Sesso/ "Costretta a vendere il mio corpo per pochi euro". La denuncia di una baby prostituta
Le donne che in Italia si prostituiscono provengono soprattutto dai Paesi dell’Est, in particolare dalla Romania e dall’Ucraina e, in misura minore, dalla Moldavia, dalla Slovacchia, dall’Ungheria, dalla Bulgaria, dalla Russia e da altri Paesi. I livelli di sfruttamento presenti in questo mercato a pagamento sono variabili. Esistono persone che si prostituiscono in maniera autonoma, altre che dividono i loro guadagni con mediatori e/o gestori di locali e appartamenti in base a patti prestabiliti o modificati nel corso del tempo, altre ancora che sono costrette a consegnare tutto il denaro a chi le sfrutta.
I GESTORI - La prostituzione sommersa è gestita da varie tipologie di organizzazioni, di varia grandezza e composizione con un’alta percentuale di italiani/e coinvolti nella gestione del “mercato”. Questi compaiono sia nella veste di intermediari che di organizzatori e/o sfruttatori, in alcuni casi come principali attori, in altri come figure di secondo piano in collegamento con un’organizzazione straniera. In merito ai gruppi stranieri si è riscontrata l’accresciuta capacità non solo di sfruttare e controllare i connazionali, ma purtroppo anche quella di istituire legami con la malavita italiana, legami in stretto collegamento con le molteplici sfere della gestione della prostituzione, che vanno dai costi per affitti e manutenzione degli appartamenti, ai rapporti con i circuiti dei locali, per arrivare all’accesso ad ambulatori medici etc.).
Massimiliano Fanni Canelles



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.


















