Scampia/ La vita? Si cambia in una palestra. Il reportage
A Scampia la sensazione di degrado è tangibile nonostante il pattugliamento di polizia ed esercito. Pochi negozi, angoli sporchi, spazi vuoti. Certo le istituzioni esistono e lavorano ma c’è pure l’antistato. Davanti alla palestra dei Maddaloni c’è la municipalità e accanto l’auditorium, centro di iniziative culturali di musica e teatro “almeno cinque sere a settimana” dice il presidente Carmine Malinconico. “Questo è il quartiere più giovane d’Italia, abitato da circa 54mila persone di cui il 37-38 per cento ha meno di 25 anni. E ci sono situazioni difficili, pregiudicati. Con finanziamenti di Regione e Comune e anche in collaborazione con privati, dal 2006 abbiamo incrementato le attività per i giovani. Lo sport è un’alternativa alla strada: circa 2mila ragazzi frequentano le varie palestre, piscine e campi di calcio”.
Alla Star judo club arrivano 800 persone, in passato anche 1200. Aperta nel 2005 in un locale del Comune, la palestra è gratuita (si pagano solo 50 euro l’anno associative) e bambini e genitori possono fare sport insieme. Un bel risultato ma il sogno dei Maddaloni è avere un grande impianto sportivo per togliere sempre più giovani dalla strada. Due mesi fa hanno presentato al ministro delle Politiche giovanili Meloni e a quello della Difesa La Russa un progetto di “Cittadella dello sport” nell’area dell’ex caserma di Miano. È lo stesso luogo che a fine marzo il governo avrebbe invece individuato per realizzare un cpt per clandestini, ipotesi resa nota e contestata dal sindaco di Napoli Iervolino. I Maddaloni aspettano una risposta e promettono di essere come “una goccia d’acqua che spacca le montagne”.



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