Palermo, scovata la centrale del made in China. Sequestrati 250mila prodotti

Una vera centrale del made in China. E' quella scoperta a Palermo dalla Guardia di finanza che hanno sequestrato un maxi deposito e 250mila prodotti per un valore di oltre un milione di euro: dai falsi rolex alle finte penne Montblanc, fino agli accendini "Malboro", agli occhiali anch'essi contraffatti, giocattoli privi del marchio comunitario, torce, videocamere, telecomandi, batterie, binocoli privi dei requisiti di sicurezza e, per finire, farmaci in cattive condizioni con prescrizioni in lingua cinese, di vietata commercializzazione.
Da diversi giorni, i finanzieri del Gruppo di Palermo seguivano i movimenti di due cinesi, un uomo ed un donna. Quando i militari si sono presentati nel negozio di via Maqueda e hanno richiesto ai titolari l'esibizione delle scritture contabili obbligatorie nonche' delle fatture di acquisto della merce documenti fiscali, gli asiatici si sono limitati a fornire sei fatture, per un imponibile di circa 25mila euro.
Il grosso della merce era stato stipato in un appartamento della vicina piazza della Rivoluzione, tra topi e insetti che fuoriuscivano anche dallo scatolame con la merce da mettere in vendita, fra cui flaconi di olio per bambini e per massaggi, o ancora aspirine, analgesici, antinfiammatori. L'intervento dei sanitari si e' reso necessario anche perche' nell'appartamento erano alloggiati alcuni congiunti dei due commercianti e, tra questi, la loro figlioletta di dieci mesi.
Gran parte della merce sequestrata, risultata di origine cinese e di provenienza "catanese", "romana" o "napoletana" (cosi' come si aveva modo di apprendere dalla visione delle poche fatture esibite), era priva della marcatura "Ce" e del foglio informativo in lingua italiana, del nome e del marchio del fabbricante o del responsabile dell'immissione sul mercato.
Nel dettaglio sono stati sequestrati 22.279 prodotti per introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi, 132.194 prodotti perche' senza marchio Ce o con quest'ultimo contraffatto, 1.682 confezioni di medicinali per commercio o somministrazione di medicinali guasti, 94.601 per contrabbando. La titolare del negozio, una quarantaduenne di Zheiang, e' stata denunciata come il socio e coniuge di 49 anni: quest'ultimo, sprovvisto del permesso di soggiorno, e' stato accompagnato presso l'Ufficio Immigrazione da dove ne e' uscito con un decreto di espulsione immediatamente esecutivo.


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