Salute/ Un juke box nel cervello. Ecco perché colleghiamo la musica ai ricordi
L'esperto aveva già documentato che la musica ha un potente effetto 'trainante' dei ricordi. Per approfondire il concetto ha arruolato 13 studenti universitari che si sono prestati all'esperimento passando un pomeriggio con le cuffie in testa, ascoltando 30 diverse canzoni appositamente scelte fra le 100 melodie piu' famose nel periodo in cui i ragazzi avevano fra gli otto e i 18 anni. Intanto, i loro cervelli venivano scansionati con la risonanza magnetica funzionale.
Dopo ogni canzone, gli studenti hanno risposto a domande in cui si chiedeva loro di valutare la familiarieta' e la piacevolezza della musica che avevano ascoltato, con la possibilità di descrivere ricordi precisi legati a un ritornello. L'analisi dei risultati ha rivelato che, in media, ogni giovane ha riconosciuto 17 delle 30 canzoni proposte e di queste, circa 13 erano da moderatamente a fortemente legate a un ricordo autobiografico. Inoltre, le melodie che venivano associate con i ricordi più importanti erano anche quelle che avevano suscitato le emozioni maggiori. Esaminando le risonanze, infine, Janata ha scoperto che la maggiore importanza attribuita ai ricordi corrispondeva all'aumento dell'attività della corteccia prefrontale mediana. "Cià che stupisce - dice lo studioso - è che la parte del cervello che riconosce e valuta la musica è la stessa che suscita memorie autobiografiche basate proprio sulla musica. L'obiettivo futuro sarà quello di usare una sorta di musicoterapia per curare l'Alzheimer".



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