Sesso in cambio di cocaina. Gli sms "sconci e irripetibili" di don Riccardo

Lunedì, 16 maggio 2011 - 13:26:00

Don Riccardo Seppia non ha risposto alle domande del gip Annalisa Giacalone avvalendosi della facoltà di non rispondere nell'interrogatorio di garanzia che si è tenuto stamane nel carcere di Marassi, a Genova. L'avvocato difensore del sacerdote, Paolo Bonanni, ha riferito che gli sono stati letti i capi di imputazione che allo stato sono due: tentata violenza sessuale su minore e cessione di sostanze stupefacenti. Nello specifico il secondo reato è contestato in concorso con altre persone mentre, sempre secondo quanto riferito dal legale, la tentata violenza sessuale sarebbe riconducibile a un solo episodio.

"Recentemente don Seppia avrebbe tentato di dare un bacio a un chierichetto sedicenne - ha riferito l'avvocato Bonanni - non vi sono altre contestazioni così come trapelato nei giorni scorsi". Il legale ha inoltre riferito che il sacerdote è molto provato e amareggiato per i commenti a suo riguardo che ha appreso dalla stampa durante le prime ore di carcerazione. "Siamo disposti ad un interrogatorio nei prossimi giorni di fronte al pm o al gip - ha aggiunto Bonanni - don Riccardo Seppia, laddove vi siano delle contestazioni che trovino conferma nelle risultanze investigative, è disposto a collaborare". Il sacerdote genovese resta carcerato nella casa circondariale genovese, rinchiuso in una cella che occupa da solo.

Nell'omelia di ieri, nella chiesa del prete, nessun riferimento allo scandalo pedofilia-cocaina. Solo la rilettura del messaggio dell'arcivescovo, il cardinale Angelo Bagnasco. Davanti ad un piccolo gruppo di fedeli, il parroco vicario, don Roberto Ghiara, ha letto il duro monito diffuso ieri dalla Curia. E' il messaggio in cui si accusa don Riccardo Seppia di "comportamenti immorali su un minore e cessione di sostanze stupefacenti" e si esprime "sconcerto, dolore" e "fraterna vicinanza alle eventuali vittime e familiari".

ALTRI TRE INDAGATI - Nell'inchiesta nel frattempo ci sarebbero altre tre persone indagate. Uno dei tre coinvolti è un ex seminarista, di 40 anni, indagato per prostituzione minorile. Probabilmente, l'uomo avrebbe avuto un ruolo nell'adescamento degli adolescenti. Gli altri due sarebbero un commerciante genovese e un uomo di Milano di cui non si conosce ancora la professione. Nei loro confronti le accuse sarebbero di cessione di stupefacenti.

Le accuse contro don Seppia, 50 anni, sono pesanti: pedofilia e cessione di cocaina. Da alcuni mesi il telefono di don Seppia era intercettato dai carabinieri del Nas di Milano. L'inchiesta del pm Pietro Forno riguardava un traffico di sostanze dopanti che si è allargato ad un giro di coca, e tra i clienti c'era anche il sacerdote genovese. Le sue telefonate e gli sms aprono un ulteriore filone, quello che fa ipotizzare agli investigatori l'esistenza di relazioni a sfondo sessuale tra il sacerdote e alcuni ragazzini di 15-17 anni di Genova.


Don Riccardo Seppia
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SESSO ORALE CON UN 16ENNE -  Assidue sarebbero statae anche le frequentazioni del parroco nelle saune e nelle palestre di Milano. Una volta rientrato a casa, l’annuncio della disponibilità di droga veniva fatto con sms, che don Seppia inviava dal proprio telefono cellulare: ai ragazzi faceva sapere di avere con sé "la neve" e li invitava ad andare a trovarlo a casa, in via Calda, a pochi passi dalla sua chiesa. I carabinieri avrebbero intercettato anche telefonate e sms rivolti a conoscenti (tra i quali, sembra, anche l’ex seminarista), in cui don Seppia commentava e descriveva i rapporti e gli incontri avuti con i ragazzi.

Al centro dell’inchiesta, in particolare, ci sarebbero gli abusi subiti da un chierichetto della zona, un ragazzo di 16 anni: con lui il parroco avrebbe avuto rapporti orali. Al vaglio degli investigatori, inoltre, ci sarebbero altri episodi, forse limitati ad approcci: approfondimenti sono in corso per comprendere se il prete abbia avuto relazioni - ed eventualmente di che natura - con un altro ragazzino minorenne, un maggiorenne e un quarto la cui età non è stata ancora stabilita dagli investigatori, di cui don Riccardo parla nelle numerose intercettazioni.


La chiesa del Santo Spirito di Don Riccardo
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GLI SMS "INDICIBILI" - Venerdì mattina il testo di un sms fa temere agli inquirenti che da lì a qualche ora un quindicenne si sarebbe incontrato con il prete per un rapporto sessuale. E scatta l'arresto. Gli sms sono espliciti: "E' proprio un bel ragazzo, me lo sc...". Oppure: "Mi piacerebbe... ma lui non ci vuole stare" o "Vieni, per te c'è il solito regalino". Il regalino era la cocaina - secondo l'accusa - che don Riccardo si procurava a Milano, frequentando palestre e sauna e con la quale pagava le prestazioni sessuali nel suo appartamento adiacente alla parrocchia. "Un pendolare del sesso e della droga", lo descrive un investigatore. Don Riccardo in alcuni casi, usa  toni sconci, con parole che, da chi le ha ascoltate, vengono definite "irripetibili". Ma il sacerdote, al cappellano del carcere, tenta di difendersi: "Ho mandato quel sms ma solo perché ero sotto l'effetto della coca e non ho mai compiuto gli atti di cui mi accusano, fatelo sapere ai miei genitori e al vescovo". I carabinieri hanno fatto riascoltare le intercettazioni ad alcuni genitori di figli minorenni che abitano nei paraggi di via Calda, dove si trova la parrocchia, nel tentativo di identificare voci e ricostruire eventi.

"Sì, che frequentasse dei ragazzi si sapeva, ma la droga, quella proprio no". Terminata la messa, i fedeli commentano l'arresto. Ad ascoltare le voci dei parrocchiani, emerge l'altra faccia di don Riccardo, quella che gli era valsa il soprannome "il prete della notte". Nel quartiere molti raccontano delle sue serate in alcuni locali di via Sampierdarena. Stefania è implacabile quando spiega che "io sono sempre venuta in chiesa, da bambina e da ragazzina, ma da quando è arrivato don Riccardo i miei figli il catechismo li ho mandati a farlo a San Nicola".

Davanti alla chiesa è ancora parcheggiata l'auto del parroco, una Toyota Yaris di colore grigio scuro. Secondo un testimone, i carabinieri la avrebbero perquisita venerdì sera portando via alcuni oggetti. Don Seppia ha passato una notte tranquilla in carcere. Il sacerdote è in cella con un altro detenuto, nell'area protetta della casa circondariale destinata ai detenuti che hanno commesso reati con il coinvolgimento di minorenni. Il prete incontrerà presto uno psicologo del carcere e un educatore. I due incontri mirano a comprendere le condizioni psicologiche di don Riccardo e a verificare se possa essere considerato un consumatore abituale o casuale di stupefacenti. Il parroco è sottoposto a strettissima sorveglianza da parte degli agenti penitenziari.

LA VITA DI DON RICCARDO - Ma da quanto tempo don Riccardo conduceva la sua "tripla" vita? Di giorno sacerdote impeccabile amato dai fedeli, di notte habitué della polvere bianca e adescatore di ragazzini per avere rapporti sessuali. Un suo vecchio parroco, a Recco, ha lanciato pesanti accuse: quasi trent'anni fa - ha detto - avevo già messo in allarme la Curia. Ma più recentemente Don Riccardo avrebbe chiesto aiuti economici agli altri religiosi (si pensa per la cocaina) e ad alcuni avrebbe anche confidato i suoi incontri con i ragazzini. Di notte, don Riccardo Seppia, andava in giro per locali. Alcuni ragazzi di 20 anni lo avevano beccato mentre si "strusciava" con i suoi amici. Da allora la caccia al prete era diventata una sorta di diversivo per le serate di noia. Gli stessi ragazzini, e la voce si è sparsa, avevano iniziato a chiamarlo "Don Ricchiardo", per prenderlo in giro. Insomma, nel tempo la dopoia prima del sacerdote era conosciutissima. Racconta una donna che frequenta la parrocchia del Santo Spirito: "Un po' prima di morire mio padre mi disse di togliere mio figlio dal catechismo. I suoi "ospiti" di notte li avevo visti anche io". Per un'altra mamma la paura è diventata presto un'incubo. Suo figlio ha 13 anni e ha servito messa con don Riccardo: "L'ho mandato via di casa l'altra sera, è in campagna dai nonni. Non ho potuto fare domande diretta a mio figlio, ho provato ad affrontare l'argomento alla lontana, ma non ho notato niente di strano. Spero di non sbagliarmi".

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