Salute/ Boom della pillola del giorno dopo. Vanno male gli altri contraccettivi
Boom in Italia della pillola del giorno dopo fra le più giovani, ma non degli altri contraccettivi. Le vendite del contraccettivo d'emergenza hanno registrato un +59,5% dal 2001, anno dell'arrivo in commercio, al 2007: in particolare, si è passati da 320 mila scatole nel 2006 alle 374 mila dello scorso anno. A prenderle sono donne dai 14 ai 20 anni nel 55% dei casi. Cala, invece, l'uso del preservativo, e non certo per il prezzo: dopo un pesante ribasso, si nota una lieve ripresa negli anni 2006-07, ma ancora molto lontana dal picco di massima protezione del periodo 1995-99. Solo un 20% di donne, infine, assume la pillola. Sono i dati illustrati dagli esperti, in una conferenza a Londra in vista della Giornata mondiale della contraccezione 
"Dalle gravidanze indesiderate si corre ai ripari solo dopo aver rischiato - sottolinea Alessandra Graziottin, direttore del Centro di ginecologia e sessuologia medica dell'ospedale san Raffaele Resnati di Milano - ma non prima, con un'assunzione di responsabilità condivisa. Non ci si protegge però dalle malattie sessualmente trasmesse". Malattie in aumento, proprio fra i giovani, in tutt'Europa. E l'Italia non fa eccezione.
"La Clamidia - spiega la Graziottin - è aumentata di 8-10 volte negli ultimi 10 anni, a causa della promiscuità sessuale non protetta. Le più colpite sono le ragazze dai 15-24 anni, il cui organismo è anche più vulnerabile all'infezione". Non solo. La nuova generazione 'sex and the city' corre anche altri rischi. "Il tasso di abortività - ricorda Giorgio Vittori, presidente della società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo) - in Italia è in aumento, oltre che fra le immigrate, solo fra le giovani donne, quasi ai livelli degli anni '90".



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