Sarah/ Sabrina al Riesame
E dopo il no alla perizia psichiatrica su Michele Misseri, l´inchiesta sul delitto di Avetrana si appresta a vivere due nuovi momenti decisivi. Si torna in camera di consiglio per il riesame proposto dai difensori di Sabrina Misseri contro l´ordinanza di custodia cautelare che la tiene dietro le sbarre dal 15 di ottobre. Due giorni fa il primo round si era risolto in un nulla di fatto. La difesa della ragazza aveva chiesto termine per esaminare l´imponente mole di documenti presentati in aula dalla procura.
Intanto, nuove clamorose rivelazioni pendono sull’inchiesta. Sono quelle che promette di fare Valentina Misseri, la figlia maggiore di Michele e sorella di Sabrina. In un’intervista trasmessa ieri sera da «Chi l’ha visto», la ragazza ha ribadito che, durante il colloquio avuto con il padre, lui ha chiamato in causa altre persone. «Non posso dire - ha spiegato Valentina - i nomi che ha fatto mio padre a me guardandomi negli occhi ed era sicuramente sincero». Per la giovane, il padre «è stato imbeccato, non è tutta farina del suo sacco».
Secondo Valentina, Michele non comprende i termini giuridici, non si rende conto di quello che dice. «Spiegategli cos’è il concorso in omicidio - ha sostenuto la figlia - sicuramente si vergogna di ammettere che è ignorante, magari pensa che è come un concorso a premi». E poi «sono ancora troppe le cose su cui mi padre continua a mentire». Ad esempio, il lavoro di becchino in un cimitero tedesco. «Lui non ha mai fatto il becchino in Germania - ha affermato Valentina - ma soltanto il muratore. Qualche volta, quando non avevano altro lavoro, li chiamavano a fare le fosse con la ruspa nel cimitero, ma non ha mai fatto altro, non ha mai visto un cadavere».
Gli inquirenti di Taranto intanto hanno iscritto nel registro degli indagati Cosima Serrano e Valentina Misseri. Secondo i pm avrebbero ostacolato le indagini. Stando alle indiscrezioni madre e figlia hanno tentato di fare pressioni su Michele Misseri affinché cambiasse avvocato e di conseguenza linea difensiva. Tutto per cercare di salvare Sabrina dalle accuse del padre.
INCIDENTE PROBATORIO PER MISSERI - Intento è stata fissata a venerdì 19 novembre dal gip del Tribunale di Taranto, Martino Rosati, la data dell'incidente probatorio con interrogatorio di Michele Misseri. Il giudice ha scelto di effettuare l'incidente probatorio che cristallizza l'interrogatorio in vista del processo per la pressione psicologica che grava su Michele Misseri. Quest'ultimo ha fornito diverse versioni dell'accaduto. Giovedì 11 è prevista invece la nuova udienza del Tribunale del Riesame che dovrà decidere sull'istanza di scarcerazione presentata dai legali di Sabrina, gli avvocati Vito Russo ed Emilia Velletri.
IL MOVENTE E' LA GELOSIA - "Sabrina voleva stare con me, ma le dissi di no". Ivano Russo, il giovane di cui le due cugine Sarah Scazzi e Sabrina Misseri erano entrambe infatuate, ha raccontato agli investigatori che la figlia di Michele avrebbe tentato, il 20 agosto, di allacciare con lui un rapporto sentimentale. Ma lui l'avrebbe respinta. Si fa più concreta dunque, nella intricata vicenda dell'omicidio Scazzi, la pista della gelosia come possibile movente per l'assassinio.
Le testimonianze che avvalorano questa ipotesi non sono soltanto quelle di Ivano. Tra le carte che la procura ha presentato al tribunale del Riesame per ottenere che Sabrina resti in carcere risulta anche una dichiarazione della signora Anna P., ritenuta dagli investigatori un macigno ai danni di Sabrina. La donna, in tempi non sospetti, avrebbe infatti raccolto uno sfogo disperato della più giovane dei Misseri che risulterebbe fondamentale tra gli indizi a suo carico. Tra le testimonianze prodotte dall'accusa, tra l'altro, ci sono anche quelle di due amiche di Sabrina che avevano raccontato di come Sarah prendesse in giro la cugina: "Sarah diceva in paese che Ivano aveva scaricato Sabrina".



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