Sesso, una sofferenza per una donna su 7
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Per far luce su questo intimo disturbo la Fondazione Graziottin e l'Associazione italiana vulvodinia, organizzano oggi a Milano il primo corso nazionale di formazione. "Si tratta di problemi frequenti - afferma la professoressa Alessandra Graziottin, direttore del Centro di Ginecologia del San Raffaele Resnati di Milano, che al dolore della donna ha dedicato la Fondazione che porta il suo nome - ma che sono tabu' per i medici: non esiste una cultura specifica per affrontare il dolore sessuale in modo rigoroso e mirato e vi e' una scarsa attenzione a tutti quei disturbi "di genere" direttamente o indirettamente correlati alla sessualita' femminile e che spesso le donne faticano a confessare. Trascorrono in media 6/7 anni prima di giungere a una diagnosi".
"E'necessario sviluppare tra i professionisti una nuova sensibilita' - afferma il professor Giorgio Vittori, presidente della Societa' italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo) - per cogliere i "campanelli d'allarme" dall'infanzia (come la stipsi ostruttiva o i disturbi minzionali) e dall'adolescenza per intervenire precocemente. La nostra Societa' e' fortemente impegnata nella lotta a questa sofferenza". Ma quali sono i segnali da non sottovalutare? "La difficolta' a inserire il tampone interno, spesso dovuta non alla scarsa dimestichezza ma a un ipertono muscolare o a un imene troppo stretto o rigido - spiega la Graziottin -. E se la 'prima volta' circa i due terzi delle ragazze sente male, nelle occasioni successive il dolore durante la penetrazione non deve piu' verificarsi. Anche alcuni consigli pratici possono essere d'aiuto. Come indossare biancheria intima di cotone bianco, preferire le gonne, usare protezione intima in fibre naturali, detergenti a pH 5, non profumati.
In caso di vulvodini'a (la sensazione dolorosa cronica che interessa la regione vulvare), evitare esercizi fisici che comportino un eccessivo sfregamento e frizione, come la bicicletta". "Scopo condiviso della Fondazione e della nostra Associazione e' mettere al centro della diagnosi di dolore la donna e le patologie che posso concorrere al quadro clinico - aggiunge l'altro presidente del corso, il dottor Filippo Murina Primo Referente Servizio di Patologia Vulvare dell'Ospedale V. Buzzi e direttore scientifico dell'Associazione italiana vulvodinia -. L'impegno e' molto pragmatico: fornire ai colleghi linee guida e indirizzi clinici concreti, basati su un rigoroso razionale fisiopatologico, cosi' da aumentare il numero di medici che possano curare questi problemi in modo definitivo, con piena soddisfazione della paziente e del professionista".
Maggiori informazioni sulle attivita' promosse dalla Fondazione sono reperibili nel sito www.fondazionegraziottin.org, dove e' stato attivato anche un sondaggio sul dolore al femminile che per la prima volta in Italia raccogliera' dati certi su questo tema.Spesso i fattori in gioco sono di natura diversa ma contemporanei: la sindrome della vescica dolorosa, quella del colon irritabile, ma anche fibromialgia e cefalea, dolori pelvici e addominali, muscolari, sono tutte situazioni che hanno in comune uno stato infiammatorio che va affrontato in modo multidisciplinare.
Fra i momenti di particolare vulnerabilità nella vita sessuale vi sono l'adolescenza, quando la più elevata promiscuità e le scarse competenze rendono le ragazze più a rischio di infezioni e altre malattie, la menopausa, che priva le donne dell'azione positiva degli estrogeni sul desiderio, e il parto. In particolare, a 6-8 settimane dalla nascita del bambino, il tempo che trascorre in media prima della ripresa dei rapporti sessuali, circa la meta' delle mamme riferisce dispareunia. Dopo 6 mesi viene riportata da una su quattro ed e' ancora presente nell'8% dopo un anno. Altra fase da seguire con estrema attenzione e' la scelta contraccettiva: "Talvolta gli anticoncezionali ormonali vengono 'accusati' di essere nemici della sessualita' e del desiderio - afferma la professoressa Graziottin -, ma molto spesso si tratta di una colpevolizzazione ingiustificata. E' molto piu' semplice identificare nella pillola l'origine di un disagio piuttosto che risalire a quali sono i disturbi e le comorbilita' che possono provocare dolore e secchezza. Senza dimenticare che, soprattutto in alcune formulazioni, puo' essere un'alleata formidabile contro l'endometriosi, un disturbo molto invalidante che colpisce tre milioni di italiane. Il dialogo medico-paziente e' fondamentale per affrontare in modo appropriato anche le implicazioni sessuali della contraccezione e massimizzarne gli effetti". Questo tema sara' al centro di una tavola rotonda durante il corso, che si tiene presso il museo della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci". Coinvolte direttamente anche le Associazioni rappresentanti delle pazienti.



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