Sarah, c'è la svolta: Sabrina portata via da casa incappucciata

Venerdì, 15 ottobre 2010 - 11:50:00

IL RESTROSCENA

Dal'ansia agli sms, tutti i dubbi su Sabrina

LA CRONACA

La tragica morte di Sarah. Lo zio: "Così l'ho uccisa". L'INTERROGATORIO

Sarah/ Lo zio confessa: "L'ho stuprata da morta"

L'INTERVISTA

Sarah, l'avvocato della madre ad Affari: "Forti sospetti sullo zio dopo il ritrovamento del telefono"

IL COMMENTO

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Nel giallo di Sarah Scazzi c'è la svolta: Sabrina Misseri, incappucciata, è stata portata via da casa dai carabinieri per essere condotta in Procura a Taranto. Lì si sta nche l'avvocato Vito Russo del foro di Taranto, amico della ragazza.

Intanto Michele Misseri, l'uomo che ha confessato di aver ucciso la nipotina Sarah Scazzi, si trova assieme al suo avvocato d'ufficio Daniele Galoppa nella sua abitazione di via Deledda ad Avetrana. L'uomo è stato prelevato all'alba dalla sua cella nel carcere di Taranto. Misseri è accompagnato dal legale e dagli agenti della polizia penitenziaria, e sul luogo è presente anche il sostituto procuratore Mariano Buccoliero, che coordina le indagini.

I carabinieri stanno eseguendo rilievi nel garage-cantina in cui l'uomo afferma di aver ucciso la quindicenne. In questo caso, non è escluso che i militari siano alla ricerca dei vestiti di Sarah, che Misseri ha detto di aver bruciato dichiarando l’intenzione di indicare il luogo dove avrebbe effettuato l’operazione

LO ZIO NON DICE LA VERITA' - Certo la violenza sessuale su Sarah non potrà essere provata, ma la verità sta venendo a galla. Dalla sim al telefonino, i dubbi sui Misseri sono tanti, come molti sono quelli su Sabrina. Così come i tabulati telefonici dicono chiaramente che dal momento in cui Sarah arriva a casa della cugina Sabrina, fino a quando secondo la confessione dello zio è stata uccisa, passano sei minuti. Troppo pochi. E poi le numerose impronte digitali trovate sul telefonino. I carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche (Ris) Roma hanno trovato tracce di impronte digitali di diverso tipo sul cellulare di Sara. Il telefonino venne consegnato ai carabinieri dallo stesso omicida, privo di batteria il 29 settembre. L'uomo disse, per depistare gli investigatori, di averlo trovato casualmente vicino a rami e foglie secche bruciate in un podere in cui aveva lavorato la sera prima

Anche Daniele Galoppa, difensore di Michele Misseri, lo zio assassino
, crede che il suo assistito non abbia detto tutto sulla vicenda e sull'omicidio della nipotina. "Mi ha detto che si è pentito per la prima volta fin dal momento in cui ha bruciato i vestiti" racconta il legale. Alla domanda se sia convinto che Misseri abbia detto tutta la verità, l'avvocato Galoppa replica: "No, soprattutto per le fasi dell'omicidio". L'avvocato nutre infine timori per l'incolumità di Michele Misseri: "Mi ha riferito di sentire alcune voci di detenuti che gridano e ha capito che è per lui".

COPRE QUALCUNO - "Per la prma volta, gli ho chiesto se si fosse pentito del suo gesto e mi ha detto di si, ma non ha mai espresso il desiderio di volersi suicidare."  Sono andato a trovare il mio assistito in carcere - ha aggiunto il legale - e l'ho visto ancora sotto effetti di farmaci tranquillanti. I miei dubbi mi hanno portato a ritenere che ci fossero grosse incongruenze nella testimonianza rilasciata dal Misseri, ed è anche per questo che ho chiesto l'istanza al GIP per la perizia psichiatrica, per capire se il mio assistito era o no capace di intendere e di volere al momento fatto. Ma chiedo anche se il mio assistito abbia o meno la capacita' di partecipare alle vari fasi del processo. Ho molti dubbi". Misseri non avrebbe detto tutta la verità, e coprirebbe qualcuno: secondo il legale, qualcuno a cui vuole troppo bene, al punto da sacrificarsi lui stesso.

ABITUATO AL SACRIFICIO - Misseri è un uomo abituato al sacrificio, a sacrificare se' stesso. Ieri mi ha chiesto come stava Valentina, ma non ha chiesto niente dell'altra figlia, Sabrina".

"La contraddizione della testimonianza del mio assistito a proposito dell'uso del verbo al plurale, subito corretto, che farebbe pensare ad un eventuale complice nell'omicidio di Sarah - ha aggiunto - è una goccia nell'oceano delle contraddizioni, e tra le molte contraddizioni questa mi sembra marginale. Michele Misseri è un uomo abituato a sacrificare sé stesso per tutelare qualcuno. Ieri, nel momento in cui gli chiedevo di raccontarmi la sua giornata standard, mi ha detto che era solito svegliarsi alle 3 e mezza del mattino per aiutare la famiglia nei lavori domestici prima di andare a lavorare. Ieri la figlia Sabrina si è recata in carcere - ha concluso - ma non le hanno consentito di parlare con il padre".

LA VIOLENZA NON PUO' ESSERE PROVATA - "Se venisse provato che la violenza sul corpo di Sarah non c'è stata, la situazione cambierebbe radicalmente", dice ancora l'avvocato.  "Misseri - ha aggiunto il legale - ha chiesto particolarmente della figlia Valentina, perche' temeva fosse tornata a Roma, ma tengo a precisare che non ha trascurato il resto della famiglia".

I TABULATI - Sono i tabulati telefonici a dare riscontro ai dubbi degli inquirenti e dell'avvocato dello zio orco. Misseri non era solo. Cerchiamo di capire perché. Sarah è arrivata nella cantina-garage alle 14.36. Alle 14.42, sempre secondo i tabulati, il cellulare di Sara squillò per l’ultima volta (la chiamava la cugina Sabrina). A quell'ora, secondo la confessione di zio Michele, Sara era già morta da pochi istanti.  


Lo zio di Sarah e il ritrovamento del corpo
LE IMMAGINI

Sei minuti. In sei minuti l'arrivo, la discesa in garage, la morte. Senza che Sabrina si accorgesse di nulla. Troppo pochi anche perchè il reo confesso parla di cinque o sei minuti, solo per strangolarla. Il tracciato telefonico preso in esame è quello che ha segnato le ultime quattro chiamate tra il telefonino di Sara e quello della cugina Sabrina. Come sappiamo dovevano andare al mare, con la terza amiche, Mariangela Spagnoletti.

Alle 14.24 Sabrina invia un messaggio alla cugina per confermare l’ora dell’appuntamento. Dopo due minuti è sempre Sabrina ad inviare un secondo sms per chiedere conferma a Sara dell' vvenuto ricevimento del messaggio precedente. Sara li ha letti entrambi e alle 14.28 in punto fa uno squillo a Sabrina per far capire che è tutto ok.  

La quindicenne parte da casa con l’auricolare (sparito) collegato al telefonino con la sua musica preferita. Calcolando il suo passo svelto, copre il percorso sino a casa degli zii in circa otto minuti. Sono le 14.36 quando arriva al civico di via Deledda dove l’aspetta la cugina Sabrina. Sei minuti dopo da quell'istante, volendo credere alla versione dello zio, il suo cuore non batteva già più e il suo corpo era coperto sotto un cartone nascosto nel vano sottostante la casa dei Misseri. Ma la figlia Sabrina lo contraddice giurando che quando lei ha chiamato Sara in quell’ultima telefonata dei sette squilli, il padre si trovava fuori dal garage. Ne è sicura, com’è sicuro che l’orologio segnava le 14.42, sei minuti dopo l’arrivo della cugina. Se è vero questo, allora dov’era in quel momento Sara? Chi la tratteneva? E' questo quello che non torna.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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