Salute/ Scoliosi, quando la ginnastica non basta, arriva la chirurgia

Martedì, 17 febbraio 2009 - 10:28:00

Di Valeria Ghitti



Ne soffre il 3% della popolazione italiana, soprattutto femminile, per lo più tra i 9 e gli 11 anni. Parliamo della scoliosi, una deformità della colonna vertebrale, che si può presentare curvata innaturalmente verso destra o sinistra, in avanti o indietro, quindi deformata in modo tridimensionale.

Nei casi più lievi si assiste principalmente a un difetto di postura – spalle, tronco e fianchi diventano asimmetrici - e di andamento, che appare incurvato, associato alla comparsa di dolori. In queste situazioni, si punta si procede con la ginnastica correttiva e rieducativa oppure con l’applicazione di un busto. Quest’ultimo, però, rappresenta una soluzione non tanto amata dai ragazzini, perché il busto non passa inosservato, è scomodo e a volte si dimostra incapace di bloccare la deformazione della colonna.

La scoliosi, infatti, può evolvere e farlo anche in modo molto veloce, soprattutto se non viene riconosciuta e trattata per tempo. Se questo succede, si possono raggiungere gradi di curvatura della colonna così gravi da provocare non solo dolore e problemi deambulatori, ma anche la compromissione delle funzioni cardiovascolari e respiratorie.

CHIRURGIA - In questi casi, oggi è possibile intervenire chirurgicamente per raddrizzare, fino all’80%, la curvatura della colonna. “Si interviene in anestesia generale, incidendo proprio dove la colonna vertebrale è deformata” spiega il professor Massimo Balsano, Direttore dell’Unità Operativa di Ortopedia del Centro Regionale di Riferimento per la Chirurgia Vertebrale di Schio (Vicenza). “Si inseriscono due viti nei due peduncoli delle vertebre deformi, e, attraverso due barre sagomate e parallele inserite nelle viti, si raddrizza meccanicamente la colonna”.

Si tratta di un intervento impegnativo, ma che fissa in maniera stabile la nuova curvatura della colonna. Può essere eseguito anche in età adulta, ma data la minore malleabilità della colonna, si può recuperare solo il 40% della curvatura. “ Dopo l’operazione, il ragazzino può camminare dopo un paio di giorni senza nessun busto o gesso e può rientrare a scuola in genere dopo solo 2 settimane di convalescenza mentre la ripresa dell'attività sportiva è quasi sempre possibile dopo 6 mesi, con tempi decisamente inferiori a quelli richiesti dal busto ortopedico” spiega ancora il professor Balsano.

DOVE. In Italia, questo tipo di intervento viene svolto attualmente in dodici centri: il Galeazzi di Milano, il San Matteo di Pavia, il Rizzoli e l’Ospedale Maggiore di Bologna, il Burlo Garofalo di Trieste, il Gemelli e il Bambin Gesù di Roma, l’Istituto Chirurgico Ortopedico Traumatologico di Latina, l’Ospedale Civile Torrette di Ancona, il Federico II di Napoli, l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Consorziale Policlinico di Bari, l’Ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza” di San Giovanni Rotondo (Foggia) e l’azienda U.L.S.S. 4 "Alto Vicentino” di Schio (Vicenza).

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