Salute/ L'obesità infantile? Si combatte con la barbie grassa

Giovedì, 19 febbraio 2009 - 10:46:00



Bambini sovrappeso. Ecco come combattere l'obesità infantile. E’ bionda e vestita alla moda come sempre, ma chiunque stenterebbe a riconoscere Barbie, bambola sexy per eccellenza, nelle immagini della campagna promossa dall’associazione Active Life Movement: è infatti una versione decisamente grassa e flaccida della bambola quella che compare come testimonial dell’iniziativa “Tieni l’obesità lontana da tuo figlio”.

Doppio mento e rotoli di ciccia sotto la maglietta aderente, questa Barbie pigra, stesa sul letto e circondata da scatole di cibo-spazzatura, è simbolo del problema su cui l’associazione di Austin, Texas, vuole sensibilizzare ragazzi e genitori americani: l’obesità infantile, che, alimentata dalle cattive abitudini alimentari e dalla scarsa attività fisica, è diventata una piaga nazionale, che riguarda il 14% dei bambini e adolescenti.

Active Life Movement, che promuove la cultura dell’attività fisica, oltre a Barbie ha fatto ingrassare per la sua campagna altre due icone del gioco e della fantasia dei piccoli: Superman e gli omini Playmobil. Imbolsito e con lo sguardo fisso, il supereroe se ne sta in poltrona, a ingozzarsi di gelato e zapping televisivo, mentre i pirati Playmobil gozzovigliano sul ponte della loro nave, con qualche decina di chili di troppo a strabordare dalle casacche: immagini che, nelle intenzione dell’Active Life Movement, dovrebbero spingere ragazzi e famiglie a spegnere la tv, evitare McDonald’s e tornare a fare sport, a giocare, a mangiare in modo più sano.



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La campagna ha come destinatari principali circa 9 milioni di giovani e giovanissimi americani, di età compresa fra i 6 e i 19 anni, che possono essere considerati obesi: a forte rischio di sviluppare patologie cardiovascolari e diabete, alle prese con ipertensione e colesterolo alto fin da piccoli, questi ragazzi sono esposti anche alla possibilità di sviluppare gravi problemi psicologici, legati alla discriminazione sociale di cui saranno probabilmente oggetto.
Molti sentono di non poter fare nulla per cambiare la propria condizione: obiettivo dell’iniziativa è invece spingere i teenager a fare qualcosa per sè stessi, prima di trasformarsi in tanti Superman e Barbie con troppa ciccia e poca vitalità.

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