Scuola/ La denuncia di un professore: "Il problema è che la scuola è una frontiera sulla quale si gioca il futuro"

Mercoledì, 27 agosto 2008 - 12:45:00



Sono un insegnante e mi rattrista vedere l'ennesimo articolo "scandalistico" che prende di mira la scuola.  Il vero problema è che la scuola è una frontiera sulla quale si gioca il futuro dell'Italia. Il compito che ci compete è quello di preparare le future generazioni di cittadini, lavoratori, dirigenti. La maggior parte di noi lo fa con passione e competenza, ma va incontro ad un grave problema: il rapporto con gli studenti.

Tutti i meccanismi del passato sono saltati: agli studenti non importa praticamente nulla del voto o delle punizioni (ma quali punizioni?), il più delle volte sono estremamente polemici e sono convinti, grazie al turbillon delle informazioni (o pettegolezzi, o pubblicità mascherata da cultura) che trovano su TV, riviste e Internet di sapere già tutto e soprattutto di sapere cosa gli serve sapere.

In questo panorama ogni insegnante deve navigare a vista, cercando modi per riuscire ad aprire un canale con questi arroganti ignoranti, per tirare fuori ciò che di buono ci può essere in loro. Come in tutte le professioni, ci sono gli insegnanti ottimi, i discreti ecc. fino ai cattivi. Escludendo i cattivi (quelli che non sanno fare o addirittura che fanno decisamente male) la scuola ha bisogno (come tutte le strutture) di tutti, visto che il mercato non offre un numero sufficiente di ottimi insegnanti.

Purtroppo in questo contesto solo gli ottimi insegnanti riescono a far breccia sugli studenti (e non sempre), riducendo di molto l'efficacia della scuola. Penso che la scuola Italiana avrebbe bisogno non di grembiuli o divise ma di fiducia e valorizzazione. Bisogna far capire agli studenti che la scuola serve e fa quello che deve, non che è un guazzabuglio dove ognuno fa quel che gli pare e dove lo studente più prepotente può mettere in crisi un professore, una classe ed alla fine il futuro di molte persone (gli studenti che non impareranno, non i professori).

Dar risalto ai video su YouTube non è informazione ma facile compiacimento che purtroppo non scoraggia certo i prepotenti ed i discoli, ma gli concede un immeritato palcoscenico istigandoli a perseverare ed allargandone le fila. Venendo al concorso invalidato, ma è questo l'unico concorso truccato? Forse che i concorsi o gli esami alle poste, nella magistratura, per l'ammissione all'ordine dei giornalisti o per qualunque altro ordine e chissà quanti altri sono sempre trasparenti e cristallini? No di certo, ma la scuola è una facile vittima, perché è quasi impossibile in questo caso avere problemi: la vittima non ha potere e quindi non prenderà contromisure.

Il risultato è che SOLO la scuola appare marcia ed i suoi concorsi sono truccati, mentre in tutte le altre categorie abbiamo trasparenza e fiducia. Se vogliamo stigmatizzare il malcostume, dobbiamo farlo a 180 gradi. Colpire solo la scuola demotiverà gli studenti volonterosi (sempre meno) e darà facili scuse agli studenti distratti, polemici e demotivati (per non dire prepotenti o addirittura malintenzionati) facendo un grave danno alla nazione. Mi piacerebbe quindi non certo vedere una censura dei problemi della scuola, ma un rilievo al buon lavoro che la scuola fa per l'Italia, che sostenga e gratifichi i buoni insegnanti ed i buoni studenti.

Senza questo sostegno in breve tempo i buoni insegnanti ed i buoni studenti si estingueranno, lasciando l'Italia ai prepotenti ed agli incapaci. Non mi pare un futuro auspicabile. Spero di non venir frainteso: il mio intento è di critica costruttiva, non di censura e sfiducia (se fossi sfiduciato non scriverei, sicuro di non poter ottenere risultati).

Prof. Ing. Stefano Salvi

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