Salute/ Arriva l'occhio bionico: primo organo da staminali

Giovedì, 7 aprile 2011 - 13:40:00
occhio

Il primo occhio in provetta è una realtà, anche se ha un forte sapore di fantascienza.
Evoca immediatamente la fabbrica di occhi per i replicanti del celebre film Blade Runner, che già nel 1982 immaginava la possibilità di costruire organi ed esseri umani artificiali. Per il momento è stato ottenuto da cellule staminali embrionali di topo, ma il passo verso l'uso di cellule umane non si farà attendere molto. Ma, soprattutto, l'occhio biotech costruito in Giappone ha conquistato la copertina di Nature per il modo con cui è stato ottenuto, ossia dalla capacità delle cellule staminali embrionali di assemblarsi spontaneamente in una struttura tridimensionale e complessa, com'è quella della retina, senza dover utilizzare un'impalcatura che ne indirizzasse la crescita.

A 15 anni dalla nascita della pecora Dolly, che dimostrò le grandi potenzialità delle cellule staminali, suona profetico il commento che fece in quell'occasione il Nobel Renato Dulbecco, immaginando future «fabbriche di organi». Tuttavia fino ad oggi nessuno immaginava che le cellule staminali embrionali potessero auto-assemblarsi. È stata una sorpresa perfino per i biologi dello sviluppo, i bioingegneri e i biochimici dell'istituto giapponese Riken, guidati da Yoshiki Sasai. Sotto i loro occhi le cellule, immerse in un cocktail di nutrienti e sostanze capaci di favorirne la crescita, hanno cominciato spontaneamente ad organizzarsi fino a formare una struttura che da sola si è ripiegata, fino a diventare un calice ottico, ossia il progenitore della retina. «È tuttora poco chiaro - scrivono su Nature - come singole parti, localizzate, possano coordinarsi fra loro fino a costruire un intero organo». La generazione di un organo, osservano, richiede infatti una regia complessa, capace di controllare il modo in cui tanti tipi diversi di cellule interagiscono fra loro fino a ottenere un unico comportamento collettivo.

Adesso resta da chiarire il mistero e scoprire il «programma» che guida le cellule a cooperare per raggiungere un obiettivo comune. I ricercatori non hanno comunque dubbi che si sia aperta una nuova pagina della medicina rigenerativa e, con essa, «nuove strade per il trapianto di tessuti della retina ottenuti artificialmente, invece del semplice trapianto di cellule». Per Carlo Alberto Redi, direttore del Laboratorio di Biologia dello sviluppo dell'università di Pavia, è un passo in avanti per le scienze della vita in generale: «stiamo finalmente uscendo dalla caverna», ossia dalla lunga fase della storia nella quale la biologia si limitava a descrivere i fenomeni. Dopo il primo, grande, passo in avanti fatto 10 anni fa con la prima mappa del Dna umano, «ora siamo passati dalla descrizione alla sintesi del vivente», intesa come possibilità di costruire in laboratorio tessuti e organi
0 mi piace, 0 non mi piace
Fai di Affaritaliani la tua HomePage
Iscriviti alla Newsletter
Mobile
Seguici su facebook
Rss
Twitter
Google
Internet Explorer

Amministrative/ Vendola: borghesia per antipolitica contro la sinistra
Csm/ Sabelli: "Regole su disciplina legate ad autonomia"
Lombardia/ Formigoni: "Speculazioni e attacchi senza precedenti"
Ciclismo/ Il canadese Hesjedal vince il Giro d'Italia
Siria/ Cns: Onu valuti l'uso della forza o sara' guerra di liberazione
Csm/ Vietti: bene a stop Palazzo Chigi su norme per il Consiglio
Formula 1/ Webber vince a Monaco davanti a Rosberg e Alonso
Centrosinistra/ Vendola al Pd: né ultimatum né minacce
LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

Non aspettare!

Cerca subito tra migliaia di immobili in vendita e in affitto
Inizia da qui

Prima rata gratis

Un prestito per il tuo futuro? Trovalo subito
SCEGLI PRESTITÒ

Auto usate

Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
Cerca adesso