Salute/ Donne a rischio malattie del cuore. Ecco come evitarle
Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte per le donne. Almeno il 44 per cento dei decessi avviene per disturbi di questo tipo, mentre tra gli uomini la percentuale scende al 33 per cento. Ogni anno muoiono in Italia 120.000 donne per malattie cardiovascolari. Tuttavia nonostante il maggior rischio, la prevenzione cardiovascolare nel sesso femminile e' minore. In occasione della 'Giornata Mondiale del cuore', un documento congiunto redatto dal Servizio di prevenzione e protezione del Cnr e dalla Societa' italiana per la prevenzione cardiovascolare promuove la prevenzione verso il rischio derivante da malattie del sistema cardiovascolare. Se e' vero che la donna in eta' fertile ha un rischio cardiovascolare inferiore a quello dell'uomo grazie all'ombrello estrogenico, cioe' agli ormoni femminili che la proteggono, e' anche vero che con la menopausa -aumentando il colesterolo dannoso (Ldl) e diminuendo quello protettivo (Hdl) e con il contestuale aumento di peso, ipertensione arteriosa e rischio di sviluppare il diabete- i nuovi casi d'infarto e di ictus cerebrale nelle donne aumentano progressivamente fino a raggiungere, e intorno ai 75 anni, superare, quelli maschili. 
"Gli ultimi dati Istat confermano che le malattie cardiovascolari rappresentano ben il 44% delle cause di morti femminili, contro il 33% negli uomini", spiega Roberto Volpe, ricercatore presso il Servizio di prevenzione e protezione del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma (Spp-Cnr). "Eppure, sebbene siano oltre 120.000 le italiane che muoiono ogni anno per tali patologie, queste patologie sono ancora considerate tipiche del sesso maschile". Da questa necessita' di istituire un'efficace strategia di prevenzione e' nato un vademecum dedicato alla 'Prevenzione dell'infarto del miocardio nella donna', frutto della collaborazione tra Spp-Cnr e la Societa' italiana per la prevenzione cardiovascolare (Siprec), di cui fanno parte cardiologi e internisti delle principali Universita' italiane. "Il documento intende fornire al pubblico e agli operatori sanitari uno strumento completo e pratico e la prevenzione e' un obiettivo spesso raggiungibile, poiche' la corretta informazione è la base della prevenzione", argomenta Maria Grazia Modena, direttore di Cardiologia dell'Università di Modena-Reggio Emilia e past-president della Societa' italiana di cardiologia. "Un dato allarmante in tal senso e' che le donne colpite da infarto acuto hanno una maggiore mortalita' poiche', per via di una sottostima del loro rischio da parte dei medici curanti, ricevono un minor numero di indagini diagnostiche come la coronarografia e vengono trattate meno con farmaci fondamentali per prevenire le recidive come l'aspirina, i betabloccanti e le statine.
Senza dimenticare che esistono malattie cardiovascolari tipiche delle donne, come la dissecazione spontanea delle coronarie e delle carotidi"."Le donne sono poi svantaggiate nella tutela della loro salute", spiega Massimo Volpe, presidente della Siprec e direttore di Cardiologia del Policlinico Sant'Andrea dell'Universita' La Sapienza di Roma, "per alcuni fattori sociali, culturali e caratteriali, quali: il doppio lavoro domestico e fuori casa, la propensione a occuparsi prima dei problemi altrui che dei propri, un interesse prevalentemente orientato alla cura degli aspetti riproduttivi, la limitata partecipazione agli studi clinici sui nuovi farmaci, in cui se le donne non sono piu' escluse come poteva avvenire nelle sperimentazioni condotte negli anni '70-'80, ancora oggi difficilmente rappresentano il 50% delle casistiche". Il vademecum, oltre a ribadire l'importanza di un corretto stile di vita e di una terapia farmacologica mirata in caso di presenza di fattori di rischio cardiovascolare quali ipertensione arteriosa, diabete e ipercolesterolemia, fornisce indicazioni su patologie specifiche da menopausa come le malattie autoimmuni, endocrinologiche o l'ipercolesterolemia. "In quest'ultima", suggerisce Roberto Volpe, "una dieta alimentare a basso contenuto di grassi deve pero' tenere in conto il fabbisogno di calcio, fondamentale contro l'osteoporosi. L'assunzione di alimenti a ridotto contenuto lipidico ma ad adeguato tenore calcico, un appropriato apporto di vitamina D e una regolare attivita' fisica -conclude l'esperto- possono permettere di prevenire sia le malattie cardiovascolari sia l'osteoporosi".



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