Melania/ Arrestato Salvatore Parolisi: omicidio pluriaggravato

Martedì, 19 luglio 2011 - 19:00:00

IL FORUM

Secondo te Salvatore Parolisi è colpevole o innocente?

I CRIMINOLOGI SI DIVIDONO

Melania, i criminologi si dividono su Parolisi. Bruno: "Movente debole, forti dubbi". Mastronardi: "Molti elementi a favore della colpevolezza"

LO SPECIALE

Melania, il bacio e poi le coltellate: uccisa con la tecnica militare

Melania, il killer tentò di scannarla. I legali di Parolisi: è stata una donna

Melania, la chiave del delitto su Facebook: scambio di messaggi tra Parolisi e l'amante

Melania, parla il papà: "Per me è Parolisi l'uomo nero"


Melania, sentita in procura un'altra soldatessa

Melania/ Un testimone: "C'era un suv dei cc, ma Parolisi non lo fermò"

Melania, ritrovato nel bosco l'anello di fidanzamento

Melania, traballa l'alibi di Parolisi. La soldatessa Ludovica: "Credevo nel suo amore, ho ferite che non guariscono"

A quasi tre mesi dalle indagini Salvatore Parolisi è stato arrestato per l'omicidio della moglie di Melania Rea. L'ordinanza di custodia cautelare gli è stata notificata e il caporal maggiore dell'esercito è stato prelevato dalla caserma Clementi di Ascoli dove era tornato a lavorare lo scorso lunedì. Sconvolto Gennaro Rea, il padre di Melania: "Gli auguro tutto il male. Per anni ho conosciuto un clone di Salvatore". Domani è previsto l'interrogatorio di garanzia a tutela dell'indagato, ma la procura ascolana non ha escluso che l'uomo possa essere sentito già in serata. "Io in carcere, l'assassino di mia moglie libero", ha affermato Parolisi appresa la notizia.

ACCUSE GRAVISSIME - Omicidio volontario pluriaggravato dal vincolo di parentela e crudeltà (pena che prevede l'ergastolo) e vilipendio di cadavere in eventuale concorso con altri. Questi i reati contestati a Salvatore Parolisi, che aprono anche alla possibilità che le ferite post morte sul cadavere di Melania siano state inferte da persona diversa rispetto al marito. Ipotesi che comunque gli inquirenti ritengono poco verosimile.  "Ha fatto tutto da solo. Poi è anche tornato sul luogo del delitto per infliggere sul cadavere della moglie altre ferite post mortem, oltre ad altri segni, per depistare le indagini". Così il comandante provinciale dei carabinieri di Ascoli Alessandro Patrizio ha accusato Salvatore Parolisi di aver ucciso con 32 coltellate la moglie. "Quando l'ha fatto? Non lo sappiamo  ma certamente non molte ore prima che il cadavere fosse scoperto e cioè il 20 aprile, due giorni dopo la scomparsa della donna".

RELAZIONE EXTRACONIUGALE - Per i magistrati ascolani un ruolo importante nell'omicidio di Melania Rea l'ha avuto la relazione fra Salvatore Parolisi e Ludovica, la soldatessa conosciuta nel 235 Rav Piceno durante un corso di addestramento e della quale il caporalmaggiore era diventato amante. Molto importanti i messaggi scambiati su Facebook da Salvatore con l'avatar "Vecio alpino", precipitosamente cancellato il 19 aprile, all'indomani della "scomparsa" della moglie. Messaggi che sono stati recuperati grazie a una rogatoria internazionale e dai quali si percepirebbe la pressione che Ludovica faceva su Salvatore affinchè lasciasse sua moglie per dedicarsi esclusivamente a lei, tanto che a Pasqua, Salvatore Parolisi doveva recarsi a Roma per conoscere i genitori di Ludovica. Quel giorno Parolisi si sarebbe dovuto presentare dall'amante già con la notizia che aveva lasciato la moglie. Nell'ordinanza del gip vengono evidenziati anche i comportamenti tenuti da Parolisi dopo aver denunciato la scomparsa della moglie. In particolare il fatto di non aver partecipato alle ricerche, ma di essersi piuttosto preoccupato di cancellare il profilo su Facebook col quale chattava con Ludovica.


L'arresto di Salvatore Parolisi
LE IMMAGINI

A PASQUA DOVEVA CONOSCERE I GENITORI DI LUDOVICA - Il 23 aprile, a Pasqua, Parolisi sarebbe dovuto andare a Roma per conoscere i genitori di Ludovica, che nel frattempo gli avevano già prenotato una stanza d'albergo, hanno ricostruito i magistrati. Quel giorno il marito di Melania si sarebbe dovuto presentare dall'amante già con la notizia che aveva lasciato la moglie. Nell'ordinanza del gip si evidenzia anche il comportamento dell'uomo dopo la scomparsa di Melania, che, invece di partecipare alle ricerche, si sarebbe invece preoccupato di cancellare subito il profilo su Facebook col quale chattava con Ludovica. Il caporalmaggiore è anche caduto in contraddizione sul riconoscimento del luogo in cui è stata ritrovata Melania, dicendo prima di averlo identificato da alcune foto riprese dal telefonino da un agente di polizia penitenziaria - che non le ha mai scattate - e dopo di averle invece viste sui giornali.

In tutti questi mesi, Parolisi ha continuato a negare ogni coinvolgimento, ma la sua versione dei fatti è apparsa in contrasto con quanto ricostruito dagli accertamenti degli inquirenti. Salvatore ha ripetuto più volte che dal pianoro di Ascoli, dove erano andati insieme alla loro bambina per un pic-nic, la moglie si era allontanata in cerca di un bagno, per poi scomparire nel nulla. La perizia medico legale 4 evidenzia invece che nel pianoro ci sono mai stati, perché alle 14.30 circa Melania era già morta o agonizzante, all'ombra dei pini nel Bosco delle Casermette.

RISCHIO DI REITERAZIONE DEL REATO - Secondo i magistrati ascolani, Parolisi avrebbe potuto inquinare le prove e reiterare il reato: da qui la richiesta di custodia in carcere. Ad inchiodare il caporalmaggiore, secondo quanto si legge nell'ordinanza, sono stati proprio i risultati dell'autopsia effettuata dai medici legali Adriano Tagliabracci e Sabina Canestrai, che hanno stabilito che Melania è stata uccisa proprio nel lasso di tempo in cui il marito dice che si trovava con Melania e la figlioletta a colle San Marco (Ascoli Piceno).

Parolisi e la moglie uscirono dalla loro casa a Folignano tra le 14 e le 14.20 e lui ricomparve con la bambina, ma senza Melania, al pianoro intorno alle 15.30. Proprio in questo spazio temporale i medici legali hanno collocato la morte della donna, avvenuta al Bosco delle Casermette come hanno stabilito l'autopsia e lo studio delle tracce di sangue ritrovate.



LE IMMAGINI

PAROLISI IN CASERMA: INCHIESTA PASSA A TERAMO- Salvatore Parolisi al momento dell'arresto si trovava nella caserma dei carabinieri di Ascoli Piceno. E' stato raggiunto dai suoi legali che al loro arrivo non hanno voluto rilasciare dichiarazioni ai giornalisti. Dopo le formalità di rito, il caporal maggiore dell'Esercito è stato portato in carcere. Intanto gli atti dell'inchiesta, come deciso dal Gip, verranno trasferiti a Teramo: il luogo in cui è stato trovato il cadavere di Melania, Ripe di Civitella, si trova infatti nel teramano.

CONTRADDIZIONI PAROLISI SU FOTO TELEFONINO - Tra i comportamenti sospetti che per la magistratura ascolana testimoniano che Parolisi ha ucciso la moglie Melania, anche la vicenda del riconoscimento del luogo dove la donna venne ritrovata il 20 aprile scorso. Parolisi, nelle occasioni in cui è stato sentito dai carabinieri e dal pm di Ascoli Umberto Monti, disse di aver riconosciuto il Bosco delle Casermette a Ripe di Civitella da alcune foto viste sul telefonino di Raffaele Paciolla, agente di polizia penitenziaria in servizio al carcere di Ascoli, che risiede nello stesso stabile di Folignano dove abitavano anche Salvatore e Melania con la loro bambina. Fotografie che Paciolla non ha mai scattato, come testimoniato dall'approfondito esame dei telefonini che spontaneamente Paciolla consegnò ai carabinieri di Ascoli. Parolisi si è poi corretto affermando di essersi confuso con le foto viste sui giornali che lo stesso Paciolla andò a comprare per lui il 21 aprile, all'indomani del ritrovamento del cadavere di Melania.

AUTOPSIA E FOTO - Ad inchiodare il caporalmaggiore - secondo quanto si legge nell'ordinanza - sono stati i risultati dell'autopsia effettuata dai medici legali Adriano Tagliabracci e Sabina Canestrai, che hanno stabilito che Melania è stata uccisa proprio nel lasso di tempo in cui il marito dice che si trovava con Melania e la figlioletta a colle San Marco (Ascoli Piceno). Il gip ha aggiunto alle 88 pagine della richiesta di arresto un altro paio di pagine con considerazioni personali sulla possibile dinamica dell'assassinio della giovane mamma di Somma Vesuviana. Allegate anche le foto e le ricostruzioni,tra cui le immagini scattate dai ragazzi dell'istituto tecnico per geometri di Ascoli che si trovavano anche loro al pianoro. Nelle istantanee scattate con i telefonini, non si vedono mai Salvatore, Melania e la piccola Vittoria. Grande importanza in particolare viene data alle testimonianze delle persone sentite dai carabinieri durante questi tre mesi di indagini. Tra i comportamenti sospetti, che per la magistratura ascolana testimoniano la colpevolezza di Parolisi, c'è anche la vicenda del riconoscimento del luogo dove la donna venne ritrovata il 20 aprile scorso.

"LA BAMBINA" - "E adesso come facciamo con la bambina?". È stata la prima preoccupazione di Michele Rea, il fratello di Melania, alla notizia dell'arresto di Salvatore Parolisi. Lo riferisce il legale della famiglia, l'avvocato Mauro Gionni, che ha appena parlato con i parenti della donna uccisa. La bambina è la piccola Vittoria, che porta lo stesso nome della nonna materna, e che dopo la morte della mamma è stata in parte con il padre, quando il lavoro glielo consentiva, e in parte con i Rea. A proposito dell'arresto del cognato, Michele Rea ha commentato: "Speriamo che possa essere la fine di un incubo. Ci auguriamo che si possa arrivare a chiudere questo cerchio - ha aggiunto - È una notizia che mi fa stare male, anzi malissimo". Il legale di Melania: "Depositerò un'istanza al tribunale competente perchè, per il tempo che Salvatore Parolisi resterà in carcere, senza voler togliere la bimba a nessuno, sia affidata la potestà ai familiari, e che si possa procedere ad un affido temporaneo ai nonni della piccola vittoria", ha spiegato l'avvocato della famiglia Rea Mauro Gionni. "Chiederò - ha spiegato - che la bambina sia affidata ai nonni materni, a cui lo stesso Parolisi la ha più volte e abitualmente affidata".

"ERA NELL'ARIA" - "Era nell'aria. Ora bisognerà leggere l'ordinanza del gip. Ma già dalla perizia medico legale emergevano grandi elementi a carico di Parolisi. L'arresto è la diretta conseguenza delle indagini sin qui svolte". È il commento del legale della famiglia Rea, l'avvocato Mauro Gionni.

IL FRATELLO DI MELANIA: FINE DI UN INCUBO- "Speriamo che possa essere la fine di un incubo". Michele Rea, fratello di Melania, commenta così  l'arresto del cognato Salvatore Parolisi. "Ci auguriamo che si possa arrivare a chiudere questo cerchio - ha aggiunto - È una notizia che mi fa stare male, anzi malissimo".

IL PADRE DI MELANIA: A PAROLISI AUGURO TUTTO IL MALE - "Ho conosciuto un clone di questa persona, un automa. Auguro tutto il male a questa persona per quello che è successo". Così il padre di Melania Rea, Gennaro, dopo la notizia dell'arresto del genero Salvatore Parolisi. "Posso dire di aver scoperto di avere un clone in casa mia, ho scoperto che non era quello il Salvatore che ho conosciuto per dieci anni e che mia figlia adorava. Mia figlia lo ha sempre adorato ed è morta per i valori e per l'amore che aveva per lui" aggiunge Gennaro Rea. "Non posso pensare che Salvatore abbia infierito sul cadavere di mia figlia, non ci sono appellativi per apostrofarlo, aggettivi da dedicargli". Gennaro Rea invia un messaggio anche ai genitori di Ludovica, la ragazza che aveva una relazione extraconiugale con Salvatore: "Vorrei sapere dai genitori di questa Ludovica cosa sapevano di Salvatore, la loro figlia cosa aveva detto loro? Che era sposato o non era sposato? Sono tutti quesiti da porre ai genitori di Ludovica, ma soprattutto è lei che deve chiarire determinate cose". "Credo - conclude amaro Gennaro Rea - che sappia più di quanto abbia voluto fare credere".

LE INDAGINI DEI RIS - L'ultimo dei segnali che proverebbero che ad uccidere la moglie sia stato proprio Salvatore arriva dai rilievi dei Ris. Non solo dopo la sua morte una delle prime preoccupazioni del caporalmaggiore è stata quella di eliminare su Facebook i tanti e focosi messaggi scambiati nei mesi precedenti con l'amante Ludovica, sua ex allieva recluta. Ora salta fuori che analoga operazione di smacchiatura sarebbe stata compiuta anche su alcune delle macchioline di sangue rinvenute subito dopo l'omicidio di Melania nell'auto di Parolisi, una Renault Scenic. Un comportamento, l'ennesimo, che ha inevitabilmente acuito i sospetti della Procura, tuttora in attesa delle decisioni del gip, Carlo Calvaresi, sulla richiesta d'arresto per omicidio volontario aggravato del militare (decisione imminente, forse già oggi).

Le tre macchie sono state individuate sul montante della portiera dell'auto dalla parte del passeggero. Al primo esame dei Ris risultarono essere sangue. Ma una successiva perizia fece sorgere dei dubbi. La vettura ritornò quindi nella disponibilità di Parolisi, nei cui confronti in quel momento non c'era alcun provvedimento (veniva sentito come teste). Solo quando il militare venne indagato per omicidio aggravato, l'auto gli fu nuovamente sequestrata per consentire ai Ris ulteriori accertamenti. È stato in quel frangente che gli esperti, riesaminando le tre macchie, hanno scoperto segni evidenti di smacchiature, "come se qualcuno avesse tentato di diluirle con un'azione di strofinamento". Un effetto che potrebbe anche essere stato causato dal semplice lavaggio dell'auto, ma gli inquirenti non ne sono affatto convinti. E' stato accertato che, delle tre macchie, una è sicuramente sangue, anche se serviranno esami più sofisticati per capire se appartiene a Melania e se è ricollegabile all'omicidio o se invece è dell'ex amante Ludovica, che in un'intervista rivelò di aver avuto con Parolisi più di un rapporto intimo in auto.

L’efferatezza del delitto, la lucidità con cui ha agito e, soprattutto, l’aver esposto la figlia di 21 mesi a una simile situazione (la piccola dormiva verosimilmente in auto mentre la mamma veniva uccisa nel bosco a Ripe di Civitella), per la pubblica accusa rendono Salvatore Parolisi, caporalmaggiore dell’Esercito, un soggetto "estremamente pericoloso". In altre parole: potrebbe uccidere ancora.

LE INDAGINI E LA RICOSTRUZIONE - Lunghe e articolate le indagini, partite il 20 giugno, giorno del ritrovamento del corpo senza vita della giovane donna originaria di Somma Vesuviana. Per far luce sulla vicenda gli investigatori partono dalle dichiarazioni del marito. Secondo il caporalmaggiore dell'esercito, lei, lui e la figlioletta di 18 mesi erano andati il 18 aprile al pianoro di Colle S. Marco (600 metri altitudine), colle che sovrasta Ascoli, a meno di 10 km di distanza, nel primo pomeriggio, quando la donna si e' allontanata per andare al bagno al vicino ristorante Il Cacciatore, e non è più tornata. Ma il 20 aprile Melania viene trovata morta, assassinata con una trentina di coltellate, in località Ripe di Civitella del Tronto, in provincia di Teramo.

Le indagini si fanno serrate: tra sopralluoghi, interrogatori e controlli del traffico telefonico dei cellulari di Parolisi, si scopre che il militare aveva un amante, una ex recluta. Poi arriva il giorno dell'autopsia sul corpo della donna, che portano a prime risposte. Dopo i funerali, si susseguono nuove audizioni di testimoni e perquisizioni. Il 21 giugno il primo colpo di scena: Parolisi viene iscritto registro indagati per omicidio volontario. La famiglia Rea che si costituisce parte civile. Oggi l'arresto del caporalmaggiore.

0 mi piace, 0 non mi piace
Fai di Affaritaliani la tua HomePage
Iscriviti alla Newsletter
Mobile
Seguici su facebook
Rss
Twitter
Google
Internet Explorer

Nuoto/ Gli azzurri vincono la 4x100 misti agli Europei
Dacco'/ Maroni? "Formigoni? Non mi occupo di vicende in casa di altri"
Lega/ Gibelli a Formigoni: "Riavvicinamento? Il Pdl mandi a casa Monti"
Amministrative/ Vendola: borghesia per antipolitica contro la sinistra
Csm/ Sabelli: "Regole su disciplina legate ad autonomia"
Centrosinistra/ Vendola: Bersani? Mi aspetto molto
Lombardia/ Formigoni: "Speculazioni e attacchi senza precedenti"
Ciclismo/ Il canadese Hesjedal vince il Giro d'Italia
LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

Non aspettare!

Cerca subito tra migliaia di immobili in vendita e in affitto
Inizia da qui

Prima rata gratis

Un prestito per il tuo futuro? Trovalo subito
SCEGLI PRESTITÒ

Auto usate

Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
Cerca adesso