Salute/ L'Ue autorizza il trattamento con il cloro delle carni bianche. E' un pericolo per l'uomo

Mercoledì, 19 novembre 2008 - 12:01:00



Per salvaguardare la carne di pollo si mette a rischio la salute dei consumatori. È quanto riferisce Altroconsumo. La carne di pollo, si sa, è facile a contaminarsi e intossicare l’uomo. Negli Usa si è cercato di risolvere il problema disinfettando la carne con il Cloro.

Le aziende produttrici sono autorizzate a trattare le carni in questo modo per eliminare gli eventuali batteri che potrebbero contaminarle. Dal 1997 questa pratica è stata vietata in Europa e in Italia non si può importare carne di pollo trattata con il cloro.

Tutto questo, però, potrebbe non durare a lungo. Contro il parere negativo espresso dal Comitato permanente del settore alimentare e salute degli animali e del Consiglio dei ministri dell’agricoltura dell’Ue, il 29 ottobre scorso la Commissione europea ha pubblicato un progetto di Regolamento per autorizzare il trattamento al cloro in tutti gli Stati membri, quindi anche noi.

Nonostante l’Italia sia sempre stata contraria all’apertura delle frontiere e all’ingresso nel paese di questa carne trattata. L’organismo delle associazioni di consumatori in Europa, il Beuc, si è schierato dalla parte dei no mettendo in risalto il fatto che il trattamento usato negli Stati Uniti non porta ai risultati desiderati: la percentuale di polli contaminati resta comunque alta, addirittura l’83% secondo i dati forniti da Consumers Report. Altroconsumo sostiene la necessità di muoversi proprio nella direzione opposta: “meglio prevenire, migliorando l’igiene nella filiera, anziché rimediare nella fase finale.

Non sarebbe meglio applicare misure igieniche rigorose in tutta la catena alimentare, dall’allevamento alla tavola?” suggerisce a tale proposito. Un ulteriore rischio è che alcune aziende produttrici potrebbero essere invogliate a trascurare le più elementari misure preventive d’igiene in tutta la filiera, con le conseguenze del caso. Auguriamoci che la commissione dell’Ue, una volta tanto, non ci tratti come polli e pensi alla salute dei suoi cittadini anziché agli interessi delle aziende rivedendo la proposta di liberalizzazione ai trattamenti al cloro.

Luigi Mondo e Stefania Del Principe

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