San Raffaele del Mediterraneo, bloccato il bando per apertura cantiere

E' tutto bloccato per la costruzione del nuovo ospedale della fondazione San Raffaele del Mediterraneo a Taranto, 'costola' del piu' famoso San Raffaele del Monte Tabor di Milano, al centro da alcuni mesi di una complessa inchiesta giudiziaria. Acquisita anche la disponibita' del nuovo Cda del San Raffaele di Milano ad andare avanti con l'operazione Taranto, nelle ultime settimane la fondazione tarantina, presieduta dal docente universitario Vittorio Dell'Atti, e di cui fanno parte la Regione e lo stesso San Raffaele, aveva lanciato il bando per la progettazione del nuovo ospedale da realizzarsi a Taranto nella zona di Paolo VI, periferia nord della citta'.
Il bando, che presupponeva l'apertura dei cantieri nel 2013 e almeno un anno di lavori, e' stato improvvisamente strappato pochissimi giorni dopo l'annuncio mentre era gia' avvenuta la pubblicazione sulla 'Gazzetta Ufficiale' della Repubblica Italiana e stava per avvenire anche su quella dell'Unione europea. A far scattare l'alt e' stato un intervento del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, il quale ha scritto al Cda della fondazione tarantina e al Comune di Taranto chiedendo una sospensione del bando, in quanto aveva rilevato una diversa valutazione tra Comune di Taranto e Corpo Forestale dello Stato in merito all'edificabilita' dell'area prescelta. L'area, donata dalla societa' pubblica Fintecna dietro permuta da perfezionarsi con una variante urbanistica del Comune, e' infatti ritenuta edificabile e libera da vincoli dallo stesso Comune.
Non cosi' invece per il Corpo Forestale, in quale fa riferimento a un incendio che avrebbe interessato la stessa area negli anni scorsi e quindi, secondo la legge, la rende inutilizzabile per diversi anni soprattutto a fini edificatori. All'osservazione della Forestale, il Comune ha replicato disponendo un ulteriore accertamento tecnico che pero' ha confermato quanto gia' comunicato in precedenza alla Regione. Per il Comune la questione e' gia' stata considerata e non costituisce impedimento. Il chiarimento del Comune pero' non ha ripristinato la situazione preesistente allo stop di Vendola.
Questi ha chiarito che il nuovo ospedale a Taranto si fara', perche' lo richiede la situazione della citta', particolarmente esposta sul fronte delle malattie derivate dall'inquinamento industriale, sara' una struttura pubblica e avra' un partner medico scientifico diverso dal San Raffaele. Confermata anche la dotazione finanziaria assicurata dalla Regione: 120 milioni di euro. In questa nuova fase dovrebbe essere l'Asl di Taranto a occuparsi della progettazione, mentre tutto da definire e' l'aspetto relativo all'individuazione del partner scientifico. Restera' anche lo strumento della fondazione creata a Taranto, che pero' avra' adesso connotazione esclusivamente pubblica, mentre il progetto del San Raffaele sarebbe stato un ospedale pubblico con sperimentazione gestionale pubblico-privata. Annunciato da sette-otto anni almeno, l'ospedale San Raffaele a Taranto ha avuto una accelerazione negli ultimi tre anni, con lo stanziamento delle risorse da parte della Regione, la discussione con le istituzioni e le parti sociali di Taranto e la costituzione della Fondazione.
In tutto questo tempo sono state moltissime le critiche espresse al progetto che avrebbe comportato, tra l'altro, la chiusura dei due ospedali attualmente esistenti a Taranto e l'assorbimento del personale nel nuovo San Raffaele. Negli ultimi mesi, infine, la contestazione si e' fatta piu' serrata, soprattutto sul piano politico a Vendola da parte di ampi settori del Pd, partito alleato del governatore nella Giunta regionale. Bocciata infatti la scelta del San Raffaele, a fronte dei clamorosi sviluppi dell'inchiesta giudiziaria che vede coinvolto lo stesso fondatore del San Raffaele don Luigi Verze', e a fronte dei drastici ridimensionamenti degli ospedali e dei posti letto in Puglia, a partire proprio dalla provincia di Taranto dove nei mesi scorsi sono stati chiusi gli ospedali di Massafra e Mottola.


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