Sexy ricatto/ "Lady BMW" in tribunale: "Ho dato sette milioni al gigolò Sgarbi"
E' durata due ore e mezza la testimonianza di Susanne Klatten, proprietaria della Bmw, parte offesa nel processo sui ricatti a luci rosse a donne facoltose tedesche, che vede tra gli imputati Ernano Barretta, proprietario di una country house a Pescosansonesco (Pescara).
![]() Susanne Klatten |
La donna ha aggiunto che Sgarbi dava l'impressione di essere un imprenditore di successo e di avergli prestato sette milioni di euro perché si è fidata di lui. La donna poi ha raccontato che l'ex amante gli ha chiesto di lasciare il marito e altri soldi per acquistare un fondo e dargli così il modo di poterle garantire un livello di vita alto. Alcuni giorni dopo questa seconda richiesta di soldi però la donna ha interrotto la relazione. Successivamente la proprietaria della Bmw ha ricevuto nell'albergo, teatro dei loro incontri, una lettera di Sgarbi con due foto che ritraevano lei senza vestiti e l'ex amante semi vestito. Nella lettera Sgarbi minacciava di rendere pubbliche le foto se non avesse ricevuto i soldi. La donna ha riferito di aver ricevuto anche altre minacce del genere e dei dvd con un piccolo filmato continuazione delle foto. Susanne Klatten ha aggiunto di non aver mai conosciuto Barretta. Nel corso del processo è stato mostrato alla testimone un foglio sequestrato dalla polizia austriaca a Barretta contenente un numero di telefono di Sgarbi e tre della Klatten.
Per l'accusa Barretta era a capo di una organizzazione che agganciava le donne più ricche della Germania e poi le ricattava riuscendo a farsi consegnare alcuni milioni di euro. In particolare Helg Sgarbi, che è stato condannato in Germania a sei anni di reclusione, agganciava le donne mentre Barretta filmava i rapporti sessuali. Oltre a Barretta sono imputati anche i suoi due figli, Marcello e Clelia; sua moglie Beatrice Batschelet; la moglie di Helg Sgarbi, Gabriele Franzischa Sgarbi; e due lavoratrici della country house Prisca Furger e Sandra Fabbro.



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