Scuola/ E' il miglior professore dell'anno. Ma è precario. L'intervista di Affari a Luca Piergiovanni
Di Floriana Rullo
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Le motivazioni? "Per il tuo impegno nell’innovazione didattica attraverso l’uso delle tecnologie". Un trionfo per Luca Piergiovani, insegnante di italiano alle medie "G.B. Grassi" di Uggiate-Trevano, in provincia di Como. Con la sua classe ha ideato un progetto che si chiama Chocolat 3B Podcast. Da un paio d’anni, quando si parla di "strategia delle tre i", lui e i suoi studenti girano l’Italia per spiegare agli altri come si fa: hanno vinto il premio "A scuola di innovazione" del Ministero dell’Istruzione, hanno partecipato al "Forum della Pubblica amministrazione" di Roma, al "Toscana Lab", hanno esportato in Lombardia i corsi di alfabetizzazione informatica per anziani e hanno aperto un sito internet multimediale dedicato alla musica e alla letteratura (www.chocolat3b.podomatic.com). Idee e progetti che andrebbero valorizzati. E che invece hanno il respiro corto del precariato.
""Con questi progetti - racconta ad Affaritaliani.it Luca Piergiovanni "Abbiamo ricevuto numerosi premi tra cui l'emoticon art e il content award. Insomma grandi soddisfazioni". Tutto perfetto. Se non fosse che il miglior professore dell'anno dal 30 giugno è senza un lavoro. Insomma è un precario.
"E' un paradosso: sono uno dei tanti precari che il 30 giugno viene licenziato. E pensare che il progetto che ho seguito ha ottenuto numerosi riconoscimenti a livello internazionale e soprattutto sono stati fatti numerosi studi come ha fatto l'Europian media Education Progect. Ma senza andare tanto lontano amche i docenti di Bicocca e Cattolica apprezzano il mio lavoro". Eppure, nonostante questo, il professore non riuscirà a proseguire il suo lavoro con la classe con cui l'ha avviato: "E' un grande spreco di energia. Progetti come questi ricevono un sacco di riconoscimenti dal mondo ccademico ma non puoi continuarli perchè ogni anno ti trovi in una scuola diversa. Così con i miei alunni ci troviamo fuori dalla scuola. Registramo da casa. Ma sarebbe molto meglio continuare in una scuola visto che il progetto è nato lì".
Luca è un professore come tanti. Originario di Arezzo, laureato con 110 e lode in Lettere a Perugia, Luca aveva tentato la carriera accademica. «Dopo due pubblicazioni scientifiche, tante pacche d’incoraggiamento e tre anni di tira e molla, ho deciso di frequentare i corsi di abilitazione all’insegnamento - ricorda -. Dalle mie parti, però, trovare un posto era impossibile. Nemmeno una supplenza.
Per non cadere in depressione, a 32 anni, era anche tornato al lavoro del liceo: il disc jockey. "Facevo 3 o 4 serate a settimana: dance anni ’70-’80, house, musica latina. Per campare ho fatto di tutto: il karaoke sulla riviera romagnola e il barman alle feste cubane. Quando ho ricevuto una proposta da Como mi è sembrato di rinascere".
"Nel 2005 ho avuto un contratto completo fino al 31 agosto. A partire dall’anno successivo, però, le cose sono peggiorate: ogni anno una scuola diversa, contratti in scadenza il 30 giugno e pochissime ore di lezione a settimana". Lo stipendio? "Ottocento euro al mese e uno "spezzone orario": due classi, dodici ore a settimana. Per raggiungere quota 18 ore e lo stipendio base di 1300 euro al mese si è dovuto inventare alcuni corsi pomeridiani. "E poi parliamo di fannulloni. Ci sono altre migliaia di persone, anche più anziane di me, nelle mie stesse condizioni".
"Vivo a Valmorea da cinque anni, ma sono sempre sul punto di traslocare - spiega Luca- . Il mio posto è stato tagliato e a settembre non so se potrò insegnare e nemmeno dove mi spediranno. Ci chiamano ragazzi, ma mi sembra assurdo che a 37 anni uno non possa pensare di crearsi una famiglia. Ho il desiderio di poter essere indipendente. Ma con 800 euro al mese come si fa?
E ora il premio."Mi hanno detto che alle premiazioni per il “Docente dell’anno” ci sarà il ministro Gelmini. Sto preparando una lettera da consegnarle: com’è possibile che in Italia il merito e l’impegno non paghino mai?" Mi auguro di poterla incontrare, di scrivere una lettera e consegnargliela per tutti noi precari. Bisogna cercare di risolvere questa situazione
E a settembre? "Ora non ho ancora un assegnazione. Sarà molto difficile tornare a lavorare dove ero prima. E' il precariato a vita. La certezza per tutta la vita non ci sarà mai".



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