Sarah, , in caercere la cugina Sabrina. Il padre: mi ha aiutato a ucciderla

Sabato, 16 ottobre 2010 - 09:35:00

IL RESTROSCENA

Dall'ansia agli sms, tutti i dubbi su Sabrina

LA CRONACA

La tragica morte di Sarah. Lo zio: "Così l'ho uccisa". L'INTERROGATORIO

Sarah/ Lo zio confessa: "L'ho stuprata da morta"

L'INTERVISTA

Sarah, l'avvocato della madre ad Affari: "Forti sospetti sullo zio dopo il ritrovamento del telefono"

IL COMMENTO

Sciarelli, un culo pazzesco, ma ora Chi l'ha visto è morto con Sarah

Sciarelli, Chi l'ha vista la dignità, di Pietro Mancini

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Sarah/ La sensitiva Rosemary ad Affari: "La vedo morta. La madre? Nasconde qualcosa"

Sabrina Misseri è stata arrestata con l’accusa di concorso in omicidio e sequestro di persona. «Il fermo - recita il comunicato della Procura - è stato adottato a conclusione di un’intensa giornata di riscontri investigativi condotti in Avetrana alla presenza di Michele Misseri», padre della ragazza.

La cugina di Sarah Scazzi ha lasciato nella notte la caserma della Compagnia dei carabinieri di Manduria. Nell'interrogatorio non ha fatto alcuna ammissione di responsabilità. La vettura è uscita da un ingresso secondario, scortata da due auto dei militari, mentre molte i giornalisti e le telecamere delle tv erano impegnate nelle dirette con le redazioni, proprio davanti all’ingresso principale della caserma. Sabrina trascorrerà la nottata in un carcere, probabilmente nella sezione femminile di quello di Taranto.

Sarebbero state alcune ammissioni da parte di Michele Misseri, lo zio di Sarah Scazzi che ha ammesso di aver compiuto l'omicidio, a far insistere gli investigatori sul ruolo della figlia Sabrina. "Il fermo di Sabrina è conseguente alle dichiarazioni accusatorie fatte oggi da Michele Misseri", hanno spiegato il difensore dell’uomo, l'avvocato Daniele Galoppa e il legale della ragazza Emilia Velletri. La svolta nelle indagini sarebbe avvenuta al termine dell’interrogatorio del genitore, svolto nel primo pomeriggio nella stessa caserma, che avrebbe fornito nuove versioni e ricostruzioni dell’omicidio, e che non avrebbe avuto un confronto con la figlia, ascoltata successivamente dagli inquirenti, prima come persona informata sui fatti e poi con l’ipotesi accusatoria di occultamento di cadavere.

La cugina di Sarah avrebbe avuto quindi un ruolo nell’omicidio della quindicenne, e in seguito avrebbe concorso con il padre Michele, reo confesso per il delitto, nell’occultamento del cadavere della ragazza. La prima notizia di un coinvolgimento di Sabrina è trapelata nel tardo pomeriggio mentre la ragazza veniva ascoltata dal procuratore di Taranto, Franco Sebastio, e dai pm inquirenti Pietro Argentino e Mariano Buccoliero. Sei ore di interrogatorio durante le quali la cugina di Sarah avrebbe fornito la sua ricostruzione dei fatti su quanto accaduto tra le 14:30 e le 14:42 del 26 agosto scorso, giorno in cui la ragazza è stata uccisa dallo zio Michele nella rimessa di casa Misseri.

In particolare, secondo un'ipotesi di ricostruzione dei fatti, ma si tratta solamente di indiscrezioni, Sabrina avrebbe attirato in quella giornata di agosto Sarah, con la quale doveva recarsi al mare, nel garage dove è stato compiuto l'omicidio, tenendola ferma mentre il padre Michele la strangolava. Sabrina avrebbe anche aiutato il padre a nascondere il corpo della cugina. Le prime ammissioni dell'uomo sul coinvolgimento della figlia Sabrina hanno portato a nuovi interrogatori, prima del padre e poi della stessa Sabrina.

La svolta del fermo per l'accusa di concorso in omicidio è arrivata nella tarda serata di una giornata che si era aperta con i carabinieri del Reparto operativo di Taranto e del Ris che hanno eseguito un esperimento giudiziale, accompagnati da Misseri, nel garage nel quale la quindicenne è stata strangolata. L’esperimento è continuato poi nel casolare in cui lo zio ha abusato sessualmente del cadavere di Sarah, fino al pozzo in cui il corpo della piccola è stato nascosto da Michele Misseri per 42 giorni: dalla scomparsa della ragazzina, il 26 agosto, alla sera della confessione dell’uomo, il 6 ottobre scorso. Durante i sopralluoghi, lo zio-assassino avrebbe spiegato nei minimi particolari come avrebbe strangolato Sarah, dove è caduto a terra il corpo della ragazza, dove è caduto il suo cellulare, che nell’urto al terreno si sarebbe aperto perdendo la batteria.


Lo zio di Sarah e il ritrovamento del corpo
LE IMMAGINI

 

I TABULATI TELEFONICI E LA SVOLTA- Sono i tabulati telefonici a dare riscontro ai dubbi degli inquirenti e dell'avvocato dello zio orco. Misseri non era solo. Cerchiamo di capire perché. Sarah è arrivata nella cantina-garage alle 14.36. Alle 14.42, sempre secondo i tabulati, il cellulare di Sara squillò per l’ultima volta (la chiamava la cugina Sabrina). A quell'ora, secondo la confessione di zio Michele, Sara era già morta da pochi istanti.  

Sei minuti. In sei minuti l'arrivo, la discesa in garage, la morte. Senza che Sabrina si accorgesse di nulla. Troppo pochi anche perchè il reo confesso parla di cinque o sei minuti, solo per strangolarla. Il tracciato telefonico preso in esame è quello che ha segnato le ultime quattro chiamate tra il telefonino di Sara e quello della cugina Sabrina. Come sappiamo dovevano andare al mare, con la terza amiche, Mariangela Spagnoletti.

Alle 14.24 Sabrina invia un messaggio alla cugina per confermare l’ora dell’appuntamento. Dopo due minuti è sempre Sabrina ad inviare un secondo sms per chiedere conferma a Sara dell' vvenuto ricevimento del messaggio precedente. Sara li ha letti entrambi e alle 14.28 in punto fa uno squillo a Sabrina per far capire che è tutto ok.  

La quindicenne parte da casa con l’auricolare (sparito) collegato al telefonino con la sua musica preferita. Calcolando il suo passo svelto, copre il percorso sino a casa degli zii in circa otto minuti. Sono le 14.36 quando arriva al civico di via Deledda dove l’aspetta la cugina Sabrina. Sei minuti dopo da quell'istante, volendo credere alla versione dello zio, il suo cuore non batteva già più e il suo corpo era coperto sotto un cartone nascosto nel vano sottostante la casa dei Misseri. Ma la figlia Sabrina lo contraddice giurando che quando lei ha chiamato Sara in quell’ultima telefonata dei sette squilli, il padre si trovava fuori dal garage. Ne è sicura, com’è sicuro che l’orologio segnava le 14.42, sei minuti dopo l’arrivo della cugina. Se è vero questo, allora dov’era in quel momento Sara? Chi la tratteneva? E' questo quello che non torna.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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