Salute, dimenticare i brutti ricordi: ora si può

Mercoledì, 21 settembre 2011 - 09:34:06
tumore ovarico depressione

La paura vissuta in guerra o in un incidente, il ricordo che ci lega alla dipendenza dalla droga, o non dimenticare quanto appreso nella vita: due facce della memoria di lunga durata, i cui meccanismi sono stati in parte svelati. Un gruppo di neuroscienziati, guidato da Cristina Alberini, professore di Neuroscienze all'università di New York, ha scoperto infatti il meccanismo per bloccare i brutti ricordi e non perdere le conoscenze, tramite il processo di consolidamento dei ricordi, alcuni ormoni, e dei farmaci. I dettagli di questo studio, finora condotto sui topi, sono stati presentati a Venezia nel corso della VII conferenza 'The future of sciencè dedicata quest'anno alla mente. "Perchè una memoria diventi a lungo termine - spiega Alberini - serve un certo livello emotivo, di stress ed eccitazione. Più è alto, maggiore sarà la quantità e i dettagli del ricordo".

Tuttavia, se lo stress diventa troppo elevato e supera una certa soglia, "si crea un deficit - continua - si interrompe il processo di apprendimento e il ricordo non si consolida". Alcune memorie, come quelle negative associate alla paura, sono «legate al rilascio di ormoni, quali il cortisolo e l'adrenalina. Noi abbiamo visto - precisa - che si può intervenire per ridurre una memoria negativa, ad esempio legata al disturbo post-traumatico da stress o alla dipendenza da droghe, o invece aumentarla, nel caso ci si trovi con il decadimento indotto da demenze». Ma c'è una particolare finestra temporale per farlo. Dopo che il ricordo si è formato, vi è un momento in cui la memoria si affievolisce e diventa labile, per poi consolidarsi nuovamente.

"Ed è proprio quando il ricordo è labile - aggiunge Alberini - che noi interveniamo con dei farmaci. Nel caso di ricordi negativi, blocchiamo i recettori del cortisolo, facendo così diminuire l'intensità del ricordo. Quando invece vogliamo rinforzarlo, aggiungiamo il fattore di crescita insuline grow factor 2 (IGF2), importante per lo sviluppo del cervello adulto e presente nell'ippocampo. Si è visto che dopo l'apprendimento, l'IGF2 aumenta. Quindi incrementandone la quantità e somministrandolo per via sistemica, cioè non direttamente nel cranio, abbiamo riscontrato un significativo aumento dell' intensità e persistenza del ricordo». Dopo questa sperimentazione sui topi i ricercatori verificheranno la tossicità di questi esperimenti e continueranno sui primati. "E probabilmente la tecnica ipotizzata qualche anno fa dal film 'Se mi lasci, ti cancellò in cui si eliminava il ricordo di un amore finito, sarà realtà - conclude - anche se spero per scopi meno futili".

 

0 mi piace, 0 non mi piace
Fai di Affaritaliani la tua HomePage
Iscriviti alla Newsletter
Mobile
Seguici su facebook
Rss
Twitter
Google
Internet Explorer

Csm/ Sabelli: "Regole su disciplina legate ad autonomia"
Lombardia/ Formigoni: "Speculazioni e attacchi senza precedenti"
Ciclismo/ Il canadese Hesjedal vince il Giro d'Italia
Siria/ Cns: Onu valuti l'uso della forza o sara' guerra di liberazione
Csm/ Vietti: bene a stop Palazzo Chigi su norme per il Consiglio
Formula 1/ Webber vince a Monaco davanti a Rosberg e Alonso
Centrosinistra/ Vendola al Pd: né ultimatum né minacce
Salerno/ Trovato cadavere di un uomo vicino all'aeroporto
LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

Non aspettare!

Cerca subito tra migliaia di immobili in vendita e in affitto
Inizia da qui

Prima rata gratis

Un prestito per il tuo futuro? Trovalo subito
SCEGLI PRESTITÒ

Auto usate

Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
Cerca adesso