Scuola/ La Gelmini: "Contro i bulli telecamere in classe"
IL FORUM ----------------------------------- IL DIBATTITO SU AFFARI FORUM Scuola/ Ora che il decreto Gelmini è stato approvato, secondo te chi ha vinto e chi ha perso? LO SPECIALE Scuola/ La contro protesta si fa su Facebook. Nel social network arrivano i gruppi "pro studio"
Il ministro Gelmini ora "gioca" al Grande Fratello, Ma nelle scuole. E dice sì alle telecamere in aula per arginare il fenomeno del bullismo. Il ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, Mariastella Gelimini, si dice "favorevole, anche se è una misura che non basta. Le telecamere - aggiunge- sono un deterrente in più" e "gli istituti hanno l'autonomia ma, ripeto, la soluzione non è questa. Il problema - sottolinea il ministro - non sta in una telecamera in più o in meno ma nell'esigenza di rimettere al centro lo studente, rivisto nella sua formazione a 360 gradi".
E dopo il 68... arriva il 69 
"I giovani -aggiunge- sono sempre più soli e c'è un deficit di dialogo tra scuola e genitori. È un trend che vogliamo cambiare. I ragazzi hanno una grande energia positiva che va incanalata. A giorni - annuncia - avrò un incontro con il Coni per favorire e rilanciare lo sport a scuola, affinchè i ragazzi passino meno ore davanti al computer e facciano più esercizio fisico".
Quanto al ritorno del voto in condotta, il ministro sottolinea che, pur se non era mai stato abolito, era "stato svuotato del suo senso: non faceva media e quindi non aveva peso ai fini della promozione. Questo governo lo ha 'reintrodottò perchè crediamo che la scuola non possa rinunciare ad educare i suoi ragazzi". Infine, per quanto riguarda le critiche Ue di dare troppo peso all'inglese a scapito delle altre lingue straneire Gelmini risponde che "evidentemente a Bruxelles non hanno letto il provvedimento. La mia riforma - spiega - dà un forte potenziamento alle lingue straniere.
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Nessuno fa venir meno lo studio delle due lingue: è solo favorito l'incremento delle ore di studio delle due lingue comunitarie. A Bruxelles - conclude Gelmini - mi piacerebbe vedere la stessa solerzia quando si tratta di difendere la lingua italiana".
BULLISMO? COLPA DEI GENITORI - Famiglie inesistenti, videogiochi violenti, mancanza di regole. Cosi' si diventa bulli. E' la conclusione a cui giunge Paola Vinciguerra, psicologa, presidente dell'Eurodap, Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico, analizzando i dati di una indagine eseguita su un gruppo di 600 persone sul fenomeno del bullismo.
"Il dato più preoccupante - spiega Vinciguerra - è che il 70% delle persone che hanno risposto al nostro sondaggio on-line, quelle con un'età compresa tra i 18 e i 45 anni, considerano il bullismo unicamente come comportamento di trasgressione sociale come può essere quello di vestirsi in maniera appariscente riempiendosi di pearcing per esempio". Il bullismo non e' visto quindi come un problema sul quale porre particolare attenzione. Piu' si e' adulti e piu' ci si rende conto della grandezza e gravita' del fenomeno. Infatti il 70% degli ultra55enni considera il bullismo un fenomeno esistente.
Le cause degli atteggiamenti aggressivi tipici del bullismo - spiega la Vinciguerra - sono da ricercare in primo luogo nella sfera familiare: la famiglia non è più un solido riferimento indistruttibile, perche' le separazioni sono in aumento e gli equilibri relazionali e gli schemi educativi sono precari e lontani dalle esigenze dei bambini e degli adolescenti. Inoltre si passa troppo poco tempo con i figli per spiegare e trasmettere codici morali di stile di vita e per capire i loro disagi cercando di rassicurarli. Inoltre, il "fare frenetico svuota le azioni del loro significato primario che dovrebbe essere quello emotivo.
Le leggi che regolano la nostra cultura consumistica sono la transitorietà e l'appagamento immediato del desiderio a discapito della durevolezza e quindi della stabilità e della conquista del desiderio, con il conseguente atteggiamento di emarginazione di coloro che non riescono a stare al passo. Per non parlare dell'uso smodato di tv , internet e video giochi, assolutamente dannosi per i bambini e gli adolescenti". Secondo la psicologa le istituzioni dovrebbero vigilare su tutto ciò che senza controllo gira in rete e sulla commercializzazione dei videogiochi dai contenuti aggressivi. Ciò che risulta preoccupante - aggiunge l'esperta - è come sia cambiato il ruolo del vincente, che non è piu' il buono e il coraggioso che difende la vittima dal cattivo, ma è colui il quale uccide di più, ruba di più.
Inoltre i ragazzi sono particolarmente stimolati dalle immagini violente che si trovano facilmente su Internet, che agli adolescenti possono risultare normali. Per quanto concerne i genitori, dovrebbero cominciare a fare un lavoro di educazione sui figli che non è solo quello di impartire regole sommarie di buona educazione: i ragazzi non sono abituati alla comunicazione del loro vissuto emotivo ed affettivo ed i genitori dovrebbero cercare si intuire i loro disagi, parlarne e rassicurarli. I ragazzi hanno bisogno di regole, da soli non riescono ad orientarsi.



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