"Ma Saviano non risparmia nessuno". La replica di alcuni lettori alla lettera che Affari ha indirizzato all'autore di Gomora
La pubblicazione della lettera di Affari indirizzata a Roberto Saviano ha provocato parecchie reazioni nella rete italiana. In poche ore sono arrivati moltissimi commenti dai lettori: alcuni a favore, altri contrari, tutti ben argomentati. In particolare abbiamo ricevuto la lettera di Enzo e Alessandro, due "ragazzi del Sud" che ci hanno educatamente posto delle obiezioni. Per questo pubblichiamo volentieri il loro testo
Salve,
siamo dei Ragazzi del Sud che han letto la lettera dei 7 punti rivolti a Saviano. Avevamo delle obiezioni da porvi e speriamo che siano accolte dalla vostra chiara e onesta libertà "intellettuale".
"Sparare a zero sulla Lega..." vi sembra una affermazione appropriata per Saviano? Beh, Noi crediamo che lui abbia semplicemente citato un episodio, curato tra l'altro ampiamente da uno speciale di sky tg (senza contraddittorio), casualmente proprio in un periodo in cui un esponente politico quale Letizia Moratti dichiarava: "La mafia al Nord?Fatemela vedere!".
Voi sostenete che la mafia al Nord esista da sempre ma il messaggio di Saviano sembrava essere il vostro medesimo, che tra l'altro ribadite nell'articolo. Il fatto che il messaggio non venga alla luce di fronte ad una popolazione di circa 60 milioni di persone mentre voi sottolineate che circa 9 milioni di persone non abbiano avuto una informazione integrale, soltanto perchè si cita uno degli ultimi casi di magistratura che riguardano un leghista, lascia molto riflettere... Forse Saviano avrebbe dovuto citare gli onorevoli verdi che a Pontida urlavano "abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il tricolore!" oppure l'on. Borghezio definirci zingari, o ancora il Salvini cantare "napoletani terremotati, col sapone non vi siete mai lavati"?
Dove sta la novità? Forse che Saviano parli di mafia in una delle regioni più leghiste di sempre? Di certo, quando ha parlato di camorra, non ha risparmiato il Centro-sinistra.
Quello che Noi abbiamo percepito ,senza l'irrinunciabile garanzia del contraddittorio, è che un mafiologo parlasse della pericolosità del fattore migratorio di un fenomeno, inquadrato storicamente al Sud. Fenomeno, riguardo al quale lo stesso Miglio esprimeva un'idea di costituzionalizzazione (concetto profondamente diverso dalla istituzionalizzazione che voi menzionate nell'articolo in questione) e una chiara visione di "tipicità di un territorio". Una visione largamente errata e per di più ereditata, come dimostrano i fatti.
Come scriveva Salvemini "le parole non definite posseggono un fascino che manca alle parole il cui significato è chiaro"... estrapolare l'assurdità del Meridione al modello europeo e un "clientelismo BUONO" non sembra assolutamente che abbia la necessità del fascino di un'intera opera illuminata.
Ciò che sul serio ci fa riflettere, sulle vostre conclusioni, è questo struggente paternalismo nei confronti di poveri e indifesi telespettatori, a vostro giudizio ignoranti. Tutti posseggono capacità di pensiero e tutti ricordano le prime pagine de "La Padania" che difendevano,questa volta gli elettori,dalla mafia che passava per Fininvest,dagli appalti truccati e che quindi aveva a cuore che quel nord non si infettasse di prodotti tipici del Sud. Allora perchè ora un contraddittorio?
In ultimo, nell'articolo scrivete che il defunto Miglio non sia noto dal grosso della popolazione italiana quale politologo...ma dai recenti fatti di Adro,abbiamo potuto desumere il suo pensiero ben in linea con una concezione lontana dal senso di costituzionalità,da quello civico e ovviamente da quello di contraddittorio. Dal quale ovviamente prendiamo le nostre distanze.
Cordialità,
Enzo e Alessandro



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