Il commento/ I giudici al posto del viagra
Di Giuseppe Morello
Non dubitiamo che il giudice francese abbia deciso in punta di diritto, ma fa sorridere lo stesso la sentenza con la quale un uomo francese in sede di divorzio si è visto costretto a versare un risarcimento di 10mila euro alla moglie che lo accusava di non avere più rapporti sessuali con lei, fatto che sarebbe in parte all’origine del divorzio stesso.
La sentenza del giudice francese sarà pure corretta dal punto di vista del diritto, ma dal punto di vista del buonsenso fa acqua da tutte le parti. Innanzitutto perché mostra l’aspetto più brutalmente contrattuale del matrimonio, come se in una coppia non ci fossero due persone con le loro sensibilità e i loro problemi, ma solo due soggetti giuridici che si sono impegnati, nero su bianco, a fare certe cose e se uno dei due viene meno è come se non onorasse un contratto.
Finché si tratta di denaro, impegno casalingo, cura dei figli, niente da eccepire; ma quando si tratta di desiderio sessuale le cose sono un po’ diverse. Se c’è, c’è; ma se non c’è è molto difficile procurarselo, con tutta la buona volontà. È ridicolo che un giudice abbia da eccepire sulle prestazioni sessuali di un marito, un po’ come se una sentenza potesse procurare quelle erezioni che la normale libido non rendeva possibili. È di particolare crudeltà una sentenza che ti punisce e ti multa pesantemente perché il membro si rifiuta di fare il suo mestiere. Al danno, la beffa. Inutilmente, il povero marito ha provato a giustificarsi con lo stress e la stanchezza, ma a nulla è servito: sesso obbligatorio e se ti rifiuti paghi salato. Ma magari non era solo stanchezza, forse la moglie aveva smesso di essere avvenente, forse la passione di un tempo era scemata, mille possono essere le ragioni che uccidono l’eros in una coppia, indagarle è utile, punirle è solo ferocia
gratuita.
giuseppe.morello@affaritaliani.it



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