovamente intervenuto il presidente del Coni Gianni Petrucci, a Bormio per assistere alla gara di Coppa del mondo di sci. "La Figc sta collaborando con i magistrati di Cremona, siamo cautamente preoccupati ma la Figc sta lavorando bene" ha detto Petrucci, rassicurando sulla validita' del campionato in corso.
"E' tutto attendibile e tutto serio, su questo non sono preoccupato. Il campionato sta facendo il proprio corso regolarmente, non c'e' alcuna preoccupazione in tal senso. La giustizia sportiva ha gia' preso dei provvedimenti, Palazzi si appresta a valutare nuova ulteriore documentazione che arriva dalla procura". Petrucci invita comunque alla prudenza ed a quei tifosi che si dicono disamorati di questo calcio, tende una mano. "Bisogna accertare le cose, al momento anche io conosco solo le notizie che leggo sui giornali. Ringrazio la procura di Cremona per il lavoro che sta facendo, il mondo del calcio si e' attivata con i mezzi a propria disposizione e mi attengo a questo". Non essendo un psicologo, Petrucci non si cimenta nel provare a spiegare cosa accade nella testa di un calciatore tanto ad indurlo a cercare di fare questo tipo di attivita' illecita. "Non so, ognuno di noi il cervello lo deve mettere a disposizione per le cose normali, il mio giudizio ce l'ho e lo tengo per me. Non amo quelli, anche qualcuno che sta all'estero, che danno giudizi, io prendo atto di una realta' e non sono neppure per delle sentenze esemplari. Le leggi ci sono devono essere applicate in base alle regole che ci sono".
GERVASONI AI PM: ECCO I NOMI DI SERIE A- Nei verbali sono comparsi nomi di tanti giocatori, molti di serie A. Decisivi in tal senso gli interrogatori di Gervasoni e Carobbio, che hanno dato piena collaborazione. Gervasoni, arrestato e poi posto ai domiciliari nell'ambito dell'inchiesta della procura di Cremona sul Calcioscommesse, chiama in causa numerosi giocatori di serie A: tra questi Mauri della Lazio, Milanetto del Genoa, Benussi e Rosati del Lecce. La loro posizione sarà valutata dagli inquirenti. "La prima partita di A combinata di cui parlai - dice Gervasoni - è Palermo-Bari del 7 maggio 2011, finita 2-1: il risultato concordato era di un over con la sconfitta del Bari, con almeno due gol di scarto: si tratta di notizie che mi ha riferito Gegic nell'immediatezza della partita, in quanto ho scommesso sulla medesima. "Ricordo che sempre secondo quanto lui mi riferì, era stato Carobbio a mettersi in contatto con i giocatori del Bari o con qualcuno che gli stesse vicino. Gegic mi riferì che erano stati corrotti i seguenti giocatori del Bari: Padelli, Bentivoglio, Parisi, Andrea Masiello e Rossi. Il risultato concordato non fu raggiunto perchè Miccoli sbagliò il rigore che era stato volutamente provocato. Miccoli non sapeva nulla della combinè. Di Lazio-Genoa, disputata il 14 maggio scorso e terminata 4-2, Gervasoni dice: "Ho appreso da Gegic che gli slavi si incontrarono lo stesso giorno della partita con Zamperini, che poi li mise in contatto con Mauri della Lazio. Gli slavi si incontrarono anche con Milanetto del Genoa, che a sua volta incontrò altri giocatori della sua squadra". Quanto alla partita Lecce-Lazio del 22 maggio 2011, finita 2-4, dice Gervasoni: "Gegic mi disse che tramite Zamperini, lui e gli slavi si misero di nuovo in contatto con Mauri della Lazio per manipolare la suddetta partita. Successivamente, avuto questo contatto con Mauri, furono corrotti 6 o 7 giocatori del Lecce tra i quali ricordo solo Benussi e Rosati".
E QUANTO MI FAI PRENDERE? UNA TELEFONATA INGUAIA PELLISSIER - Il suo nome non è nuovo in riferimento ad alcune intercettazioni, soprattutto quella tra l’ex calciatore di Bari e Verona Antonio Bellavista ed uno degli allibratori arrestati ancora in estate, Erodiani, in cui i due si si ripromettono di parlare con "il Pelli" a proposito di una partita (Bari-Chievo) da sistemare ma emergerebbero alcune chiamate intercettate direttamente dal telefonino del calciatore. Come quella in cui, secondo quanto emerso in ambienti investigativi, si sentirebbe Pellissier parlare con una terza persona dall’accento meridionale e affermare "si può sapere quanto mi fai prendere da queste cose?", e l’interlocutore: "Dai 250 ai 400". Pellissier ride. Interlocutore: "Ho esagerato?". Pellissier: "No... anche un pò di meno". Pellissier, alla ricerca del centesimo gol con la maglia del Chievo, per adesso, non parla. Aveva parlato in estate, indignato per le citazioni riservategli da Massimo Erodiani davanti agli inquirenti che indagano sul calcioscommesse, e dall'estate a oggi non era successo niente: nemmeno un deferimento. Ora il suo nome ritorna fuori. La sua posizione è "congelata" ma è al vaglio degli inquirenti. E società e tifosi tremano, il Chievo rischia di essere coinvolto nella vicenda. Anche perché c'è un altro tesserato implicato, ovvero Stefano Bettarini, che all’epoca aveva firmato una sorta di contratto pubblicitario con la società veronese. Bettarini è infatti il protagonista di un’intercettazione telefonica nella quale l’ex giocatore parlerebbe con una dipendente della Lega calcio dalla quale, secondo le indagini, il gruppo di scommettitori avrebbe raccolto informazioni sulle inchieste in corso.
DONI-GERVASONI, ACCORDO SUL RIGORE - Non solo i risultati ma anche i calci di rigore venivano combinati. In occasione di Atalanta-Piacenza, la partita che ha scatenato tutte le indagini, Doni e Gervasoni si sarebbero accordati sul calcio di rigore. I due avrebbero stabilito che il rigore sarebbe stato calciato da Doni "forte e centrale" e il portiere si sarebbe buttato di lato, così che il gol sarebbe arrivato sicuramente. Effettivamente andò così: tiro centrale e portiere che si tuffa alla sua destra. Gol e risultato in cassaforte.
TRAP: "DONI? LO CREDEVO UN UOMO INTELLIGENTE - "E' una mazzata per il nostro calcio. All'estero noi allenatori italiano siamo additati come truffaldini: la parola che spesso usano è 'mafia'". Così Giovanni Trapattoni, ct dell'Irlanda, racconta al Tg1, come sta vivendo la vicenda del calcioscommesse. E su Cristiano Doni, che lui fece esordire in nazionale convocandolo anche per il mondiale del 2002 al posto di Roberto Baggio, dice: "Lo reputavo un ragazzo intelligente, ma mi devo ricredere. Già in passato era incappato in storie strane".
SIGNORI E SARTOR, TROVATI CONTI CIFRATI IN SVIZZERA - Conti correnti "cifrati" in Svizzera. Una montagna di soldi in ballo. E' l'accusa a carico, tra gli altri, di Giuseppe Signori: "riciclaggio di denaro attraverso un Istituto di credito elvetico". Ciò che fa tremare Signori sono però gli sviluppi della "costola" svizzera dell'inchiesta madre, nata dopo che la banca Eurornobiliare di Lugano ha segnalato come "operazione sospetta" il trasferimento "di ingenti somme di denaro, attraverso un conto corrente riferibile alla società Clever Owerseas sa". Società che, attraverso una fiduciaria, era gestita da Signori e Sartor. Su questo conto sono stati fatti due versamenti, uno di 289mila euro, il 2 novembre 2010, e l'altro di 343mila euro il primo marzo 2011. Entrambi provenienti da un deposito di Singapore. Giorni dopo il versamento sul conto intestato alla Clever, si legge nelle carte della procura di Cremona che "la metà di quanto versato veniva prelevato allo sportello della Banca Eurornobiliare. In seguito, venivano effettuate svariate operazioni a favore di conti cifrati riconducibili a Signori, all'ex giocatore Sartor e al suo commercialista Daniele Ragone. In almeno due casi, Signori riceveva 50mila euro e, in uno di questi, rigirava 20mila euro su un conto del terzo socio, Luca Burini", dipendente di una società di autoricambi di Forlì. Un giro di soldi strano, insomma, che ha insospettito gli inquirenti e ha chiamato in causa due protagonisti in negativo del Calcioscommesse. La Cleaver risulta "di fatto amministrata dalla Società Fiduciaria Pieffeci professional consulting sas", costituita da Ragone e dallo stesso Sartor. "Pure Giuseppe Signori - sempre stando agli atti della Procura lombarda - avrebbe dovuto farne parte, tanto che risulta traccia che lo stesso si sia recato a Lugano per l'apertura della società".
"SI CONTINUA A SCOMMETTERE" - Ma l'aspetto più agghiacciante dell'intera vicenda è che secondo gli inquirenti i calciatori avrebbero continuato a scommettere anche in questa stagione e quindi ben dopo lo scoppio dello scandalo estivo. "L'ultima partita che stiamo esaminando risale al 30 novembre". Nuove sorprese sono dietro l'angolo, dopo che Gervasoni ha citato altre tre partite di A della scorsa stagione: si tratta di Palermo-Bari, Lazio-Genoa e la già "celebre" Lecce-Lazio.
L'INCHIESTA SPORTIVA - Il procuratore federale Stefano Palazzi ha chiesto e ottenuto le carte dalla procura di Cremona. L'indagine sportiva partità subito. Le tempistiche saranno strette, ma non strettissime. Le audizioni cominceranno presumibilmente nella seconda metà di gennaip. Gli esiti dell'inchiesta sono difficili da prevedere, ma al momento chi rischia di più è certamente l'Atalanta. Il club bergamasco rischia una nuova penalizzazione o addirittura la retrocessione in serie B a fine campionato. Ma non è l'unica società che potrebbe incappare in una penalità.


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