Don Riccardo/ Sesso di gruppo e rapporti non protetti. "Così abbordai un ragazzino sul sagrato"
| IL DIBATTITO Pedofilia/ Su Affari scoppia il dibattito sulle dimissioni di Bagnasco. Giuseppe Morello: "Non è insensato chiederne le dimissioni"- Dì la tua nel forum ---------------------- LA CRONACA E LE TELEFONATE CHOC 1) Don Riccardo, "droga per 300 euro al giorno" -------------- 2) GLI SMS E LE INTERCETTAZIONI DI DON RICCARDO 3) LE TESTIMONIANZE DEI RAGAZZI ------------- IL CARDINAL BAGNASCO Pedofilia/ Il cardinal Bagnasco: "Dolore tanto sconvolgente e inatteso" ------------------ |
"Ho fatto sesso a tre con don Riccardo Seppia e un ragazzo albanese":
il giovane egiziano Mohamed, diciotto anni compiuti lo scorso dicembre, aggrava con le sue dichiarazioni la situazione di don Riccardo Seppia, arrestato con l’accusa di violenza su minore e cessione di cocaina. Da vittima ora anche Mohamed, diventato maggiorenne, è indagato per favoreggiamento della prostituzione. È stato lui, infatti, a coinvolgere il diciassettenne albanese: entrambi vivono in una casa famiglia di Genova per ragazzi svantaggiati. Il chierichetto baciato dal parroco nella canonica della parrocchia di Santo Spirito ha detto di essersi spostato in tempo e che il sacerdote è riuscito "soltanto" a palpargli il sedere. Si profila quindi una nuova formulazione di accuse per il prete, trasferito ieri da Marassi alla sezione sex offenders del carcere di Sanremo: la violenza diventa tentata ma si aggiunge l’induzione alla prostituzione minorile.Il suo avvocato, intanto, ha presentato ricorso ieri a Milano al Tribunale del riesame. Ma gli inquirenti snocciolano tutta una serie di contraddizione tra la sua versione e i riscontri e le ammissioni degli altri interrogati. Non aggraverebbe invece la sua posizione il fatto di essere sieropositivo, come riporta l’ordinanza di arresto (durante la perquisizione della sua auto sono stati trovati alcuni farmaci) e come lui stesso ha dichiarato entrando in carcere. I rapporti, a quanto pare, sarebbero stati sempre protetti.
L'EX SEMINARISTA: CONTATTAVO IO I RAGAZZI- Resta in carcere perché potrebbe inquinare le prove e soprattutto reiterare il reato Emanuele Alfano, 24 anni, l’uomo che con il sacerdote condivideva la predilezione per i ragazzi più giovani. Come il quindicenne avvicinato sul sagrato di una chiesa, mentre chiedeva l’elemosina, e con il quale aveva poi consumato un rapporto sessuale. «Di solito contattavo i ragazzi in chat, si fa così, non ho mai offerto soldi, c’è una specie di accordo» si è difeso Alfano, sentito ieri dal gip Annalisa Giacalone che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. In questo modo rischia da 6 mesi a 3 anni per prostituzione minorile, rispetto a una condanna dai 6 ai 12 anni per induzione alla prostituzione minorile.
L’ex seminarista, allontanato dopo il primo anno propedeutico perchè aveva dichiarato la propria omosessualità, durante l’interrogatorio di venerdì scorso, condotto dal pm Stefano Puppo, avrebbe proposto di parlare anche di quanto accadeva nel seminario genovese, ma il magistrato non ha ritenuto di approfondire l’argomento. La procura sta invece tentando di fare chiarezza su una vecchia storia di molestie telefoniche che risale al ‘94, quando don Seppia era viceparroco nel quartiere di Quinto. All’epoca un parrocchiano, medico ospedaliero del pronto soccorso, aveva cominciato a ricevere strane telefonate: mute se rispondeva lui stesso, cariche di bestemmie e oscenità se il ricevitore veniva sollevato dai suoi due figli, chierichetti. Le indagini dei carabinieri, secondo quanto racconta oggi il medico, avrebbero appurato che forse le telefonate potevano provenire dalla canonica, ma poi non accadde più nulla. «Stiamo cercando il vecchio fascicolo dell’inchiesta arrivata in procura e sentiremo il medico» dicono il procuratore capo Vincenzo Scolastico e il pm.
SE NON LA SMETTE MI UCCIDO - "Se non la smette mi suicido". E' questo il contenuto di un sms inviato da una delle vittime di don Riccardo Seppia, un ragazzo di 15 anni, ad una sua amica. L'sms è stato intercettato dai Carabinieri del Nas di Milano durante l'inchiesta sulle molestie, sulle presunte violenze sessuali sui minori e sulle cessioni di droga attribuiti al sacerdote di Sestri Ponente, don Riccardo Seppia, arrestato la sera del 13 maggio su disposizione del Gip di Milano, Maria Vicidomini. Il messaggio è contenuto nell'ordinanza di custodia cautelare del Gip milanese. E' opinione dei magistrati di Milano che il ragazzino, a causa delle pressioni subite da parte del sacerdote, fosse caduto in depressione e fosse realmente intenzionato ad uccidersi. "E' una frase che chiunque potrebbe pronunciare senza avere nessuna intenzione reale di suicidarsi - commenta Paolo Bonanni, avvocato di don Seppia - inoltre questa frase non ha trovato alcun seguito negli atti sebbene contenuta nell'ordinanza di custodia cautelare".
ALTRI INDAGATI- L’inchiesta attuale al momento registra un altro indagato a Genova, un commerciante fornitore di cocaina, e due indagati a Milano, entrambi per spaccio di droga, un appartenente alla Guardia di Finanza e un quarantenne della Guinea Bissau, detto Francy, l’uomo che compare in continuazione nelle intercettazioni perché era a lui che don Seppia si rivolgeva per chiedere bimbi piccoli, di dieci anni.
LE CHIAMATE BLASFEME- Su don Riccardo Seppia, il prete arrestato con l'accusa di violenza sessuale su minore e cessione di stupefacenti, si concentrano altri sospetti. Nel 1994 un medico nel Levante genovese denunciò una serie di telefonate a contenuto erotico verso i propri figli. Gli investigatori accertarono che le telefonate erano partite dall'apparecchio di don Riccardo, all'epoca viceparroco. Delle indagini non si seppe più nulla.
CAOS SULLA SIEROPOSITIVITA' - Invece sulla sieropositività del parroco che sta scatenando paure e sdegno tra le famiglie, gli inquirenti in qualche modo tranquillizzano, ribadendo che tra le persone contattate nessuno è stato contagiato. E sui timori di molti genitori che "la Curia non poteva non sapere" , il portavoce del cardinale di Milano, Dionigi Tettamanzi, precisa: "Nel 1995, quando era vescovo di Genova, dieci anni dopo che don Seppia era stato ordinato sacerdote, il cardinale Tettamanzi ricorda di non aver mai avuto lamentele o segnalazioni e che nel normale rapporto con il prete, non aveva mai ravvisato comportamenti che lo obbligassero a intervenire" .



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