Schettino: "La nave si inclinava, ho preso e sono sceso"

Martedì, 24 gennaio 2012 - 19:35:00

 

schettino donna 2 400
 

Il capitano si confessa al telefono con un amico. La moglie lo difende: non è un mostro. Recuperato il corpo di una donna siciliana. Sedici le vittime accertate. La Procura indaga su Costa Crociere. "Norme di sicurezza trascurate: le scialuppe non scendevano, il personale era impreparato. E Schettino fu scelto dall'armatore". Il legale del comandante: "Le sue decisioni erano condivise dalla compagnia". Rischio disastro ambientale, al via il recupero carburante. In mare appare un'enorme macchia d'olio di 300 metri per 200: sono i lubrificanti e il carburante della nave affondata. La moldava: "Sono un'eroina, ho salvato una bambina di tre anni"


 

 

 

LA CRONACA

LEGGI I VERBALI 


La telefonata di Schettino

Interrogatorio del timoniere Jacob Rusli Bin

Interrogatorio del comandante Mario Terenzio  Palombo

Interrogatorio dell'ufficiale Martino Pellegrini

 


 

NAVE AFFONDATA: SCHETTINO, "SI INCLINAVA, HO PRESO E SONO SCESO" - "Quando ho capito che la nave si stava inclinando, ho preso e sono sceso". Sono le parole del Comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, in alcune conversazioni telefoniche intercettate dai Carabinieri mentre si trovava negli uffici dell'Arma a Orbetello sabato 14, all'indomani del naufragio. Schettino dice che non e' in grado di dire se quanto accaduto possa definirla un'imprudenza "ma comunque nei limiti della mia consapevolezza. Lo squarcio e' stato immenso, stava uno spuntone di roccia, poi tutto quello che e' successo da quel momento in poi l'ho fatto nel massimo della mia professionalita' e questo potrebbe alleviare o quanto meno dare l'illusione di stare in pace con la coscienza. Il comandante continua a parlare al telefono con un tale Albert e gli racconta ancora dell'accaduto, riferisce che era tornato indietro per prendere la radio e quando e' andato sul ponte e ha visto che la nave si inclinava si e' recato sul ponte all'aperto per vedere se la Costa Concordia si posizionasse in mezzo agli scogli e a quel punto ha chiamato con il cellulare per non perdere la linea telefonica, "poi, quando ho capito che la nave si stava inclinando, ho preso e sono sceso". Inoltre dice che adesso la sua vita cambia, e ricorre a una metafora tipicamente napoletana per dire che si trova con la testa sotto e con le gambe all'aria senza sapere nulla.

DIFESA SCHETTINO, APPROFONDIMENTI SU SCATOLA NERA - La difesa di Francesco Schettino sollecita approfondimenti in relazione all'incidente probatorio riguardante la scatola nera della Costa Concordia, incidente probatorio richiesto dalla Procura di Grosseto e per il quale si attende l'ordinanza del gip. L'avvocato di Schettino, Bruno Leporatti, reputa estremamente necessari questi approfondimenti ai fini dell'accertamento delle responsabilita' nel naufragio. Intanto - come lo stesso Leporatti questa sera ha confermato - domani sara' presentato al tribunale del riesame di Firenze il ricorso per ottenere la scarcerazione del comandante, attualmente agli arresti domiciliari. L'avvocato ha poi riferito che Schettino viene costantemente da lui informato sull'evoluzione della vicenda. Il comandante e' "profondamente turbato, scosso da questa tragedia", dice l'avvocato, secondo il quale la figura di Schettino va valutata complessivamente, tenendo conto del suo percorso professionale. Il legale ha inoltre riferito che Schettino era consapevole che la compagnia di navigazione potesse abbandonarlo. L'avvocato ha anche detto che al momento dell'interrogatorio di garanzia (martedi' 17 gennaio) quando gli e' stato detto che le vittime erano gia' 5, Schettino ha avuto un gesto di sconforto e si e' preso la testa fra le mani. L'avvocato e' poi tornato sulla questione della giovane moldava vista a bordo in compagnia di Schettino ed ha sottolineato che appare ingiustificato l'interesse mediatico intorno a questa donna. Infine Leporatti ha ribadito l'esigenza di fare giustizia ma senza capri espiatori.

 

SCHETTINO, PRESSIONI PER PASSARE VICINO AL GIGLIO - Pressione a ripetizione perche' la nave della Costa Crociere passasse a ridosso dell'Isola del Giglio. Sono quelle a cui si riferisce il Comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, in alcune conversazioni telefoniche intercettate dai Carabinieri mentre si trovava negli uffici dell'Arma a Orbetello sabato 14, all'indomani del naufragio. "Fabrizio, qualcun'altro al posto mio non sarebbe stato cosi' benevolo a passare li' sotto, perche' mi hanno rotto il cazzo. Passa, passa di la', passa di la', la secca c'era ma non era segnalata dagli strumenti che avevo e ci sono passato....". E' un passaggio della conversazione telefonica intercettata dalle microspie utilizzate dai carabinieri quel giorno. Schettino aggiunge "Fabrizio, per dar retta al manager, passa da li', passa da li'...", per dire infine al suo interlocutore "non ci voglio andare piu' sulla nave, cambio vita, perche' non la vedo tanto bene". Questa insieme ad altre trascrizioni di conversazioni ambientali sono ormai di dominio pubblico, diffuse da questo pomeriggio dagli organi di informazione.

In un'altra intercettazione Schettino riceve una telefonata e parla con una persona chiamandola Comandante, la mette a conoscenza che si trova a Orbetello e gli riferisce che la compagnia Costa gli ha messo a disposizione l'avvocato e si informa se e' il caso di avere due avvocati per la vicenda. Successivamente Schettino chiama un'altra persona di nome Pietro che gia' e' al corrente della situazione e gli chiede se secondo lui Costa ha tutti gli interessi a dire... (la frase non e' completata, ndr). "Pie' che ti devo dire, mi ha rotto il cazzo; andiamo a salutare il Giglio, andiamo a salutare il Giglio... Stava uno scoglio li' sporgente e non l'abbiamo visto e ci siamo andati su. Quello che a me mi fa onore e' che abbiamo salvato tutti quanti tranne questi qua" (riferito alle vittime, ndr) "che se non l'avessi fatto...". E ancora: "mi sono fidato della carta nautica e del Palombi che mi ha chiamato". Non e' chiaro - va a questo punto detto - se Schettino si riferisse a una persona effettivamente con cognome Palombi oppure al famoso comandante in pensione Palombo, di cui si e' tanto parlato in questa vicenda in riferimento ai cosiddetti 'inchini', e che forse nell'espressione vernacolare la vocale finale e' mutata.

Schettino continua a raccontare la manovra che ha effettuato, indicando alcune coordinate e assicurando al suo interlocutore che quanto gli ha raccontato e' la verita'. Successivamente riceve un'altra telefonata da una persona che lui chiama Comandante e lo mette a conoscenza che l'avvocato lo ha chiamato e gli ha spiegato tutto. In un'ulteriore telefonata intercettata, Schettino si autoaccusa dicendo che non doveva andare vicino (al Giglio, ndr) e non doveva uscire dalla navigazione e se ne doveva sbattere i co...ni" ma siccome "ci sono sempre 'sti benedetti con me a bordo'... 'Saluta a questo, 'Saluta a quello, Saluta cosi', ed ecco qua". Schettino riferisce inoltre che lui ha fiducia nell'azienda al cento per cento. C'e' poi un'altra intercettazione e riguarda i colloqui tra Schettino e il primo ufficiale, Ciro Ambrosio, nella stessa stanza. I due parlano di gradi della rotta, Schettino si chiede come sia stato possibile prendere lo scoglio; il primo ufficiale gli dice che quello contro cui la nave e' finita "non era uno scoglio elevato che si vedeva a occhio nudo" ma "qualcosa di sommerso che non si vedeva, non c'era niente sotto, non si vedeva niente". Al che Schettino aggiunge "e' quello che dico io". Ambrosio rileva poi che "non c'era nulla da scansare, e' la poppa che ha preso qualcosa di sommerso" che non e' segnato. Un'altra intercettazione telefonica evidenzia invece che Schettino a un suo interlocutore, di nome Albert, dice che al momento dell'accaduto lui si trovava sul ponte e c'era anche l'ufficiale ed erano passati a 028 (gradi della rotta, ndr) e che lo scoglio l'hanno preso lateralmente. "Tutti i venerdi' passava a cena, adesso perche' hanno rotto il cazzo, salutiamo a Palombi, salutiamo 'o vent', ed ecco qua adesso ho pagato tutto quello che si sa". (AGI) Vic/Dib 241838 GEN 12 NNNN 241838 GEN 12 NNNN

 TROVATO UN ALTRO CORPO, SALGONO A 16 I MORTI - I sommozzatori hanno trovato un altro corpo. Salgono cosi' a 16 i morti del naufragio della Costa Concordia. La vittima è stata identificata: si tratta di Luisa Virzi' di 49 anni, originaria di Enna. La donna viaggiava assieme all'amica Maria Grazia Trecarico, che risulta ancora dispersa.

DOMNICA: "HO SALVATO UNA BAMBINA" - Domnica Cermotan, 25 anni, la moldava che si trovava in compagnia del comandante Francesco Schettino sulla Costa Concordia, ora sta barricata nella sua casa in un brutto condominio di cinque piani sul viale Ion Creanga a Chisinau. Lo riferisce il settimanale OGGI che nel suo sito internet pubblica un video con il backstage dell'intervista che la ragazza concesse al quotidiano e alla tv locale "Adevarul" appena rientrata in patria. Nell'intervista Domnica afferma: "Il primo allarme", dice, "lo abbiamo sentito verso le 21.30 (l’orario è evidentemente impreciso, visto che l’urto fu successivo, ndr). È stata una segnalazione in codice. Ed è stato chiaro a tutti noi che la nave stava imbarcando acqua". Poi aggiunge: "Sono salita verso la plancia all’ottavo ponte, mentre agli altoparlanti annunciavano in molte lingue la presenza di un problema tecnico ai generatori...C’era buio. I miei colleghi sono scesi ad aiutare i passeggeri. Io mi sono fermata in plancia comando. Parlo le lingue e mi sono messa a disposizione del comandante nel caso avesse bisogno di fare altri annunci. Oltre al capitano, in quel momento erano presenti in plancia una ventina di persone tra ufficiali e direttori di crociera". Domnica racconta di essere rimasta in sala comando fino a quando la nave si è inclinata: "In quel momento il comandante mi ha ordinato di scendere e di mettermi in salvo. Sono scesa al buio fino al terzo ponte. Non conoscevo la nave e cominciavo a temere di non farcela". Infine racconta momenti drammatici: "La gente era nel panico, urlava e non ci ascoltava. Un papà aveva in braccio la figlia di tre mesi e teneva per mano un’altra bambina di tre anni. Ho cercato di calmarlo e l’ho consigliato di tenere in braccio tutte e due le bimbe. Gliel’ho gridato in faccia per quattro volte ma era come se non sentisse. Alla fine gli ho preso la bimba più piccola e gliel’ho passata quando lui e l’altra figlia erano già a bordo della scialuppa".

COSTA RIBADISCE"MAI AVUTO PC O ALTRO DA SCHETTINO" - La compagnia Costa ribadisce di non aver ricevuto il personal computer ne' altro da Francesco Schettino, il comandante (ora sospeso) della nave 'Costa Concordia'. L'azienda prende spunto da quanto riportato oggi da alcuni organi di informazione (specie quotidiani, ndr) circa una persona della stessa azienda che avrebbe ricevuto il pc di Schettino. La compagnia fa sapere di aver sentito la persona indicata - una donna, bionda, immortalata dalle immagini televisive e dalle foto accanto a Schettino la mattina di sabato 14 sul molo dell'Isola del Giglio - e quindi "smentisce categoricamente di aver ricevuto alcunche' dal comandante Schettino".

AQUILINO, DISPERSI VIVI?TEMPO GIOCA CONTRO DI NOI - "Lo vorrei sapere anch'io. Certo e' che il tempo gioca contro di noi". Lo ha detto il comandante provinciale dei Vigili del fuoco diGrosseto, ingegner Ennio Aquilino, ai giornalisti che domandavano che speranze ci fossero di trovare ancora in vita i 23 dispersi della nave Concordia. Aquilino ha ricordato che stamani l'attivita' di ricerca speleosub ha iniziato ad ispezionare parte del ponte 3, a meno 20 metri di profondita'. "La fase di ispezione aerea e' durata tutta la notte, la parte speleosub e' ripartita stamane", ha concluso.

GABRIELLI, ENTRO DOMANI PIANO RIFIUTI DA COSTA - "Ho inviato una lettera alla costa: entro domani devono presentarmi un piano rifiuti. Lettera inviata anche alla procura e alla Provincia". Lo ha spiegato, durante il briefing quotidiano con la stampa, il commissario delegato all'emergenza al Giglio, Franco Gabrielli.

CODACONS, TEST NON SOLO PER DROGA MA ANCHE ALCOL - Gli accertamenti di laboratorio sui campioni organici del comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, non devono mirare unicamente a verificare l'eventuale presenza di sostanze stupefacenti ma anche quella di alcol nell'organismo al momento del naufragio della nave. Lo chiede il Codacons che questa mattina ha posto il problema in procura a Grosseto. Alla richiesta del presidente Carlo Rienzi, accompagnato da un consulente di parte, i pm si sono pero' opposti. A questo punto nel pomeriggio il Codacons presentera' istanza formale in tal senso, sollecitando un urgente accertamento perche' ormai i tempi per verificare la presenza di alcol in un organismo sono ridotti al lumicino. Al massimo due settimane, ha poi spiegato il consulente del Codacons, professor Grimaldi.

KALLAS, OPPORTUNA RIFLESSIONE SU NUMERO PASSEGGERI - Il commissario Ue ai Trasporti Siim Kallas ha ribadito oggi che la Commissione si muove verso "norme piu' rigide di sicurezza" per il trasporto marittimo civile, anche se questa revisione delle regole e' partita gia' prima della tragedia del Giglio, e invita alla riflessione sulla portata delle navi passeggeri. Parlando ai deputati del Parlamento europeo a Bruxelles, Kallas ha smentito le voci in base alle quali la Commissione pensa anche a una riduzione del numero dei passeggeri consentiti nelle crociere. "La dimensione e' importante, ma se si seguono regole di sicurezza adeguate il numero di passeggeri e' ininfluente sulla sicurezza." Il commissario ha pero' successivamente lasciato intendere che una riflessione sulla portata delle navi passeggeri non e' da escludere, soprattutto quando si tratta di stabilire procedure di evacuazione. "Come si fa ad evacuare tutte queste persone?" si e' chiesto Kallas in riferimento alle migliaia di passeggeri che le navi da crociera possono accogliere al momento. Il commissario ha ripetuto il suo messaggio di cordoglio per le vittime del Giglio ma ha anche sottolineato che le operazioni di evacuazione della nave sono state condotte in modo professionale consentendo il salvataggio di oltre 4000 passeggeri. "Questo non va sottovalutato," ha detto il commissario Ue.

Costa Concordia dispersi 8

Nella foto, Maria D'Introna, 30 anni, di Biella, con il marito Vincenzo Rosselli; Maria era sul Concordia con il marito, ii suoceri e i cognati. Quando la nave si è inclinata si sono tuffati tutti e hanno raggiunto la riva a nuoto. Arrivato sull’isola, il gruppo si è reso conto che all’appello mancava soltanto Maria, che aveva il salvagente ma che era l'unica a non saper nuotare.Guarda la gallery

 

GABRIELLI, IRIDESCENZA LEGGERISSIMA - "Per l'iridescenza riteniamo che possa essere un idrocarburo leggerissimo". Cosi' il commissario delegato all'emergenza al Ciglio ha definito la macchia scura trovata ieri sera intorno alla nave Concordia.

GABRIELLI, 15 MORTI ACCERTATI, 23 DISPERSI - Sono 15 i morti accertati del disastro della Concordia, 23 i dispersi. Nove le persone identificate, 6 da identificare, sono tre uomini e tre donne. I dati sono stati forniti dal commissario delegato all'emergenza al Giglio, Franco Gabrielli durante il briefing quotidiano.



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