Avetrana/ Sarah uccisa da Sabrina e Cosima. L'ordinanza del gip
Concorso in omicidio volontario. Questa l’accuse che ha portato in carcere Cosima Serrano,
la moglie di Michele, la mamma di Sabrina. Il suo nome era finito nel registro degli indagati solo qualche giorno fa per un atto dovuto, visto che erano stati disposti accertamenti tecnici irripetibili presso il Ris di Roma. Ad accusare Cosima, secondo la procura, ci sarebbe un rapporto dei Ros secondo cui il giorno della scomparsa (e della morte) di Sarah, il telefono di Cosima Misseri alle 15.25 si trovava in garage. Secondo i militari, i telefoni della famiglia Misseri quando sono nell’abitazione agganciano una cella Umts. Cella, questa, che non viene agganciata quando i telefoni si trovano nel garage interrato vicino all’abitazione.In questo caso i segnali dei telefonini vengono ritrasmessi da una cella Gsm che non verrebbe mai captata - ma si tratta di ipotesi investigative - quando i telefoni si trovano sul piano stradale, nella veranda oppure nell’abitazione dei Misseri. I telefonini di famiglia, comunque, non sono dotati di dispositivo satellitare Gps, quindi è estremamente difficile rilevarne con precisione l’effettiva ubicazione. Ora Cosima è accusata di concorso in omicidio volontario, Sabrina di omicidio premeditato e Michele di "occultamento di cadavere in seguito a ordine". Secondo questa ricostruzione, Sarah sarebbe stata uccisa in casa da Sabrina con l’aiuto di Cosima, mentre a Michele sarebbe poi stato ordinato di sbarazzarsi del cadavere.
CONCETTA: MIA SORELLA E' UN'ASSASSINA- "Le direi che è un'assassina". Così Concetta Scazzi, la mamma di Sarah, risponde al Tg5 all'indomani dell'arresto di Cosima Serrano, la madre di Sabrina Misseri e moglie di Michele, finita anche lei ieri in carcere per l'omicidio della 15enne di Avetrana. A nove mesi dal delitto, Concetta assiste all'ultimo colpo di scena.
Alla domanda che le chiede se c'è giustizia per Sarah, Concetta replica: "La giustizia umana è inadempiente, purtroppo. Io spero sempre in quella divina, l'ho detto e lo ridico". Ma ora ci siamo? "Sotto certi aspetti sì, poi dobbiamo vedere in futuro", dice Concetta. Ma si aspettava che sua sorella Cosima la tradisse così? "No, per quale motivo mi deve tradire?", si domanda Concetta, che si fidava di Cosima "come una sorella". Ieri, l'arresto, quelle terribili accuse di concorso in omicidio e soppressione di cadavere. E oggi, se avesse Cosima davanti cosa le direbbe Concetta? La risposta è secca: "Che è un'assassina".
DAVANTI ALLA CASERMA - Al momento dell'arresto di Cosima davanti alla caserma dei carabinieri di Avetrana si è radunata una folla di donne e bambini che gridano verso l’auto che porta Cosima: "Assassina!".
LA RICOSTRUZIONE - Sarah sarebbe arrivata a casa Misseri intorno alle 14 del 26 agosto. Sabrina la invita a entrare, deve dirle qualcosa, ha già deciso di vendicarsi e di punirla. Sabrina, gelosa delle attenzioni di Ivano Russo per la cuginetta, non poteva sopportare che Sarah avesse raccontato a tutti quello che era accaduto in auto tra lei e il cuoco la notte di San Lorenzo. Sabrina si spogliò e Ivano la invitò a rivestirsi. Un rifiuto insopportabile, uno smacco che aveva lasciato il segno. Intorno alle 14.05 Sarah entra in casa Misseri.

L'arresto di Cosima Misseri
LE IMMAGINI
Sabrina ha già deciso tutto, l'incontro era premeditato. Litigano. Sabrina mette le mani al collo della cuginetta, prende una cintura e la strangola. Accanto c'è la madre Cosima, che no interviene per fermarla. Vede e sente tutto. Il corpo di Sarah rimane a terra esanime, probabilmente in cucina. Poi mamma e figlia svegliano Michele, che stava dormendo. Gli ordinano di aiutarle a liberarsi del cadavere. Portano il corpo di Sarah in garage, lo caricano in auto e lo portano all'"albero del fico", dove rimane, seminudo, per ventiquattro ore.
In un primo momento Sabrina pensa di denunciare uno stupro, per creare la paura del mostro. Poi desiste e cambia idea. Il giorno dopo tutti e tre tornano insieme dove avevano lasciato il corpo della 15enne e decidono di calarlo nella cisterna, dove sarà trovato il 7 ottobre.
La nuova ricostruzione dei fatti non tiene conto delle dichiarazioni di Michele Misseri, ritenuto inattendibile visti i numerosi cambiamenti di versioni. Tutto si basa su una serie di verifiche tecniche. Nel mirino del Ros sono finiti soprattutto migliaia di sms tra Sabrina e Ivano, definito solido "movente dell'omicidio". A incastrare Cosima sono state invece le celle telefoniche che hanno agganciato il suo cellulare il 26 e il 27 agosto. Cosima mente. Dice di non essere stata nel garage e nella zona del posso, ma i dati raccontano un'altra storia.
L'ORDINANZA - Nell'ordinanza di 90 pagine il gip Martino Rosati riporta i colloqui tra Cosima Serrano e il Marito Michele intercettati durante le visite nel carcere. Cosima viene così descritta: "Un tenace avvocato difensore che bene ha studiato gli atti, che contesta al dichiarante (il marito ndc) le sue precedenti affermazioni". Tra le frasi sospette: "Così tu mi dicesti l'altra volta...se ci stanno le intercettazioni vedi come esce...se ci stanno le cose si sentono e vedi...". Cosima in un altro passaggio, scrive il gip, "e conclude con la rampogna per non avergli dato retta ("quando ti davo i consigli io, mai sentita, mai mi ricordo")". Numerose anche le trascrizioni dei messaggi sms tra Sabrina Misseri e Ivano Russo nei giorni immediatamente precedenti al delitto, il cui significato, secondo gli inquirenti, rafforzerebbe il movente della gelosia. Molto dettagliato anche il rapporto del Ros, sempre nella stessa ordinanza del gip, che colloca il telefono di Cosima nella cantina nei minuti successivi all'ora del delitto.
NO AL SEQUESTRO DI PERSONA - Non è contestato il sequestro di persona nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere notificata a Cosima Serrano e a sua figlia Sabrina Misseri per i reati legati all'uccisione di Sarah Scazzi. Il gip, Martino Rosati, ha respinto la richiesta dei pubblici ministeri per i reati indicati negli articoli 110 e 605 (sequestro di persona) del codice penale. I pm contestavano a Cosima Serrano e alla figlia Sabrina, in concorso tra loro, il fatto che "operando materialmente la Serrano, privavano della libertà personale Scazzi Sarah, costringendola con tono minaccioso a salire sulla autovettura della predetta Serrano e portandola presso la loro abitazione contro la volontà della minore".
STRANGOLATA IN CASA TRA LE 14 E LE 14.20 - "Sarah Scazzi è stata strangolata all'interno dell'abitazione della famiglia Misseri, circa tra le 14 e le 14 e 20. A quell'ora, in quell'edificio (comprensivo, in tal definizione, sia dell'abitazione in senso proprio che del garage), c'erano Michele Misseri, sua moglie Cosimo Serrano, e la loro figlia Sabrina: tra costoro, quindi, bisogna cercare l'assassino, o gli assassini, della ragazzina".
IL MOVENTE E' LA GELOSIA - "Per uccidere occorre avere un motivo, e anche piuttosto cogente": lo sottolinea il gip di Taranto Martino Rosati nell'ordinanza di custodia cautelare per Cosima Serrano e Sabrina Misseri. E il movente "cogente" è - secondo il gip - la gelosia che Sabrina nutriva per il suo amico Ivano Russo del quale era invaghita e che temeva che la piccola Sara gli sottraesse. "Per uccidere qualcuno - scrive il giudice - tanto più se si tratta di un'adolescente di 15 anni e di una persona di famiglia, nonchè di un'azione lesiva non esauritasi 'uno momento' bensì protrattasi - come hanno convenuto, almeno su questo punto, tutti i consulenti medici delle parti - per non meno di un paio di minuti, occorre avere un motivo ed anche piuttosto cogente. E Sabrina Misseri lo aveva, lo ha taciuto ed ha tentato, con ogni mezzo, di tenerlo nascosto agli inquirenti: la sua gelosia per Ivano Russo, del quale era innamorata ma non completamente ricambiata, e che temeva le venisse soffiato dalla più avvenente cugina, ormai non più bambina".
CONCORSO MORALE, COSIMA NON FERMO' SABRINA - Cosima Serrano ha avuto "un nitido e decisivo concorso morale nel delitto, sotto il profilo del rafforzamento del proposito omicidiario della figlia Sabrina": lo scrive il gip del tribunale di Taranto, Martino Rosati, nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere per Cosima Serrano e sua figlia Sabrina Misseri, per l'uccisione di Sarah Scazzi. Per il giudice, Sabrina "confortata, se non altro, dall'inerzia della madre, presente al fatto e non intervenuta in alcun modo per impedirlo, ha tratto da ciò quel sostegno morale decisivo per insistere in un'azione così drammatica per tutto quel tempo, fino a condurla a termine». Cosima Serrano, dunque, "ha offerto alla figlia - scrive ancora il Gip - un contributo, quantomeno agevolatore, nella realizzazione dell'omicidio, e va perciò ritenuta concorrente in tale reato".
STRANGOLATA E PORTATA IN CAMPAGNA - Secondo la ricostruzione dell'uccisione di Sarah Scazzi fatta dal Gip nell'ordinanza di custodia cautelare emessa ieri, Sarah venne strangolata con una cintura il 26 agosto 2010 in casa Misseri, tra le 14 e le 14,20. A quell'ora nell'edificio, cioè tra abitazione e garage, c'erano Michele Misseri, sua moglie Cosima Serrano, e la loro figlia Sabrina, ritenuta dagli inquirenti autrice materiale del delitto. Dopo che Sarah era stata strangolata, Sabrina Misseri e Cosima Serrano, insieme con Michele Misseri, avrebbero soppresso il cadavere, aiutando lo stesso agricoltore a trasferire il cadavere fuori dalla casa e a nasconderlo nell'auto Seat Marbella di Michele Misseri. Il cadavere venne poi trasportato in contrada Mosca, nelle campagne tra Avetrana (Bari) e S.Pancrazio Salentino (Brindisi), per essere gettato in un pozzo-cisterna che venne poi chiuso.


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