Sesso, contro le malattie il preservativo non basta
Il preservativo come unico mezzo di prevenzione per le malattie trasmesse sessualmente "non è sufficiente, se non si unisce a questo l'attenzione verso i comportamenti a rischio". Lo ha sottolineato il professor Federico Perno, direttore della Scuola di specializzazione in microbiologia e virologia dell'Universita' di Roma Tor Vergata, al primo congresso nazionale 'Persona, sessualita' procreazione', a Roma al Cnr.
"E' vero - ha spiegato - che lo strumento tecnicamente protegge al 100% dalla trasmissione ad esempio dell'Hiv. Ma poi vanno considerate le microlesioni del preservativo di cui nemmeno ci si accorge, il suo uso improprio, oltre al fatto che ci sono malattie trasmesse per via sessuale dalle quali il condom non protegge, come l'herpes o la tinea".
Se il preservativo "riduce il rischio di dieci volte", dando una protezione attorno al '90%, bisogna chiarire però "che se contemporaneamente si aumentano i comportamenti sessuali promiscui" in realtà alla fine si corre sempre lo stesso rischio di contrarre malattie per via sessuale. E non c'e' solo l'Hiv: "Negli ultimi cinque anni sono praticamente raddoppiati i casi di sifilide, così come è in costante aumento la diffusione del papillomavirus" contro il quale "il vaccino è efficace solo se somministrato prima che cominci l'attività sessuale, perché protegge solo chi non l'ha mai avuto, e i numeri ci dicono che più della metà delle donne adulte lo incontra'.
Secondo Perno va combattuto 'l'effetto "cintura di sicurezza". Dopo la sua introduzione - ricorda - sono aumentati esponenzialmente gli incidenti perché le persone, sentendosi sicure, prestavano meno attenzione. Così, senza nessun intento di giudizio morale, bisogna però diffondere l'idea che il preservativo non basta a proteggersi dalle malattie sessualmente trasmissibili se non è accompagnato da comportamenti sessuali non promiscui".



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