Don Riccardo/ Sesso di gruppo e rapporti non protetti. "Così abbordai un ragazzino sul sagrato"

Mercoledì, 25 maggio 2011 - 08:20:00

IL DIBATTITO

Pedofilia/ Su Affari scoppia il dibattito sulle dimissioni di Bagnasco. Giuseppe Morello: "Non è insensato chiederne le dimissioni"- Dì la tua nel forum

----------------------

LA CRONACA E LE TELEFONATE CHOC

1) Don Riccardo, "droga per 300 euro al giorno"

--------------

2) GLI SMS E LE INTERCETTAZIONI DI DON RICCARDO

3) LE TESTIMONIANZE DEI RAGAZZI

-------------

IL CARDINAL BAGNASCO

Pedofilia/ Il cardinal Bagnasco: "Dolore tanto sconvolgente e inatteso"

------------------

L'INTERVISTA
Paolo Bonanni, avvocato di Don Riccardo ad Affari: "Chiederemo un nuovo interrogatorio. Stiamo valutando la perizia psichiatrica"

"Ho fatto sesso a tre con don Riccardo Seppia e un ragazzo albanese": il giovane egiziano Mohamed, diciotto anni compiuti lo scorso dicembre, aggrava con le sue dichiarazioni la situazione di don Riccardo Seppia, arrestato con l’accusa di violenza su minore e cessione di cocaina. Da vittima ora anche Mohamed, diventato maggiorenne, è indagato per favoreggiamento della prostituzione. È stato lui, infatti, a coinvolgere il diciassettenne albanese: entrambi vivono in una casa famiglia di Genova per ragazzi svantaggiati. Il chierichetto baciato dal parroco nella canonica della parrocchia di Santo Spirito ha detto di essersi spostato in tempo e che il sacerdote è riuscito "soltanto" a palpargli il sedere. Si profila quindi una nuova formulazione di accuse per il prete, trasferito ieri da Marassi alla sezione sex offenders del carcere di Sanremo: la violenza diventa tentata ma si aggiunge l’induzione alla prostituzione minorile.

Il suo avvocato, intanto, ha presentato ricorso ieri a Milano al Tribunale del riesame. Ma gli inquirenti snocciolano tutta una serie di contraddizione tra la sua versione e i riscontri e le ammissioni degli altri interrogati. Non aggraverebbe invece la sua posizione il fatto di essere sieropositivo, come riporta l’ordinanza di arresto (durante la perquisizione della sua auto sono stati trovati alcuni farmaci) e come lui stesso ha dichiarato entrando in carcere. I rapporti, a quanto pare, sarebbero stati sempre protetti.



LE IMMAGINI



L'EX SEMINARISTA: CONTATTAVO IO I RAGAZZI- Resta in carcere perché potrebbe inquinare le prove e soprattutto reiterare il reato Emanuele Alfano, 24 anni, l’uomo che con il sacerdote condivideva la predilezione per i ragazzi più giovani. Come il quindicenne avvicinato sul sagrato di una chiesa, mentre chiedeva l’elemosina, e con il quale aveva poi consumato un rapporto sessuale. «Di solito contattavo i ragazzi in chat, si fa così, non ho mai offerto soldi, c’è una specie di accordo» si è difeso Alfano, sentito ieri dal gip Annalisa Giacalone che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. In questo modo rischia da 6 mesi a 3 anni per prostituzione minorile, rispetto a una condanna dai 6 ai 12 anni per induzione alla prostituzione minorile.

L’ex seminarista, allontanato dopo il primo anno propedeutico perchè aveva dichiarato la propria omosessualità, durante l’interrogatorio di venerdì scorso, condotto dal pm Stefano Puppo, avrebbe proposto di parlare anche di quanto accadeva nel seminario genovese, ma il magistrato non ha ritenuto di approfondire l’argomento. La procura sta invece tentando di fare chiarezza su una vecchia storia di molestie telefoniche che risale al ‘94, quando don Seppia era viceparroco nel quartiere di Quinto. All’epoca un parrocchiano, medico ospedaliero del pronto soccorso, aveva cominciato a ricevere strane telefonate: mute se rispondeva lui stesso, cariche di bestemmie e oscenità se il ricevitore veniva sollevato dai suoi due figli, chierichetti. Le indagini dei carabinieri, secondo quanto racconta oggi il medico, avrebbero appurato che forse le telefonate potevano provenire dalla canonica, ma poi non accadde più nulla. «Stiamo cercando il vecchio fascicolo dell’inchiesta arrivata in procura e sentiremo il medico» dicono il procuratore capo Vincenzo Scolastico e il pm.

SE NON LA SMETTE MI UCCIDO - "Se non la smette mi suicido". E' questo il contenuto di un sms inviato da una delle vittime di don Riccardo Seppia, un ragazzo di 15 anni, ad una sua amica. L'sms è stato intercettato dai Carabinieri del Nas di Milano durante l'inchiesta sulle molestie, sulle presunte violenze sessuali sui minori e sulle cessioni di droga attribuiti al sacerdote di Sestri Ponente, don Riccardo Seppia, arrestato la sera del 13 maggio su disposizione del Gip di Milano, Maria Vicidomini. Il messaggio è contenuto nell'ordinanza di custodia cautelare del Gip milanese. E' opinione dei magistrati di Milano che il ragazzino, a causa delle pressioni subite da parte del sacerdote, fosse caduto in depressione e fosse realmente intenzionato ad uccidersi. "E' una frase che chiunque potrebbe pronunciare senza avere nessuna intenzione reale di suicidarsi - commenta Paolo Bonanni, avvocato di don Seppia - inoltre questa frase non ha trovato alcun seguito negli atti sebbene contenuta nell'ordinanza di custodia cautelare".

ALTRI INDAGATI- L’inchiesta attuale al momento registra un altro indagato a Genova, un commerciante fornitore di cocaina, e due indagati a Milano, entrambi per spaccio di droga, un appartenente alla Guardia di Finanza e un quarantenne della Guinea Bissau, detto Francy, l’uomo che compare in continuazione nelle intercettazioni perché era a lui che don Seppia si rivolgeva per chiedere bimbi piccoli, di dieci anni.

LE CHIAMATE BLASFEME-  Su don Riccardo Seppia, il prete arrestato con l'accusa di violenza sessuale su minore e cessione di stupefacenti, si concentrano altri sospetti. Nel 1994 un medico nel Levante genovese denunciò una serie di telefonate a contenuto erotico verso i propri figli. Gli investigatori accertarono che le telefonate erano partite dall'apparecchio di don Riccardo, all'epoca viceparroco. Delle indagini non si seppe più nulla.

Il telefono in questione venne messo sotto controllo. Gli investigatori scoprirono che le telefonate blasfeme e volgari partivano dalla parrocchia di San Pietro, dove allora don Riccardo era viceparroco. Dopo la denuncia ai carabinieri, non vi furono più telefonate. La curia genovese decise allora di trasferire il sacerdote. Non fu l'unico allarme rimasto inascoltato. Gli atteggiamenti di don Seppia non erano piaciuti già a don Piercarlo Casassa, parroco di San Giovanni a Recco. Il prete racconta che don Riccardo la mattina in parrocchia non c'era mai ma che soprattutto i chierichetti e gli scout provavano un forte disagio a stare con lui. Don Piercarlo si lamentò con il cardinale. Dopo qualche tempo, forse fu un caso, don Seppia venne trasferito.

CAOS SULLA SIEROPOSITIVITA' - Invece sulla sieropositività del parroco che sta scatenando paure e sdegno tra le famiglie, gli inquirenti in qualche modo tranquillizzano, ribadendo che tra le persone contattate nessuno è stato contagiato. E sui timori di molti genitori che "la Curia non poteva non sapere" , il portavoce del cardinale di Milano, Dionigi Tettamanzi, precisa: "Nel 1995, quando era vescovo di Genova, dieci anni dopo che don Seppia era stato ordinato sacerdote, il cardinale Tettamanzi ricorda di non aver mai avuto lamentele o segnalazioni e che nel normale rapporto con il prete, non aveva mai ravvisato comportamenti che lo obbligassero a intervenire" .
 
DECINE DI FILE PORNOGAY NEI PC DI DON SEPPIA - Decine di file pornografici di matrice gay, al limite della pedopornografia, sono stati rinvenuti nei computer sequestrati a don Riccardo Seppia, il sacerdote 51enne arrestato lo scorso 13 maggio per un'ipotesi di violenza sessuale su minore e cessione di stupefacenti. I file sono video e immagini scaricate da programmi "P2P" o da siti internet. Al sacerdote, a cui a seguito dell'indagine a suo carico seguita all'arresto e' stata contestata anche l'induzione alla prostituzione minorile, sara' dunque contestato anche il reato di detenzione di materiale pedopornografico. File dello stesso tipo, nell'ordine delle decine, sono stati trovati anche nel pc dell'ex seminarista Emanuele Alfano, 24 anni, in manette per favoreggiamento e induzione della prostituzione minorile. L'analisi dei computer, per ora effettuata in via superficiale, e' stata affidata dal pm Stefano Puppo, alla polizia postale di Genova. Anche ad Alfano, laddove sia accertato che i ragazzi protagonisti dei video e delle fotografie, sono minorenni, sara' contestato il reato di detenzione di materiale pedopornografico. In nessuno dei computer, si apprende, e' stato rinvenuto materiale autoprodotto da don Seppia o da Alfano o che ritragga persone coinvolte nell'indagine
0 mi piace, 0 non mi piace
Fai di Affaritaliani la tua HomePage
Iscriviti alla Newsletter
Mobile
Seguici su facebook
Rss
Twitter
Google
Internet Explorer

Cannes/ Palma d'Oro ad "Amore" di Michael Hanele
Cannes/ Gran Premio a Loach, Reygadas premiato come miglior regista
Cannes/ Il Grand Prix a Reality di Matteo Garrone
Siria/ Obama: la strage di Hula vile testamento di un regime illegittimo
Milano/ DomenicAspasso, controllati 1150 veicoli: 310 le multe
Lega Nord/ Piasente nuovo segretario Friuli Venezia Giulia
Centrosinistra/ Di Petro: nel programma equita' e lotta alla corruzione
Siria/ Russia minaccia veto su dichiarazione di condanna della strage di Hula
LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

Non aspettare!

Cerca subito tra migliaia di immobili in vendita e in affitto
Inizia da qui

Prima rata gratis

Un prestito per il tuo futuro? Trovalo subito
SCEGLI PRESTITÒ

Auto usate

Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
Cerca adesso