Satellite Nasa in picchiata sul nord Italia. Grande come un bus, giallo su dove cadrà. I consigli

Venerdì, 23 settembre 2011 - 08:31:34
Satellite

C’è un pezzo di alluminio pesante più o meno 150 chili che potrebbe – ma le probabilità che arrivi da noi sono poche poche, e quelle che colpisca persone o edifici ancora di meno – piombare sul territorio italiano. Questo e altri pezzi del satellite scientifico della Nasa Uars (Upper Atmosphere Research Satellite, un bestione da 5,5 tonnellate grosso come un autobus) potrebbero effettivamente piovere nell’Italia settentrionale, in una fascia che va dal Trentino alla Lombardia, dal Piemonte alla Liguria, e se questo dovesse avvenire l’impatto sarebbe previsto tra le 21,25 e le 22,03. Si chiama "Uars". O meglio: Upper atmosphere research satellite. È questo il nome esteso del veicolo spaziale della Nasa che nel settembre del 1991 è stato agganciato nell'orbita della navetta Discovery e che, dopo vent'anni di fluttuazioni, rischia di disintegrarsi sul nostro paese.

In realtà, ancora non si sa molto, e lo stesso Comitato operativo presieduto dalla Protezione civile che si è riunito ieri per valutare rischi e suggerimenti da dare avverte che dato che il rientro del satellite è così problematico, è probabile che soltanto un’ora, un’ora e mezza prima della distruzione nei cieli di Uars, prevista tra le 19 di stasera e le 3 di domani mattina, si possa riuscire a circoscrivere con precisione la destinazione finale dei frammenti.

I RISCHI- Il rischio stimato per il momento di caduta di uno dei pezzi del satellite sul territorio italiano è pari allo 0,9 per cento. Poco ma non pochissimo: in ogni caso il capo della Protezione civile Franco Gabrielli ieri ha spiegato al termine di una delle riunione del Comitato operativo che non ci sarà nessuna evacuazione dei cittadini che abitano nelle zone "a rischio", "anche perché dovremmo evacuare circa 20 milioni di persone".

"Ci troviamo di fronte a un evento di cui non c'è letteratura - ha detto Gabrielli -, perché la stragrande maggioranza di questi frammenti cade in mare o in zone deserte. Dunque stiamo cercando di mettere in piedi per la prima volta un sistema di autoprotezione che passa innanzitutto per un’informazione trasparente, chiara e tempestiva". Al momento, alla popolazione delle aree dove ci sarà l'impatto si suggerisce di evitare i luoghi aperti e i piani alti degli edifici. Meglio stare sotto le architravi dei muri portanti o nelle zone ad angolo delle proprie case.

LA COLLISIONE- Niente esagerazioni, dunque. Ma semplici dati. Come quelli diffusi nei giorni scorsi dagli esperti: il nord Italia è sulla traiettoria del satellite Nasa «Uars». I frammenti della navetta che pesa 6,4 tonnellate ed è lunga 10,5 metri, potrebbero piovere dal cielo arrivando in Trentino, in Alto Adige. Oppure in Veneto, Friuli Venezia Giulia, Val d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna. L'area di caduta è ampia. Oltre 800 chilometri. Un raggio sotto la lente d'ingrandimento degli esperti. Ma secondo la protezione civile solo un'ora prima dell'impatto sapremo definire con certezza la zona dello schianto delimitando le regioni ad alto rischio.

GAS TOSSICI- I frammenti di satellite possono sprigionare gas tossici (idrazina): "chiunque avvistasse un frammento dovra' segnalarlo immediatamente alle autorita' e comunque dovra' mantenersi a una distanza di almeno 20 metri". E' una delle "norme di auto-protezione" fornite dal dipartimento della Protezione civile in relazione al rischio che uno o piu' d'uno frammenti del satellite Uars, vicino al rientro nell'atmosfera terrestre, possano cadere sul nord Italia. "Eventi di questo tipo e casi reali di impatto sulla Terra, e in particolare sulla terraferma, sono assai rari - premette il dipartimento - Pertanto non esistono comportamenti di autotutela codificati in ambito internazionale da adottare a fronte di questa tipologia di eventi". Tuttavia, sulla base delle informazioni attualmente rese disponibili dalla comunita' scientifica, cosi' come confermato in sede di Comitato Operativo, e' possibile fornire "indicazioni utili alla popolazione affinche' adotti responsabilmente comportamenti di auto protezione qualora si trovi, nelle due finestre temporali d'interesse per l'Italia, nei territori potenzialmente esposti all'impatto". In particolare: - "e' poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici, che pertanto sono da considerarsi piu' sicuri rispetto ai luoghi aperti"; - "i frammenti impattando sui tetti potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilita' delle singole strutture, si puo' affermare che sono piu' sicuri i piani piu' bassi degli edifici"; - "all'interno degli edifici i posti strutturalmente piu' sicuri dove posizionarsi nel corso dell'eventuale impatto sono i vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli piu' spessi)"; - "e' poco probabile che i frammenti siano visibili da terra prima dell'impatto".

I CALCOLI DELLA NASA- Nel frattempo gli esperti continuano a fare i loro calcoli, e ad aggiornare le simulazioni. La faccenda non è facilissima, perché Uars non segue le nuove indicazioni stabilite dalle agenzie spaziali per ridurre al massimo i rischi: costruire i satelliti in modo che al rientro nell’atmosfera si spacchino in pezzi più minuti e meno pericolosi, oppure capaci di essere spostati in orbite di parcheggio o su traiettorie di rientro "sicure", su oceani o aree disabitate. Uars però è del 1991, e all’esplosione resisteranno 26 pezzi: si va dai 150 chili a sei etti di peso. Nella storia dell’esplorazione spaziale non è mai successo, speriamo che anche stavolta nessuno sia colpito. Certo è che alla Nasa qualcuno ha sbagliato qualche calcolo.

I CONSIGLI- Scegliere luoghi chiusi, restare nei piani più bassi degli edifici e posizionarsi nei vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi). Sono i consigli alla popolazione stilati dalla protezione civile per limitare danni eventuali che il satellite  potrebbe generare entrando in contatto con l'atmosfera.
Il decalogo del dipartimento si rivolge a tutti affinché si adottino responsabilmente comportamenti di "auto-protezione" qualora ci si trovi nei territori potenzialmente esposti all'impatto.
tecnica in merito alle sostanze eventualmente presenti.

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