Scuola/ Studenti in piazza contro la riforma Gelmini

Mercoledì, 17 novembre 2010 - 19:25:00

Oltre 100 cortei di studenti, da Palermo a Padova passando per Roma, Milano e Torino per la giornata studentesca mondiale, che si celebra per ricordare il 17 novembre del 1939 quando alcuni universitari cecoslovacchi contrari alla guerra furono arrestati e giustiziati da nazisti. La Rete degli studenti e l’Unione degli universitari, tra gli organizzatori della mobilitazione per il diritto allo studio, scendono in piazza a far sentire la loro voce: «In poche settimane in tutta Italia - dicono- gli studenti hanno deciso di bloccare la didattica tradizionale e di riconquistare il presente, riappropriandosi dei propri spazi e del proprio futuro.

Da Nord a Sud, gli studenti sono entrati in agitazione permanente occupando le scuole ma anche mettendo in campo nuove forme di protesta: dalle lezioni in piazza ai flash mob, alle cogestioni che riportano all’interno delle scuole e le università il fronte unico in difesa della scuola pubblica che scende nelle piazze. Così studenti, docenti, genitori, precari, si riappropriano della scuola non per distruggerla, come sta facendo questo governo, ma per ripensarla dal basso». E aggiungono: «Vogliamo fondi per la scuola pubblica da investire prima di tutto sull’edilizia scolastica e  su una nuova didattica, fatta di insegnanti competenti e preparati».

Le manifestazioni, spiega un comunicato delle associazioni degli studenti, si annunciano «partecipate a considerare dal clima di questi giorni in scuole e università». Quasi la totalità delle scuole - prosegue la nota - sono occupate a Genova e Trieste, le quali saranno le uniche a manifestare durante il pomeriggio della giornata. Autogestioni sono state proclamate dagli studenti in decine di scuole italiane. Assemblee straordinarie, periodi di didattica alternativa nelle scuole, blitz degli studenti universitari nelle mense per denunciare i tagli: sono tante le iniziative che negli ultimi giorni hanno caratterizzato la protesta studentesca.

«Chiediamo investimenti per l’edilizia scolastica - afferma l’Unione degli Studenti - una legge nazionale sul diritto allo studio, innovazione nei metodi didattici, maggiore democrazia e partecipazione nei processi decisionali nelle scuole, ma soprattutto vogliamo un modello radicalmente alternativo di scuola che già stiamo praticando dal basso nelle scuole in mobilitazione e che rivendichiamo in maniera organica nel progetto di Altrariforma».

«Abbiamo già smascherato il taglio dei fondi sul diritto allo studio che lascerà a casa 150.000 borsisti - fa eco l’associazione universitaria Link - ma ora siamo anche preoccupati per la discussione in parlamento del ddl Gelmini, che rappresenta l’atto finale di distruzione delle nostre università».

«Affiancheremo le nostre iniziative a quelle di tanti studenti in Europa che nella giornata di oggi si faranno sentire per veder garantito e ampliato il diritto allo studio per tutti», dichiara la Rete della Conoscenza. «Manifestiamo il 17 novembre, in Italia come in tutto il mondo, perché siamo convinti che la conoscenza sia strumento di liberazione di tutti e tutte, perché crediamo che puntare su una scuola, un’università e una ricerca pubblica significhi riconoscerne lo straordinario valore sociale, l’unica possibilità per immaginare un’uscita da tutte le crisi tesa al miglioramento delle condizioni di vita di ognuno» conclude la Rete.

L’appello «contro la deriva culturale del nostro paese di cui i tagli a scuola e università sono la rappresentazione politica» è stato diffuso in rete e sta raccogliendo molte adesioni anche tra artisti ed esponenti del mondo della cultura. Tra i firmatari Erri de Luca, Toni Servillo, Ettore Scola, Moni Ovadia, Ascanio Celestini, Caparezza, Andrea Rivera, Paolo Flores d’Arcais.

TORINO- Al corteo principale di piazza Arbarello a cui stanno partecipando alcune migliaia di persone, si aggiungeranno tra poco altri due cortei, uno partito dal Politecnico con circa 200 studenti e un altro da Palazzo Nuovo con circa 300 partecipanti. Ad aprire il corteo principale di piazza Arbarello lo striscione degli studenti medi di Torino con la scritta «Gelmini, credevi fosse la fine ma questo è solo l’inizio».

Un gruppo di studenti, che sta partecipando alla manifestazione, a Torino, è riuscito ad entrare nella stazione di Porta Nuova, alcuni passando anche dall’ingresso della metropolitana, e ad occupare i binari. In questo momento gli studenti si trovano sui binari dove stanno srotolando lo striscione. Il corteo partito da Piazza Arbarello avrebbe dovuto concludersi inizialmente in Piazza Castello, ma è stato deviato in via Roma con l’obiettivo di raggiungere la sede dell’Unione Industriali. Giunto però davanti alla stazione di Porta Nuova, il corteo ha subito una nuova deviazione e gli studenti sono riusciti ad entrare e ad occupare la stazione ferroviaria. Sono alcune centinaia gli studenti che hanno occupato una decina di binari alla stazione di Torino Porta Nuova. È stato srotolato uno striscione con la scritta: «Fuori e dentro la scuola conflitto e autorganizzazione». Gli studenti si trovano in questo momento lungo i binari dove hanno acceso anche qualche fumogeno.

MILANO - Dietro lo striscione «Siamo tutti sulla torre. Diritti per tutti» si è snodato da largo Cairoli a Milano il lungo corteo degli studenti delle scuole superiori e delle università per la mobilitazione nazionale del «No Gelmini Day». Il corteo si è diretto, attraversando il centro, al Provveditorato agli studi in via Ripamonti; da lì una delegazione di studenti raggiungerà via Imbonati, nella periferia nord della città, per portare la solidarietà del mondo della scuola ai tre immigrati che da una decina di giorni stanno protestando sulla torre dell'ex Carlo Erba. Numerosi i cori contro il ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini e contro i tagli all'istruzione. Su uno striscione si legge: «Di notte bunga bunga, di giorno finanzia le scuole private dei preti! Vergogna!».

VETRINA SPACCATA - La vetrina della filiale di Banca Fideuram, in corso di Porta Romana, in centro a Milano, è stata danneggiata a colpi di mazza da alcuni ragazzi incappucciati. Nell'ingresso dell'istituto alcuni cittadini hanno assistito, impauriti, all'attacco, mentre i giovani colpivano più volte la vetrata, infrangendola in più punti. «Sono arrivati di corsa, incappucciati, e hanno incominciato a colpire con una mazza il vetro», hanno raccontato piuttosto scosse le persone all'interno.

ROMA- "Blocchiamo la città". E' uno dei cori scanditi dagli studenti dei licei di Roma occupati che questa mattina hanno deciso di fare un corteo non autorizzato. Dopo esser partiti da piazza Trilussa e aver bloccato per qualche minuto il traffico anche in via del teatro marcello, i liceali sono arrivati sotto al campidoglio e, seduti per terra, hanno gridato: "se ci bloccano il futuro noi blocchiamo la città". Tra cori e insulti rivolti al sindaco di roma, gianni alemanno, il corteo delle scuole occupate ha poi raggiunto gli altri due cortei degli studenti delle scuole e delle università riuniti a piazza venezia. Per quanto riguarda l'entità della manifestazione, alcuni sostengono che ai tre cortei partecipino in tutto circa 20mila persone.

 

 


 

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