Salute/ La moglie di D'Alema: "Vi racconto il mio cancro"
"La mia malattia è stato un modo per riformulare le gerarchie di valori e riprogettare la mia vita fin lì troppo affannosa". Linda Giuva, moglie di Massimo D'Alema fa outing sul cancro, un tumore al seno, che l'ha colpita. E lo fa durate la giornata Ieo per le donne organizzata dall'Istituto europeo di oncologia diretto da Umberto Veronesi. 
Donna, professionista e soprattutto moglie e mamma e di due figli racconta quanto è stato difficile lottare contro il tumore: "Sono stata colpita nella parte del corpo che rappresenta la femminilità, ma ho sempre saputo che il tumore al seno era curabile. Ma è difficile imparare a fare i conti con le cicatrici post intervento: ma la consapevolezza di potercela fare non mi ha mai abbandonato."
Non fa mai il nome del marito, ma la sua testimonianza ruota intorno all'importanza del partner nell'affrontare la malattia confessando: "Il mio rapporto di coppia è cresciuto e maturato. E' stato determinante, la reazione degli altri è lo specchio della tua forza".
Il nostro motto è: Nessun paziente deve uscire dalla sala operatoria senza seno. Ma il vero problema è ciò che resta: le cicatrici. "Quelle restano. Ma le luci della vita sono ancora più forti".
VERONESI-Non è difficile togliere un tumore dal seno di una donna. Il difficile è toglierlo dalla testa". Umberto Veronesi ha appena lanciato la sua ultima sfida, il progetto "mortalità zero", e le mille donne di tutte le età, arrivate da tutta Italia, che sono o sono state malate, lo accolgono con una standing ovation. Come Monica Guerritore, guarita di tumore al seno e madrina della seconda giornata dell'Ieo, istituto europeo di oncologia.



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