Salute/ Tumore all'utero? Attenzione all'HPV45
Di Silvia Finazzi
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Si arricchisce il gruppo dei cattivi: se fino a ieri i virus più temibili per la salute del collo dell’utero (cervice) erano due, oggi sono diventati tre. Secondo i ginecologi di tutto il mondo, infatti, oltre al virus 16 e 18, bisogna temere anche il 45: sono questi i tre tipi di virus del papilloma umano più spesso responsabili di tumori alla cervice.
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L’HPV o Papilloma virus è un molto diffuso: si calcola che circa l’80% delle persone ne sia entrata in contatto almeno una volta nel corso della sua vita sessuale. Ne esistono più di 100 tipologie diverse, molte delle quali si trasmettono attraverso i rapporti intimi e colpiscono gli organi genitali.
I tipi più temibili sono quelli ad alto rischio, che non causano sintomi visibili, ma nella donna sono in grado di trasformare le cellule del collo dell’utero in cellule anomale. Nel corso del tempo, queste possono moltiplicarsi e dare origine al tumore del collo dell’utero.
Fino a oggi sotto accusa erano soprattutto i tipi 16 e 18 responsabili del 75% circa dei casi di tumore del collo dell’utero. Gli esperti, però, si sono resi conto che anche il tipo 45 è pericoloso: è la principale causa dell’adenocarcinoma, il più aggressivo dei tumori della cervice uterina.
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Non solo, il tipo 45 è anche l’unico dei tre a non poter essere prevenuto. Contro le tipologie 16 e 18, infatti, da pochi mesi è disponibile un vaccino preventivo. E’ indicato soprattutto alle ragazze molti giovani, con meno di 13 anni, perché solitamente non hanno ancora avuto rapporti intimi e, quindi, non sono state esposte al virus. Ecco perché in Italia tutte le dodicenni possono sottoporsi gratuitamente alla vaccinazione.
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Il 45 è dunque invincibile? Non proprio. La soluzione è sottoporsi a controlli regolari. Il classico Pap test è sempre utile: durante la visita dal ginecologo si preleva del materiale dal collo dell’utero e lo si fa analizzare in laboratorio. Ma da solo non basta.
"L’incidenza dell’adenocarcinoma causato dal tipo 45 sta notevolmente aumentando, anche perché si sviluppa all’interno del canale cervicale ed è difficilmente diagnosticabile precocemente con il Pap test" spiega il dottor Attila Lorincz, PhD, professore alla “Barts and The London School of Medicine”.
La soluzione? Esiste un test per l’HPV, il digene HPV Test che è approvato dalla FDA americana e marcato CE, che identifica la presenza dei ceppi 16, 18 e 45 prima ancora che le cellule del collo dell’utero presentino delle modificazioni visibili al Pap test. E’ consigliato alle donne sopra i 30 anni di età in combinazione con il Pap test, che può rilevare cellule anormali ma non direttamente la
presenza dell’HPV.



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