Salute/ Basta dolore: gli italiani vogliono gli oppiacei
Di Valeria Ghitti
Duecentocinquanta mila: sono i malati che ogni anno, in Italia, necessitano di cure palliative: 160 mila oncologici e 90 mila con altre patologie - cardiache, respiratorie, neurologiche, metaboliche, infettive. Per loro, l'80% degli Italiani ritiene le cure palliative utili, necessarie e di competenza principalmente del Sistema Sanitario Nazionale e, la stessa grande percentuale ha dichiarato di approvare l'uso dei farmaci oppiacei - morfina e simili - nel trattamento del dolore cronico. Lo rivela un'indagine demoscopica IPSOS voluta dalla Federazione Cure Palliative (FCP). 
"Se da un lato è confortante rilevare che quasi tutti i cittadini italiani ritengono le cure palliative un diritto acquisito e l'uso degli oppiacei necessario - afferma Francesca Crippa Floriani, Presidente FCP - dall'altro bisogna prendere atto che in gran parte del Paese questo diritto non è fruibile e l'uso dei farmaci è ancora ostacolato dalla burocrazia che li imbriglia".
Attualmente, infatti, sussistono alcuni ostacoli nell'applicazione delle cure palliative. "Nonostante i buoni risultati dell'indagine IPSOS, esiste ancora un ritardo culturale, che spinge a non considerare il dolore cronico una malattia vera e propria, che, come tale, richiede delle cure specifiche", spiega ad Affari Italiani il dottor Giovanni Zaninetta, Direttore Medico Hospice Domus Salutis di Brescia e Presidente della Società Italiana Cure Palliative.
Un ostacolo culturale peggiorato da veri e propri vuoti legislativi. Oggi, per ottenere la prescrizione di un oppiaceo, occorre rivolgersi a medici che siano in possesso di un ricettario speciale, distribuito dal Ministero della Salute, che permette di usufruire di un ciclo di cure di 30 giorni: questo nonostante siano passati quasi due anni dalla presentazione del disegno di legge sulla semplificazione della prescrizione dei farmaci oppiacei, attraverso la possibilità di utilizzo del Ricettario "normale" del Servizio Sanitario Nazionale a disposizione di tutti i medici di famiglia e della maggior parte dei medici specialisti ospedalieri. E nonostante oggi gli Italiani, come dimostrato dall'indagine IPSOS, reclamino a gran voce questo tipo di cure. 



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