Salute/Il vaccino riduce del 31% i rischi dell'Aids

Giovedì, 24 settembre 2009 - 12:50:00
Dna Aids

Per la prima volta un vaccino sperimentale ha tagliato il rischio di contrarre l'Aids.
Lo sostengono alcuni ricercatori thailandesi che hanno dato l'annuncio nel corso di una conferenza stampa a Bangkok assieme a ufficiali medici militari americani. Secondo quanto riferito ai media, il vaccino ridurrebbe il rischio di infezione da virus Hiv di più del 31%. Il risultato deriva da un test su un campione di 16 mila volontari effettuato in Thailandia, il più grande campione mai utilizzato nella sperimentazione di un farmaco di questo genere.

PRIMA VOLTA - E' la prima volta che un vaccino sperimentale dà questi risultati. La riduzione del rischio del 31% potrebbe essere considerato un risultato modesto, «ma - sottolinea il colonnello Jerome Kim che ha guidato il team di ricerca per conto dell'esercito americano, che ha sponsorizzato la ricerca assieme all'Istituto nazionale di allergia e malattie infettive - è la prova che è possibile avere un vaccino preventivo sicuro ed efficace».

C'E' ANCORA DA FARE- Il direttore dell'istituto, il dott. Anthony Faucy, ha comunque precisato che "non è la fine del percorso" tuttavia rileva che "c'è cauto ottimismo sulla possibilità di migliorare questo risultato". Con l'obiettivo di sviluppare un vaccino per l'Aids sempre più efficace. Secondo gli ultimi dati dell'agenzia dell'Onu Unaids, ogni giorno circa 7.500 persone in tutto il mondo vengono infettate dall'Hiv. Nel 2007 sono morte 2 milioni di persone a causa dell'Aids.

LO STUDIO - Lo studio si è basato sulla combinazione di due vaccini, il primo dei quali aumenta l'immunità agli attacchi dell'Hiv e il secondo rafforza la risposta dell'organismo. Si tratta dell'Alvac, della Sanofi Pasteur, e dell'Aidsvaz, sviluppato inizialmente dalla VaxGen e ora portato avanti dalla no profit Global Solutions for Incectious Diseases. La ricerca ha testato la combinazione dei due farmaci in uomini e donne thailandesi Hiv negativi, di età comprese fra i 18 e 30 anni e con rischio di contagio nella media. A metà del campione è stata somministrata la combinazione di Alvac e Aidsvax per sei mesi, agli altri solo dei placebo. Nessuno ha però saputo cosa veniva loro somministrato fino alla fine del test. Non solo: a tutti sono stati forniti profilattici e consigli su come evitare infezioni sessualmente trasmissibili e a chiunque avesse poi contratto infezioni sarebbero state fornite cure antivirali gratuite.

I RISULTATI - I partecipanti al test sono stati seguiti per tre anni, al termine della vaccinazione. E i risultati sono stati che nuove infezioni sono state registrate in 51 casi tra le 8.197 persone a cui sono stati somministrati i farmaci e in 74 tra le 8.198 che hanno invece ricevuto il placebo. Di qui la conclusione che il rischio si riduce del 31% nel caso di chi effettua la vaccinazione. Ulteriori dettagli sui risultati di questa ricerca costata complessivamente 105 milioni di dollari saranno diffuso a ottobre a Parigi nel corso di una conferenza specifica.

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