Sarah/ Claudio ad Affari: Macchè spettacolo. Faccio l'operaio, va bene così

Mercoledì, 17 novembre 2010 - 09:40:00


L'INTERVISTA

Valter Biscotti, avvocato della famiglia Scazzi ad Affari: "Nessuna beatificazione per Misseri"

IL RITRATTO

Roberta Bruzzone, la criminologa da fiction che difende Misseri. Le immagini

IL FILM

Il delitto di Sarah diventa (già) un film. Ecco le immagini

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Omicidio Sarah Scazzi/ Misseri ritratta ancora: "E' stata solo Sabrina"

Sarah, il corpo ritrovato il 31 agosto. E' giallo

I DOCUMENTI 

LEGGI L'ORDINANZA INTEGRALE DEL GIP DI TARANTO

GLI INTERROGATORI INTEGRALI

1) MICHELE MISSERI: INTERROGATORIO INTEGRALE - ASCOLTA

2) LA ZIA COSIMA: LEGGI

3) LA CUGINA SABRINA: LEGGI - ASCOLTA

4) L'AMICA MARIANGELA: LEGGI

5) L'AMICO IVANO - ASCOLTA

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L'INTERVISTA 1

Lo psichiatra Alessandro Meluzzi ad Affari: "Sarah uccisa da Sabrina. Il padre? Capro espiatorio, ha tentato di coprirla"

L'INTERVISTA 2

Il criminologo Francesco Bruno ad Affari: "Così Sabrina ha premeditato il delitto"

L'INTERVISTA 3

Lo scrittore Omar Di Monopoli ad Affari: "Un delitto che va oltre la fiction e porta alla ribaltà realtà di confine dimenticate come Avetrana"

L'INTERVISTA 4

Il sociologo De Masi ad Affari: "Sarah, la più grande pornografia sociale mai accaduta in Italia"

I 14 MINUTI PER UCCIDERE

Sarah arrivò prima all'appuntamento: orari ed sms incastrano Sabrina

IL RESTROSCENA

Dall'ansia agli sms, tutti i dubbi su Sabrina

LA CRONACA

La tragica morte di Sarah. Lo zio: "Così l'ho uccisa". L'INTERROGATORIO

Sarah/ Lo zio confessa: "L'ho stuprata da morta"

Avetrana torna sotto i riflettori. E lo fa con 
il fratello di Sarah, Claudio. Che secondo il settimanale Oggi vorrebbe entrare nel mondo dello spettacolo. E avrebbe chiesto una mano proprio a Lele Mora per fare il suo ingresso tra i vip. “Sto a Milano e ho chiesto a Mora se aveva in mente qualcosa per me. Non mi dispiacerebbe la televisione”. Claudio Scazzi come Azouz Marzouk (conosciuto magrebino diventato famoso per la strage di Erba). Tragica storia, destino simile. In mezzo sempre Lele Mora.

E anche il giovane Claudio, 24 anni, lo ha incontrato. “Credo di avere delle potenzialità e per questo mi sono rivolto a Mora. Se non lo sa lui cosa farmi fare...”, dice il ragazzo. Eppure il giovane avrebbe già rinunciato a delle offerte “A un’agenzia di Torino, che mi proponeva di diventare il nuovo Azouz ho già detto no”. E non nasconde la delusione per la risposta di Lele Mora: “Dice che non vado bene, non sono fatto la Tv”. Mora si sarebbe detto disponibile, durante i suoi eventi, a consentire al giovane di presentare il progetto di un canile da realizzare in memoria di Sarah e di raccogliere fondi. Secondo il settimanale OGGI, la bocciatura che il “professor” Mora ha pronunciato sul suo futuro televisivo non avrebbe convinto Claudio Scazzi. Che, accompagnato dal padre e da un legale, ha visitato altre agenzie milanesi.

Ma ad Affaritaliani Claudio nega di voler tentare la strada dello spettacolo. “No ma quando mai, io non ho mai contattato Lele Mora, siccome c’è il progetto del canile lui si era incaricato di fare delle cose ipotetiche…”. “Non sto visitando nessuna agenzia. Secondo voi dopo quello che è successo mi piacerebbe lavorare nel mondo dello spettacolo? No, assolutamente. Smentisco il fatto che io voglia lavorare nella televisione. Io faccio l’operaio, consegno i giornali, va bene cosi”.

 

LA CRONACA- Sull'omicidio di Sarah spunta l'ombra di Mimino, il nipote di Michele. Cosimo Cosma è stato interrogato dagli inquirenti per via delle molte chiamate fatte allo zio. Gli inquirenti vogliono capire se l’uomo era sul luogo dell’occultamento del cadavere, così come sospettano, oppure se, come ha sempre sostenuto lo stesso, era a casa sua e si è solo sentito con Michele Misseri, come in una normale conversazione tra zio e nipote. È un’attività investigativa che prosegue e che si aggiorna di ora in ora perché gli inquirenti vogliono riuscire a chiudere il cerchio nel più breve tempo possibile e ricostruire con esattezza gli ultimi minuti e soprattutto il momento della morte della quindicenne di Avetrana.

Venerdì l’incidente probatorio a cui sarà sottoposto Michele Misseri - l’uomo reo confesso che ha chiamato in correità la figlia Sabrina - potrebbe dare il là alle indagini blindando una volta per tutte le dichiarazioni che l’uomo continua a rendere davanti ai magistrati e che potrebbero consentire di chiudere definitivamente il caso. Non è escluso che per questo motivo nella giornata di domani e di dopodomani gli inquirenti e gli investigatori possano sentire altre persone già interrogate per chiudere definitivamente il quadro indiziario e presentarsi così all’appuntamento con il Gip Martino Rosati in situazione di vantaggio. Lo stesso Gip ha convocato per le ore 12 di venerdì nella cappella del carcere di Taranto, l’unica sala che può contenere tante persone che hanno titolo a partecipare all’udienza che si può definire decisiva.

"Sono in birreria per dimenticare". Così rispose Sabrina, la sera della scomparsa di Sarah Scazzi, a due fidanzati suoi amici, Miriam e Tony, che la chiamarono al cellulare. Lo ha raccontato a un'audizione ai carabinieri Anna Cosima Pisanò, madre di Miriam. Lei il fidanzato avevano chiamato Sabrina dopo aver sentito dei rumori che venivano dal palazzetto dello sport di Avetrana: temevano che avessero a che fare con l'ipotetico rapimento della 15enne.

I rumori sospetti, secondo la donna, erano riconducibili a una mano che graffia una superficie, nonché a una voce bassissima come di qualcuno che cercava di chiedere aiuto. "Mia figlia - ha detto la donna a verbale - molto delusa", dalla risposta di Sabrina, ''ha chiamato il mio cellulare. Io e mio marito ci siamo precipitati sul posto. Erano più o meno le 21.30. Dopo di noi sono arrivati Alessio Pisello e Mariangela Spagnoletti. Tutti insieme abbiamo continuato a sentire questi strani rumori e abbiamo cercato di fare ingresso nel palazzetto, chiamando nel contempo il vice sindaco e i carabinieri. Sono arrivati entrambi in brevissimo tempo''.

Nel palazzetto non c'era però nessuno. Subito dopo - ha aggiunto Pisanò - "sono arrivati Ivano Russo e Sabrina Misseri. Ho notato che Ivano non è nemmeno sceso dall'auto, mentre Sabrina lo fece appoggiandosi al muso della macchina rimanendo con le braccia conserte''. "Sabrina - conclude - si è limitata a dire frasi del tipo che era impossibile che Sarah si trovasse all'interno del palazzetto e che noi ci eravamo fatti 'dei film', lasciandoci suggestionare. Non mi sembrò affatto preoccupata, anzi, con atteggiamento spavaldo, ci prendeva in giro. L'unica cosa che disse con tono serio, ribadendola anche al vicesindaco, era che gli autori del 'rapimento' di Sarah erano sicuramente 'quelli di San Pancrazio'", dove la giovane era stata pochi giorni prima.

MISSERI: SABRINA E' COME UNA TIGRE - Michele Misseri intanto dice di non voler vedere più nessuno della sua famiglia. E' stanco delle donne di casa, anche perché, come ha spiegato nell'interrogatorio del 5 novembre, "Io non potevo dire niente perché quella (Sabrina, ndr) è come una tigre, se le dico qualche cosa si arrabbia proprio". Michele parla così agli inquirenti per descrivere il rapporto di subalternità con Sabrina che lui ora accusa di essere stata l’unica esecutrice dell’uccisione della nipote Sarah.

L'ORA DEL DELITTO, E' GIALLO - L'orario della uccisione di Sarah rimane un mistero. Tra le 14.28 e le 14.42, come risulta dai tabulati telefonici, oppure tra le 14.00-14.10 e le 14.42, come sospetta la pubblica accusa. La procura tende infatti a retrodatare di circa mezz'ora il momento della morte della 15/enne per provare che Sabrina ha avuto tutto il tempo per uccidere, chiedere aiuto al padre Michele e crearsi un alibi, proprio con gli sms inviati ai suoi amici e le telefonate (senza risposta) fatte sul cellulare di Sarah (già morta) per lasciare volutamente tracce nei tabulati telefonici.

Proprio per fissare il momento della morte di Sarah Scazzi, ieri il pm Mariano Buccoliero ha nuovamente ascoltato i due fidanzatini che, per ultimi, videro Sarah nel primo pomeriggio del 26 agosto scorso. I due giovani, poco più che ventenni, dissero, prima ancora del ritrovamento del cadavere della ragazzina, di aver visto Sarah alle 14.25 circa, mentre passeggiava in viale Kennedy, a metà strada tra casa sua e l'abitazione di Sabrina Misseri. Da quel punto Sarah avrebbe impiegato non più di tre minuti per raggiungere la cugina.

INCIDENTE PROBATORIO - Le dichiarazioni che zio Michele rilascerà il 19 novembre al gip Martino Rosati nel corso dell'incidente probatorio, saranno determinanti perchè saranno le uniche (tra le diverse e contrastanti finora fornite) che entreranno nel fascicolo del dibattimento. A meno che il contadino di Avetrana non decida di avvalersi della facoltà di non rispondere. Questo sarebbe un colpo di teatro perchè, così facendo, tutte le diverse dichiarazioni rilasciate dall'uomo saranno messe a disposizione dei giudici della Corte d'assise a cui toccherà di giudicare l'autore (o gli autori) dell'omicidio di Sarah. Ma c'è attesa anche per le motivazioni dell'ordinanza dei giudici del tribunale del Riesame che sabato scorso hanno confermato il carcere per Sabrina. Il provvedimento sarà depositato entro giovedì prossimo.

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